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Parliamo seriamente di Vendola (II). Concorrenza e mercato

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scusa, ma la DOC è un esempio di regola...

No, la DOC è un esempio di entrata a gamba tesa, dato che oltre a stabilire le modalità perchè un prodotto si possa fregiare di una denominazione, attribuisce ai consorzi e ai suoi intermediari la possibilità di limitare l'offerta arrivando anche a bloccare le vendite, e di controllare i prezzi. In questo ha la stessa funzione degli ordini professionali, che sono un altro esempio di entrata a gamba tesa.

Scusa, questa è la tua interpretazione. Molti non la vedono così, anche in altri Paesi. Stiamo girando in tondo... Qual'è il limite di intervento della politica? Possibilmente senza ambiguità, volute o meno.

La DOC è un esempio, tra i tanti, di regolazione del mercato. Garantisce i consumatori o i produttori? Non sono sicuro della risposta: i consumatori dovrebbero essere sicuri che il Rosso Oltrepo DOC è prodotto secondo certi criteri condivisi, rispettosi della tradizione locale, mentre un IGT della stessa zona può essere diverso; i produttori della DOC si impegnano a rispettare quei criteri, ma non si vincolano a non produrre IGT o vino comune e neppure a mantenere gli stessi prezzi. Bisogna vedere se davvero i Consorzi limitano l'offerta, non ho dati al riguardo.

In ogni caso, la DOC non è un'invenzione italiana ma è diffusa almeno in tutta l'UE.

Prescindendo dal caso specifico: cosa si deve pensare della regolazione dei mercati? Chi usa il nick Phileas ne direbbe peste e corna; qualcun altro la troverebbe un fenomeno positivo: almeno buona parte di quelli che, su questo blog, sostengono la prevalenza degli interessi collettivi su quelli individuali. 

La regolazione è, di solito, giustificata da market failures: ma esistono davvero? Gli illustri economisti espatriati vogliono degnarsi di dirci qualcosa al riguardo e, magari, fornircene qualche esempio?

A mo' di provocazione: buona parte della regolazione a protezione di consumatori ed investitori si giustifica invocando l'asimmetria informativa tra imprese e consumatori; qualcuno ha, invece, osservato che la c.d. asimmetria informativa non è altro che un effetto della divisione del lavoro e, pertanto, è insopprimibile. Che ne pensano gli amerikani?