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Lega Nord, da cura a cancro

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Grazie Salvatore, non lo conoscevo. Ora leggo.

Sull'unificazione, sì possibile non la volessero la "unificazione/occupazione" che si celebra quest'anno. Però la fecero, no? :-)

 

 In breve: cavour si mise d'accordo con Napoleone III per fare un regno dell'Italia del Nord, poi sfruttò abilmente le insurrezioni in Emilia, Toscana e Umbria (con massacro papalino a Perugia) per allargarlo. Poi quando Garibaldi gli propose l'impresa dei Mille l'appoggiò, in attesa di vedere come sarebbe andata a finire. In senso tecnico, quindi, non "voleva" l'Unità, per la semplice ragione che era un progetto troppo ambizioso. Poi, da spregiudicato giocatore d'azzardo, quando si presentarono le occasioni, le colse. Fu il più grande genio diplomatico (e non solo) dell'Europa del secolo XIX. Peccato che morì subito dopo.

Se volete una narrazione divertente ma accurata leggetevi la biografia di Cafagna (Cavour, Mulino 1988). Se volete sapere tutto, leggetevi Romeo, Vita di Cavour (ma la versione in tre volumi, non quella abbreviata)

PS la retorica dell'occupazione piemontese del Sud e dei relativi massacri è un parto della storiograia marxista degli anni Sessanta riciclato dai meridionalisti piagnoni di oggi. In realtà all'inizio i contadini del Sud si schierarono con Garibaldi per avere la terra. Poi (alcuni di loro) si diedero al brigantaggio quando non l'ebbero.

 

In realtà all'inizio i contadini del Sud si schierarono con Garibaldi per avere la terra. Poi (alcuni di loro) si diedero al brigantaggio quando non l'ebbero.

I contadini si schierarono con lui per abbattere i Borboni; fatto ciò Garibaldi si rese conto che erano ingestbili e si alleò con i gattopardi (quelli che cambia tutto perché non cambi niente).

Sul perché del brigantaggio ci sono hints anche nel paper di Pareto (Stato pesante da cui tasse e povertà)

Come avrai notato non ho parlato di "massacri" ed altre cose. Che di un'occupazione militare si sia trattato, non mi sembra però da dubitarsi: per scalcagnato che fosse, l'esercito borbonico venne affrontato e sconfitto sul piano militare e non ricordo particolari masse festanti che insorgevano da Foggia a Reggio o da Salerno a Palermo invocando i Savoia, no?

Mi sembra indubbio, ricordo vecchie discussioni su questo sito a cui anche tu hai contribuito, che almeno per i primi decenni la relazione fra governo Savoia e popolazione del Sud non fu tra le più felici e che le politiche economiche di quegli anni non furono, diciamo così, particolarmente friendly con quella sparuta borghesia industriale che esisteva attorno a Napoli. Non sto sostenendo che sarebbe stato "ottimo" farlo, sto dicendo che non lo fecero e che i gruppi sociali di riferimento per i Savoia, al Sud, furono quelli che furono.

Infine, la scelta di NON dare ai contadini la terra e di NON fare la riforma agraria, quella almeno sarà ben stata una scelta che Savoia e soci fecero, no? Di nuovo, il controfattuale secondo cui "anche se avessero redistribuito le terre ed abolito i regimi feudali non avremmo avuto nel Sud un'agricoltura maggiormente efficiente e produttiva" può anche essere che sia corretto ... ma può anche essere che no, no? Semplicemente, il fatto è che non si fece.

Come avrai notato non ho parlato di "massacri" ed altre cose.

Infatti: l'ho attribuita ai "meridionalisti piagnoni" (tipo Pino Aprile 'Terroni')

 

Di nuovo, il controfattuale secondo cui "anche se avessero redistribuito le terre ed abolito i regimi feudali non avremmo avuto nel Sud un'agricoltura maggiormente efficiente e produttiva" può anche essere che sia corretto ... ma può anche essere che no, no?

Mai scritto o detto che la riforma agraria nel 1860 avrebbe migliorato la situazione dell'agricoltura e dell'economia meridionale. Si tratta di cazzata ardita ipotesi storiografica formulata da Sereni (sostanzialmente per motivi politici) e poi da lui attributa a Gramsci, che faceva più fino. Innazitutto, per la precisione i  regimi feudali furono aboliti da Napoleone nel Mezzogiorno Continentale e nel 1806 in Sicilia (Sereni parla di "residui feudali"  = tutti i contratti che non gli piacevano). Inoltre, si tratta di un counterfactual non gestibile (tutto dipende da come si redistribuiscono le terre, a chi, con quanti sussidi per cominciare etc.). Infine l'agricoltura del Sud non era così male, almeno fino al 1891, come ho tentato di dimostrare in un oscuro articolo sulla Rivista di Politica Economica (2008). In particolare,  la produttività per addetto era superiore del 30% a quella del Nord e la produttività totale dei fattori più o meno simile.

 

 

 

l'agricoltura del Sud non era così male, almeno fino al 1891, come ho tentato di dimostrare in un oscuro articolo sulla Rivista di Politica Economica (2008)

In Sicilia lo spartiacque è probabilmente l'inverno del 1881, l'arrivo della filossera, ma il chiodo sulla bara lo misero le politiche del governo centrale, in special modo la guerra doganale con la Francia iniziata nel 1887. Nel 1891 i contadini siciliani avevano già iniziato a votare con i piedi (*), a decine di migliaia erano immigrati nel nordafrica (100 mila soltanto in Tunisia alla fine del XIX secolo) dove potevano comprare o affittare terra più facilmente, ed avevano meno problemi ad esportare nel loro mercato principale, la Francia appunto.

Gli effetti di quella guerra doganale sono visibile ancora oggi, ad esempio prima del 1891 la principale zona vinicola dell'isola era la zona attorno all'Etna, mentre oggi è il distretto vinicolo di Trapani.

(*) e tra l'altro non erano stati i primi, la gente di mare aveva votato con le vele praticamente a stretto giro di posta ...

il chiodo sulla bara lo misero le politiche del governo centrale, in special modo la guerra doganale con la Francia iniziata nel 1887

Coincidenzialmente, ne parla anche l'articolo di Pareto nel soggetto, a pagina 19 :)