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Parliamo seriamente di Vendola (II). Concorrenza e mercato

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Non sono d'accordo su più aspetti, ma vorrei concentrarmi sul discorso iniziale sulla concorrenza, bene...che cos'è e come si definisce concorrenza? Se parliamo di liberismo e devo finisce il liberismo? 
Tutti concorderemo che un mercato libero sia migliore, ma che va limitato con delle regole chiare per evitare distorsioni. Bene, ma allora non è libero. In questo caso perde di senso il discorso di Brusco, invece ne ha e da vendere quello di Vendola.
Quello che voglio dire è che entrambi dite la stessa identica cosa, ma in modi diversi e dandovi del "bugiardo". Uno dice, il mercato deve essere libero, ma le leggi devono controllarlo, l'altro dice lo stato deve limitare il mercato per essere libero. Cosa cambia?

Il discorso di Vendola che critichi ad inizio pagina non dice nient'altro..

Quasi mi verrebbe da fare il discorso al contrario, ovvero, non è che gli economisti hanno un pregiudizio verso la sinistra che "una volta" voleva controllare il mercato e ora voglio mettere delle regole chiare al mercato? Che poi è quello che voglio fare gli economisti!

C'è chi bolla di demagogia i discorsi altrui senza pensare ai propri.
Tu stesso dici "L'idea che la concorrenza, la meritocrazia e la competizione possano essere utili strumenti per aiutare la mobilità sociale e per favorire proprio i più svantaggiati non ha mai preso realmente piede" e cerchi nelle parole di Vendola di ricostruire questa tua convinzione (che mi pare molto Berlusconiana, stile Mamma li comunisti!).

PS. Non sono voluto entrare nel merito di servizi particolari (come sanità, acqua, ecc..) perché il discorso è un po' più complicato. Più politico che economico (non me ne vogliano gli economisti!).

"entrambi dite la stessa identica cosa, ma in modi diversi e dandovi del "bugiardo". Uno dice, il mercato deve essere libero, ma le leggi devono controllarlo, l'altro dice lo stato deve limitare il mercato per essere libero. Cosa cambia?"

Ad una domanda così posta, la risposta è - ovviamente - nulla. Ma è, ovviamente, un framing effect.

In realtà la contrapposizione è tra chi ritiene che il diritto debba limitarsi a garantire il funzionamento del mercato, tutelando la concorrenza, il rispetto dei contratti e della proprietà, l'ordine pubblico, ecc,. e chi ritiene che invece il diritto debba indirizzare il mercato verso obiettivi scelti non dai partecipanti ma dal potere politico. 

A diversi punti di vista corrispondono diverse tecniche d'intervento; poi, naturalmente, si dànno posizioni intermedie e pratiche più complesse.