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Lega Nord, da cura a cancro

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Albertini, però, si prepara a ricandidarsi a sindaco di Milano, sostenuto proprio da Montezemolo,

http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/296063/

Su Montezemolo, resta da vedere quanto egli sia semplicemente espressione degli "industriali assistiti del nord" o invece di alcune delle istanze portate avanti sino ad oggi da Italia Futura, che non è solo encefalogramma piatto, ma esprime, almeno a parole, proposte piuttosto anti-corporative e liberalizzatrici. 

Albertini, però, si prepara a ricandidarsi a sindaco di Milano, sostenuto proprio da Montezemolo,

http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/296063/

L'articolo che citi non mostra altro che gli auspici del Riformista (e forse di Cacciari) perche' Albertini si candidi a sindaco di Milano per una coalizione di Centro.  Ci risentiamo quando Albertini si candida ufficialmente.

Su Montezemolo, resta da vedere quanto egli sia semplicemente espressione degli "industriali assistiti del nord" o invece di alcune delle istanze portate avanti sino ad oggi da Italia Futura, che non è solo encefalogramma piatto, ma esprime, almeno a parole, proposte piuttosto anti-corporative e liberalizzatrici.

Montezemolo, ex presidente FIAT e in generale manager della famiglia Agnelli, rappresenta esattamente gli interessi dei grandi industriali assistiti del Nord.  E' una persona piu' intelligente della media, che si rende conto entro pero' notevoli limiti dei problemi reali, e infatti quando era presidente della FIAT ha espresso una sincera autocritica sulle passate relazioni tra Fiat e Stato italiano. Inoltre ha il merito di aver scelto finalmente un manager valido come Marchionne per la FIAT.  Tuttavia la sua recente attivita' politica non promette nulla di buono, solo una difesa dello Stato italiano con le sue mostruose inefficienze, storture e ruberie, perche' possa ancora aiutare e proteggere le grandi imprese assistite in quanto "campioni nazionali".

Aspetto da Italia Futura proposte sensate per risolvere i problemi veri dell'Italia, a partire dai 50 miliardi di euro all'anno di tasse pagate nel Nord Italia che vanno a finire in sprechi e ruberie senza promuovere nemmeno una briciola di sviluppo a Sud.

Mi pare che Marchionne fosse stato scelto da Umberto Agnelli che si dice fosse più preparato del fratello Gianni ma purtroppo più serio.

In verità, non ho bisogno di citare Il Riformista per mostrare la cosa, poichè sto (in parte) lavorando (per pura curiosità e speranza circa il progetto - ancora devono convincermi a votarli, poi) alla sua preparazione e, come dire, in ragione di questo ho qualche info abbastanza attendibile. Lo citavo soltanto per dare un riferimento. Non è detto che vada in porto (ovvero non è ancora certo che il nome del candidato del terzo polo sia Albertini, il quale vorrebbe far convergere su di sè anche il PD), ma si marcia in quella direzione. 

 

Tuttavia la sua recente attivita' politica non promette nulla di buono, solo una difesa dello Stato italiano con le sue mostruose inefficienze, storture e ruberie, perche' possa ancora aiutare e proteggere le grandi imprese assistite in quanto "campioni nazionali".

 

Tipo? 

ora non voglio far battaglie a colpi di dichiarazioni varie, però

http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/economia/conti-pubblici-40/monte-politica/monte-politica.html

I grandi industriali assistiti del nord, anche in ragione della scelta Marchionne, io spero siano in via di diminuzione. Se non sarà così, abbandonerò il progetto. Se, invece, ci sarà spazio per istanze liberalizzatrici e anti-corporative, come detto, simili a quelle che vengono da Italia Futura (ma non solo), seguiterò il mio impegno.  

Di sicuro, però, non si può continuare a dire che si vuole un coinvolgimento diretto della classe produttiva del nord nella gestione del paese (e se ne sta , piano piano, accumulando un pezzo dietro questo progetto) e poi, appena potrebbe succedere, bollarla subito come interessata solo a conquistare le leve del privilegio e della rendita. 

 

 

 

Tuttavia la sua recente attivita' politica non promette nulla di buono, solo una difesa dello Stato italiano con le sue mostruose inefficienze, storture e ruberie, perche' possa ancora aiutare e proteggere le grandi imprese assistite in quanto "campioni nazionali".

Tipo?

Leggi per esempio questo, quotidiano.net 2010/02/05/ uno dei primi link che incontri cercando "Montezemolo rottamazioni", ma le stesse informazioni erano reperibili in quei giorni anche su Corriere e Repubblica:

Montezemolo su Fiat: "Io non ho mai preso un euro dallo Stato" Calderoli: barzellette

Valanga di reazioni al presidente della Fiat , secondo il quale,  "gli incentivi non sono dati alle aziende ma ai consumatori;  il 70% è andato alle aziende straniere e solo il 30% alla Fiat". Calderoli: "O ha raccontato una barzelletta o non sta bene". Il senatore Pd: affermazioni incredibili

Questo piu' per esteso e' quello che ha detto Montezemolo secondo QN:

Roma, 5 febbraio 2010 - "Da quando noi siamo alla Fiat non ha ricevuto un euro dallo Stato", ha detto il presidente della Fiat Luca di Montezemolo a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Luiss.
[...]

