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Lega Nord, da cura a cancro

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... tra i migliori che mi sia capitato di leggere. Tuttavia da esponente della piccola borghesia meridionale non posso non farmi/vi alcune domande (ai leghisti ex e militanti) 

1) L'elezione di Formentini a Milano fonde il blocco sociale berlusconian-leghista. Questo mi parve evidente gia' allora, sebbene non avrei scommesso sulla durata della fusione. Tuttavia quello stesso blocco sociale 4 anni dopo scarica Formentini, riduce la Lega ai minimi termini a Milano e incorona Albertini, allora espressione massima del berlusconismo ripulito. Vi siete chiesti il perche'? Non e' che la borghesia rivoluzionaria su cui puntavate non era cosi' rivoluzionaria come speravate? Sempre se sia mai esistita, oltre che nelle vostre teorizzazioni

2) Ma credevate davvero di poter imporre una revisione della forma stato contro una parte dello stato medesimo? Badate io non dico che il federalismo e' contro il Sud, ne' voglio entrare nel merito se sia buono o cattivo (per me e' una panzana giusto per intendersi) dico che e' apparso contro il Sud, per ovvi motivi propagandistici. 

3) Le idee camminano sulle gambe degli uomini. Ma davvero credevate di fare strada con Bossi e la sua corte dei miracoli? E questo, delle qualita' umane e politiche delle prime fila della Lega, era quantomeno lampante gia' venti anni fa. Pero' mi rendo conto che forse questa e' un po' retorica.

Vi siete chiesti il perche'?

Ai tempi studiavo a Milano, e c'è stata una riedizione in piccolo dell' emergenza rifiuti a la napoletana.Pochi mesi, ma con montagne di rifiuti in strada.Dopo questa i milanesi eran tanto incazzati con Formentini che piuttosto avrebbero votato Totò Riina.

O almeno questa era l'aria che si respirava al politecnico.

1) L'elezione di Formentini a Milano fonde il blocco sociale berlusconian-leghista. Questo mi parve evidente gia' allora, sebbene non avrei scommesso sulla durata della fusione. Tuttavia quello stesso blocco sociale 4 anni dopo scarica Formentini, riduce la Lega ai minimi termini a Milano e incorona Albertini, allora espressione massima del berlusconismo ripulito. Vi siete chiesti il perche'? Non e' che la borghesia rivoluzionaria su cui puntavate non era cosi' rivoluzionaria come speravate? Sempre se sia mai esistita, oltre che nelle vostre teorizzazioni

Praticamente tutto quanto hai scritto qui sopra non ha alcuna connessione con la realta', sembra che tu abbia vissuto su Marte in quegli anni...

Formentini ha vinto le elezioni a sindaco di Milano sostenuto unicamente dalla LN, prima che Berlusconi entrasse in politica, in assenza di un candidato credibile dal resto del centro-destra. Formentini (ex socialista ritengo non craxiano, da come si e' comportato in seguito) e' stato sempre coerentemente contrario a Berlusconi e all'alleanza con Berlusconi. Non c'e' stata nessuna collaborazione a Milano con Berlusconi, nemmeno nella breve fase in cui la LN si alleo' con Berlusconi nel 1994. I milanesi hanno eletto Formentini perche' Milano e' stata all'avanguardia (grazie a Mani pulite, ed ad una societa' civile meno corrotta e meno stupida che altrove) nella battaglia contro i politici della prima Repubblica, e ha per prima riconosciuto l'importanza della LN, gia' nel 1992 la LN era primo partito a Milano, col 18.5%, e infine perche' Montanelli lo ha appoggiato come male minore rispetto al rappresentante della sinistra, Dalla Chiesa.

Albertini non e' per nulla espressione del berlusconismo, Albertini e' un piccolo imprenditore nell'orbita dell'indotto FIAT, quindi un esponente organico dei grandi industriali padani assistiti (ed ex presidente di Federmeccanica), pero' come piccolo imprenditore  con una certa sensibilita' per i problemi reali, e dotato di una certa intelligenza. Al termine del mandato di Formentini Berlusconi era avversario della LN e ha trovato la collaborazione dei grandi industriali assistiti e quindi di Albertini perche' massimo interesse sia degli uni sia degli altri era sconfiggere la Lega Nord a Milano.

Non c'e' nessuna borghesia rivoluzionaria e vorrei capire chi la teorizza.  La rivolta nata a Milano contro la prima Repubblica nasce dall'incontro di interessi tra gli industriali assistiti simbionti dello Stato corrotto e ladrone, che pero' avevano ormai il collo sotto il tallone di politici specie socialisti sempre piu' esosi, in sindrome di delirio di onnipotenza, probabilmente anche incocainati, e il PCI di allora che sebbene compartecipe del potere (e delle tangenti) sia pure con ruolo minore fin dai governi di unita' nazionale, veniva dalla fine degli anni '80 progressivamente marginalizzato dal prevalere del CAF su De Mita.

