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Parliamo seriamente di Vendola (II). Concorrenza e mercato

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Ho appena finito di leggere il vostro libro e stavo riflettendo su un pensiero che mi frulla da un po' di tempo, e questo post mi da l'occasione per condividere con voi almeno un punto.

Non è che abbiamo (intesi come popolo) bisogno più di rassicurazioni piuttosto che di buona politica?

Provo a spiegarmi: Tremonti ha un grande successo perchè non cerca di fornire spiegazioni logiche ai fatti, ma fornisce un nemico e un alibi a quel 99% delle persone che non sa di economia e/o politica e che si sente disorientato in questo mondo globalizzato che non capisce. In fondo alla questione, se diamo troppe informazioni all'uomo qualunque, non facciamo altro che accentuare questo disagio, perchè lo costringiamo a fare analisi su cose che sono troppo complicate e che alla fine portano a delle conclusioni frettolose, come: "ai miei tempi tutte queste cose non c'erano", oppure: "tanto sono tutti ladri", etc..

Vendola, altro non fa se non una operazione analoga, "vi difendo io da quelli brutti e cattivi che  non fanno i vostri interessi", e, come dare torto a tutti quelli che pensano che è meglio avere qualcuno che ti difende piuttosto che difendersi da soli dai "potenti" contro i quali non puoi vincere da solo.

Ecco, io ci vedo in questo un problema psicologico, più che economico, chi voterebbe un politico, il cui messaggio (vero o falso) sia quello che piuttosto che proteggere questa o quella categoria (alla quale magari faccio parte, a quindi mi interessa) si debba lasciare che il mercato faccia il suo lavoro? Quante persone si sentirebbero abbandonate al loro destino?

Berlusconi stesso ha fondato la sua fortuna politica su presupposti simili, il non-politico contro i politici, si presentava come un novello Don Quijote che tutti i deboli difendeva.

Io penso che la paura giochi un ruolo fondamentale nelle nostre scelte politiche, e che i nostri politici sono da molti percepiti come la nostra seconda mamma il cui ruolo è difenderci, e non lasciarci a sbrigare i nostri problemi da soli.

Insomma, prima di avere buoni politici, dobbiamo ancora crescere e abituarci all'idea che è meglio avere un buon arbitro piuttosto che un tifoso che insulti gli altri dagli spalti.