"Ieri ho visto delle cifre che dicono che gli incentivi -ha continuato Montezemolo- che sono dati alle aziende ma ai consumatori, sono andati il 70% alle aziende straniere e solo il 30% alla Fiat. Credo che dobbiamo uscire da un ‘approccio demagogico e guardare alla realtà così com’è".

Le buffonesche dichiarazioni di Montezemolo ottengono in risposta un assordante silenzio dal 90% del circo politico-mediatico italiano, con la sola apprezzabile eccezione della Lega (del "senatore PD" mi occupo subito dopo):

CALDEROLI: NON FA RIDERE...

"Cosa??? Se è una barzelletta la dichiarazione di Monnezemolo per cui la Fiat, da quando c’è lui, non ha ricevuto un euro dallo Stato, allora la barzelletta non fa proprio ridere - dice il leghista Roberto Calderoli - Se invece Montezemolo non scherza e parla sul serio allora la faccenda assume contorni ‘sanitarI'...Non mi attendevo, sicuramente, della riconoscenza, ma la negazione dell’evidenza mi porterà ad assumere, a titolo personale, un atteggiamento completamente diverso e intransigente rispetto ad un’azienda, quale la Fiat, che i nostri padri consideravano un’azienda di Stato proprio per via degli interventi statali che ha ricevuto nel corso degli anni".

Dai titoli abbiamo visto che mentre dal resto del circo politico italiano tutti tacciono acconsentendo, incluso il "liberale" Fini, meno un senatore PD.  Chi sara' mai costui e perche' lo fa? Lo si capisce subito leggendo quanto riporta QN:

LUMIA: BUGIA GROSSOLANA

"Montezemolo dice una bugia grossolana. La Fiat ha sempre ricevuto soldi pubblici. A tal proposito è necessaria una verifica seria delle risorse che sono state date in questi ultimi dieci anni all'azienda torinese". Lo dichiara in una nota il senatore del Pd Giuseppe Lumia. "È scandaloso - aggiunge - che si rinunci a Termini Imerese. La verità è che la fiat è decisa a sacrificare una delle sue realtà produttive più importanti per dislocare la produzione all'estero dove il costo del lavoro è più basso. Il governo ha la grande responsabilità di non aver saputo affrontare la crisi. Piuttosto che tergiversare avrebbe dovuto proporre tempestivamente incentivi e politiche di rilancio della produzione automobilistica per tutelare e promuovere gli stabilimenti italiani".

L'unico motivo evidente per cui Lumia battibecca con Montezemolo e' che vuole premerlo a non dismettere Termini Imerese in nome dei passati contributi statali alla FIAT (incluse le rottamazioni dell'altro ieri), e con la promessa di contributi statali futuri. Questa e' la politica italiana, e questo e' un esempio di un grande industriale padano assistito che nega l'evidenza.

Tu citi un articolo in cui Montezemolo si lamenta dell'invadenza della politica.  Questa e' da sempre la posizione dei grandi industriali assistiti che vivono in simbiosi con la politica italiana: vogliono lo Stato per gli aiuti al Sud (con cui costruiscono stabilimenti modello gratis), vogliono gli aiuti di Stato, la cassa integrazione in deroga, vogliono gli scivoli, la mobilita' lunga e soprattutto i prepensionamenti (campione dei prepensionamenti era De Benedetti). Ma poi ovviamente preferiscono tenersi i soldi pubblici (aiuti, commesse pubbliche) senza ritornarne una parte piu' o meno grande indietro come mancia e tangente ai politici.

Per avere tutto questo, nel corso della prima Repubblica i grandi industriali padani assistiti hanno alimentato una classe politica che si riteneva onnipotente, che si prendeva la tangente su ogni commessa pubblica e che non si faceva scrupolo di scippare la Montedison a Ferruzzi con il noto sequestro delle azioni da parte del magistrato corrotto Diego Curto'.  Solo dopo essere arrivati ad una situazione degna dell'America Latina hanno dato un minimo di sostegno a chi ha smantellato quel bordello di classe politica, ma senza ammettere con chiarezza che loro per primi vivevano in simbiosi coi politici e con lo Stato della prima repubblica, di cui sono sempre stati un pilastro.  L'unico motivo per cui hanno collaborato con Mani Pulite, rischiando la galera loro stessi (specie i manager di Cogefar-Impresit, allora di area FIAT) e che le tangenti ai politici diventavano sempre piu' onerose, e l'accozzaglia dei politici della prima Repubblica era entrata in una sorta di delirio di onnipotenza.

Albertini, però, si prepara a ricandidarsi a sindaco di Milano, sostenuto proprio da Montezemolo,

http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/296063/

L'articolo che citi non mostra altro che gli auspici del Riformista (e forse di Cacciari) perche' Albertini si candidi a sindaco di Milano per una coalizione di Centro.  Ci risentiamo quando Albertini si candida ufficialmente.

Probabilmente non ci risentiremo mai, come volevasi dimostrare. Da repubblica.it/cronaca/2010/12/10:

Comunali, Albertini si tira indietro "Non correrò come candidato sindaco"
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come espressione del terzo polo. L'annuncio in una lettera aperta inviata a Fini, Casini e Rutelli