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Lega Nord, da cura a cancro

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Guarda che, per come l'ho vissuta io, è proprio quello che successo con il "ribaltone" del '94 ma anche il PDS-PPI sono stati cattivi compagni di strada, come diversamente non poteva essere. A quel punto, l'alternativa era tra proseguire da soli e puntare alla secessione in qualche lontano(?) futuro o allearsi ancora con gli uni o con gli altri. Purtroppo (per me) è stata scelta la seconda strada. Una Lega2 (alleata con la Lega1) avrebbe forse spazio se puntasse più decisamente alla secessione di tutta la "Padania" o soltanto di una parte (il Veneto, per esempio).

Scrive Marcello

"se facciamo il federalismo duro e puro SUBITO ti appoggiamo fino alla fine dei tuoi giorni, se no il mese prossimo lo facciamo col PDS e tu finisci in galera".

e tu commenti (correggimi se il tuo commento non si riferiva alla precedente affermazione)

Guarda che, per come l'ho vissuta io, è proprio quello che successo con il "ribaltone" del '94 ma anche il PDS-PPI sono stati cattivi compagni di strada, come diversamente non poteva essere.

Vera la seconda parte (PDS-PPI cattivi compagni di strada). Falsa, purtroppo completamente falsa, la seconda.

Quella che Marcello illustra fu la posizione che Mimmo e pochi altri spinsero. Perse, purtroppo. Perse alla grande: il gruppo dirigente della LN di allora non era neanche in grado di capirla ed articolarla operativamente. Troppo difficile, in un certo senso: bisognava fare politica e voler cambiare l'Italia per davvero, non a parole. Non faceva per loro.

C'erano altre due posizioni. Quella di Bossi e dei suoi seguaci, che vinse. Quella di Maroni, che diceva "accodiamoci a BS e stiamo al potere, che il potere è bello e ce n'è per tutti noi ... perché uccidere la gallina dalle uova d'oro?". Non entrò nemmeno nella fumosa stanza a proporla, se ne stette fuori incazzato. Alla lunga ha vinto lui, a man bassa. Non so come non riusciate a capire che il vero cervello di questa LN è Roberto Maroni, gli altri son tutti degli avventurieri o dei pagliacci che cercano le grazie d'un dittatore fuori di senno ...

P.S. Sui fatti, credimi. C'ero a Ponte di Legno e rimasi in quella camera a gas sino all'ultimo.

Ti credo, naturalmente. Io ero molto più periferico. Comunque il ribaltone c'è poi stato, col PDS-PPI ci siamo stati, e il federalismo è ancora di là da venire, neppure duro e puro. Vuol dire che Maroni e Bossi, fin dall'inizio, non tenevano al federalismo o che era comunque impossibile?

sbaglio o il "federalismo fiscale" in approvazione e di cui si parla tanto non sono altro che i decreti attuativi della riforma del Titolo V della Costituzione , approvata in zona cesarini nel 2000 dal csx e confermata da un referendum confermativo nel 2001 per il quale la Lega invitò a votare NO?

Voglio dire che Bossi non ha mai avuto idea di cosa volesse dire governare; voleva solo comandare, gridare, sentirsi importante, agitare le masse, distribuire favori, comportarsi da capopopolo, bere pessimo whisky e portarsi a letto quelle che, senza il potere politico e l'immagine da capopopolo che s'è costruito addoso con indubbia abilità, non lo toccherebbero nemmeno con un palo ... Alcuni aggiungerebbero "arricchirsi" a questa mia lista, ma non ho evidenza diretta per dirlo, solo affermazioni di persone, alcune fidate. Affermazioni sono e quindi "rumors" rimangono.

Maroni, per quanto capisco, è un uomo molto più concreto. Come gli spiegai l'ultima volta che lo vidi (primavera del 2002, biblioteca della Camera, presentazione della prima e per quanto mi consta unica valutazione dello stato di applicazione della riforma delle pensioni ... dovrebbero stare a produrre la terza giusto in questi mesi ...) egli è un vero democristiano della variante dorotea-cinica: il potere logora chi non ce l'ha, quindi tutto ciò che conta è stare al potere al più a lungo possibile. Credo non gli interessi assolutamente nient'altro.

