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Lega Nord, da cura a cancro

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Tuttavia la sua recente attivita' politica non promette nulla di buono, solo una difesa dello Stato italiano con le sue mostruose inefficienze, storture e ruberie, perche' possa ancora aiutare e proteggere le grandi imprese assistite in quanto "campioni nazionali".

Tipo?

Leggi per esempio questo, quotidiano.net 2010/02/05/ uno dei primi link che incontri cercando "Montezemolo rottamazioni", ma le stesse informazioni erano reperibili in quei giorni anche su Corriere e Repubblica:

Montezemolo su Fiat: "Io non ho mai preso un euro dallo Stato" Calderoli: barzellette

Valanga di reazioni al presidente della Fiat , secondo il quale,  "gli incentivi non sono dati alle aziende ma ai consumatori;  il 70% è andato alle aziende straniere e solo il 30% alla Fiat". Calderoli: "O ha raccontato una barzelletta o non sta bene". Il senatore Pd: affermazioni incredibili

Questo piu' per esteso e' quello che ha detto Montezemolo secondo QN:

Roma, 5 febbraio 2010 - "Da quando noi siamo alla Fiat non ha ricevuto un euro dallo Stato", ha detto il presidente della Fiat Luca di Montezemolo a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Luiss.
[...]

"Ieri ho visto delle cifre che dicono che gli incentivi -ha continuato Montezemolo- che sono dati alle aziende ma ai consumatori, sono andati il 70% alle aziende straniere e solo il 30% alla Fiat. Credo che dobbiamo uscire da un ‘approccio demagogico e guardare alla realtà così com’è".

Le buffonesche dichiarazioni di Montezemolo ottengono in risposta un assordante silenzio dal 90% del circo politico-mediatico italiano, con la sola apprezzabile eccezione della Lega (del "senatore PD" mi occupo subito dopo):

CALDEROLI: NON FA RIDERE...

"Cosa??? Se è una barzelletta la dichiarazione di Monnezemolo per cui la Fiat, da quando c’è lui, non ha ricevuto un euro dallo Stato, allora la barzelletta non fa proprio ridere - dice il leghista Roberto Calderoli - Se invece Montezemolo non scherza e parla sul serio allora la faccenda assume contorni ‘sanitarI'...Non mi attendevo, sicuramente, della riconoscenza, ma la negazione dell’evidenza mi porterà ad assumere, a titolo personale, un atteggiamento completamente diverso e intransigente rispetto ad un’azienda, quale la Fiat, che i nostri padri consideravano un’azienda di Stato proprio per via degli interventi statali che ha ricevuto nel corso degli anni".

Dai titoli abbiamo visto che mentre dal resto del circo politico italiano tutti tacciono acconsentendo, incluso il "liberale" Fini, meno un senatore PD.  Chi sara' mai costui e perche' lo fa? Lo si capisce subito leggendo quanto riporta QN:

LUMIA: BUGIA GROSSOLANA

"Montezemolo dice una bugia grossolana. La Fiat ha sempre ricevuto soldi pubblici. A tal proposito è necessaria una verifica seria delle risorse che sono state date in questi ultimi dieci anni all'azienda torinese". Lo dichiara in una nota il senatore del Pd Giuseppe Lumia. "È scandaloso - aggiunge - che si rinunci a Termini Imerese. La verità è che la fiat è decisa a sacrificare una delle sue realtà produttive più importanti per dislocare la produzione all'estero dove il costo del lavoro è più basso. Il governo ha la grande responsabilità di non aver saputo affrontare la crisi. Piuttosto che tergiversare avrebbe dovuto proporre tempestivamente incentivi e politiche di rilancio della produzione automobilistica per tutelare e promuovere gli stabilimenti italiani".

L'unico motivo evidente per cui Lumia battibecca con Montezemolo e' che vuole premerlo a non dismettere Termini Imerese in nome dei passati contributi statali alla FIAT (incluse le rottamazioni dell'altro ieri), e con la promessa di contributi statali futuri. Questa e' la politica italiana, e questo e' un esempio di un grande industriale padano assistito che nega l'evidenza.

Tu citi un articolo in cui Montezemolo si lamenta dell'invadenza della politica.  Questa e' da sempre la posizione dei grandi industriali assistiti che vivono in simbiosi con la politica italiana: vogliono lo Stato per gli aiuti al Sud (con cui costruiscono stabilimenti modello gratis), vogliono gli aiuti di Stato, la cassa integrazione in deroga, vogliono gli scivoli, la mobilita' lunga e soprattutto i prepensionamenti (campione dei prepensionamenti era De Benedetti). Ma poi ovviamente preferiscono tenersi i soldi pubblici (aiuti, commesse pubbliche) senza ritornarne una parte piu' o meno grande indietro come mancia e tangente ai politici.

Per avere tutto questo, nel corso della prima Repubblica i grandi industriali padani assistiti hanno alimentato una classe politica che si riteneva onnipotente, che si prendeva la tangente su ogni commessa pubblica e che non si faceva scrupolo di scippare la Montedison a Ferruzzi con il noto sequestro delle azioni da parte del magistrato corrotto Diego Curto'.  Solo dopo essere arrivati ad una situazione degna dell'America Latina hanno dato un minimo di sostegno a chi ha smantellato quel bordello di classe politica, ma senza ammettere con chiarezza che loro per primi vivevano in simbiosi coi politici e con lo Stato della prima repubblica, di cui sono sempre stati un pilastro.  L'unico motivo per cui hanno collaborato con Mani Pulite, rischiando la galera loro stessi (specie i manager di Cogefar-Impresit, allora di area FIAT) e che le tangenti ai politici diventavano sempre piu' onerose, e l'accozzaglia dei politici della prima Repubblica era entrata in una sorta di delirio di onnipotenza.