Alcuni aggiungerebbero "arricchirsi" a questa mia lista, ma non ho evidenza diretta per dirlo, solo affermazioni di persone, alcune fidate. Affermazioni sono e quindi "rumors" rimangono.

Dipende da che intendi per arricchirsi.Tra stipendio da senatore (più quello del trota) e varie prebende che immagino prenda come ministro, segretario,consigliere,... probabilmente non sarà ricco in senso stretto, ma guadagna tra 1 e 3 ordini di grandezza il suo valore di mercato fuori dalla politica.

Michele, scusa se ti abuso, ho un dubbio che richiede poco più di un pettegolezzo ma può contribuire, anche più di altro, a definire i personaggi.

Dalla tua storia devo desumere che Castelli ti conoscesse o, almeno, sapesse chi eri quando, alla TV, è uscito con la battuta: "ma dove l'avete trovato quello lì"?

Credo di sì, anche se non me lo ricordo particolarmente attivo e presente in quegli anni. Credo sia emerso post-1996 ...

... l'orecchino, comunque, ce l'avevo anche nel 1994 (oltre a dei capelli molto, ma molto più lunghi ...)

Mi sembra evidente la scelta opportunistica che è stata fatta dal gruppo dirigente della LN: ha evitato di mettersi veramente in gioco per costruire q.cosa di nuovo (a parole è stato fatto molte volte, nei fatti praticamente mai). In realtà dubito che vogliano veramente il federalismo perchè con l'attuale gruppo dirigente non sarebbero in grado di gestirlo né sono in grado di selezionare del nuovo personale politico (ammesso che ci sia) in grado di farlo. In base alla ben nota regola che i mediocri tendono a circondarsi di collaboratori ancora peggiori. La cosa triste è che gli altri partiti non sono sostanzialmente diversi.

La sintesi è che la LN, come la maggior parte della classe politica italiana, è molto attenta alla distribuzione delle risorse e assai poco alla produzione. Avendo individuato per tempo che lo squilibrio della distribuzione delle risorse tra nord e sud era e rimane assai rilevante, ha capito che poteva costruire la propria fortuna  su qs fatto e conseguentemente vi ha imperniato la propria politica che prevede sostanzialmente la redistribuzione dell'esistente più orientata verso il nord (che in effetti tale ricchezza produce) e meno verso il sud.

A qs leit motif ha aggiunto nel tempo anche la questione immigrazione. Non deve sorprendere che negli ultimi anni si siano progressivamente accodati alla LN tutti coloro che vi hanno intravisto la possibilità di attingere alla mangiatoia. Infatti la LN raramente parla di ridurre la pressione fiscale, semplicemente di mantenere al nord più risorse. Se un giorno qs risorse arriveranno dovranno essere redistribuite.  

Paradossalmente se la LN riuscisse nell'intento dichiarato e ottenesse una riforma effettiva in senso federalistico rischierebbe seriamente di riprodurre su scala ridotta regionale lo stesso blocco sociale che ha governato l'Italia intera. Al contrario le pressioni derivanti dall'Europa, ma soprattutto dai mercati, sull'Italia intera potrebbero (la speranza si sa è l'ultima a morire) indurre la classe politica centrale a un parziale cambiamento di rotta. Considerata l'attuale classe politica e gli incentivi perversi che genera la disponibilità di nuove risorse cosa ci si dovrebbe ragionevolmente attendere da una vittoria dei progetti della LN ? A meno che non puntino semplicemente al mantenimento delle condizioni (divario di spesa nord-sud) che generano la loro rendita di posizione elettorale. In qs ultimo caso però i vincoli di cui sopra potrebbero sparigliare le carte e obbligarli a scoprirle.