Industriali assistiti, pool Mani Pulite e PCI hanno fornito la rete piu' o meno occulta alla rivolta, ma non sarebbero mai arrivati al successo senza il supporto popolare sempre piu' forte che la Lega Nord aveva raggiunto nel Nord e specificamente a Milano, fin dal 1992.  E' stato questo livello di consenso elettorale che ha impedito a Craxi e agli altri di insabbiare le inchieste milanesi come erano sempre riusciti a fare in precedenza, tipicamente con opportune avocazioni al porto delle nebbie di Roma.

Fin da subito e' stato chiaro che industriali assistiti, segmenti di Stato come la magistratura di sinistra di MD, e PCI non avevano alcun interesse a smantellare lo Stato italiano con tutte le sue mostruose storture, in primo luogo con la sua funzione di idrovora fiscale a Nord per pagare le clientele meridionali, gli industriali assistiti, e mantenere nel lusso i vertici e dirigenti statali specie a Roma, per cui quesi tre attori sono sempre stati schierati contro la LN, come ben esemplificato dall'atto di accusa di Di Pietro (LN tangentista, come sempre, come tutti) quando invece Bossi era solo l'ultimo citrullo che non aveva preso alcuna tangente ma aveva puerilmente approfittato dell'andazzo generale per prendersi 200 milioni di lire da Ferruzzi come contributo non dichiarato (e non come tangente in cambio di favori, come era standard per gli altri partiti).

Quindi per concludere solo i polli possono aver pensato che ci fosse un'alleanza tra qualunque cosa significhi "borghesia rivoluzionaria" e Lega Nord.  La LN e' un movimento populista che nasce e rimane confinato alle masse popolari del Nord che sia pure confusamente capiscono meglio delle stupidissime elites del Nord come funziona, nei fatti, lo Stato italiano, e contrariamente alle elites non trovano vantaggio alcuno dallo Stato in termini di sinecure ben pagate nel settore pubblico o in termini di aiuti e protezioni di Stato a grandi industrie non competitive.

2) Ma credevate davvero di poter imporre una revisione della forma stato contro una parte dello stato medesimo? Badate io non dico che il federalismo e' contro il Sud, ne' voglio entrare nel merito se sia buono o cattivo (per me e' una panzana giusto per intendersi) dico che e' apparso contro il Sud, per ovvi motivi propagandistici.

Non so cosa credano i vertici leghisti perche' non sono partecipe dei loro pensieri.  La LN ovviamente persegue federalismo o indipendenza per risolvere i problemi alla base dell'indecente funzionamento dello Stato italiano e la sua forza non viene dalle alleanze con chi invece vuole la continuazione di questo Stato ma piuttosto dal consenso di una frazione delle masse popolari del Nord, e solo in parte del Centro. Eccetto che nel 1996-2001, la LN ha collaborato alla formazione di alleanze in cui ha cercato di inserire pezzi del proprio programma.  Non mi risulta che abbiano mai ritenuto che gli altri, da Berlusconi ad AN agli ex DC ed ex PCI li avrebbero mai aiutati a fare un federalismo serio.  Hanno semmai ritenuto che facendo un'alleanza avrebbero potuto contribuire a realizzare una parte del programma, come per esempio e' accaduto con la revisione costituzionale del 2006, dominata dall'impostazione statal-centralista di AN e FI ma contenente anche alcuni elementi leghisti, di peso proporzionale al 4% del consenso che la LN aveva allora, come competenze maggiormente esclusive su alcuni pochi poteri devoluti.

3) Le idee camminano sulle gambe degli uomini. Ma davvero credevate di fare strada con Bossi e la sua corte dei miracoli? E questo, delle qualita' umane e politiche delle prime fila della Lega, era quantomeno lampante gia' venti anni fa. Pero' mi rendo conto che forse questa e' un po' retorica.

Bossi ha i suoi notevoli limiti ma l'incompetenza, corruzione e disonesta' di gran parte delle elites italiane, e il livello ignobile di inefficienza e corruzione dello Stato italiano rende possibile l'esistenza e il consenso a Bossi. Ci vorrebbe un partito di persone competenti e oneste, purtroppo le elites italiane appaiono incapaci di realizzarlo e contemporaneamente di raccogliere un decente consenso elettorale.  Questa e' la situazione del povero Paese che e' l'Italia.

Alberto, ti ringrazio per la risposta. Pero' vorrei puntualizzare il primo punto. A mio parere, ma non solo, l'elettorato che vota Formentini e' lo stesso elettorato che vota Albertini. Ed e' un elettorato che va dal piccolo commerciante, all'operaio, al piccolo imprenditore (assistito o meno) alla partita iva ecc.

Questo elettorato passa, senza colpo ferire, da Formentini ad Albertini a Moratti (riducendo nel mezzo la LN a percentuali risibili a Milano, sebbene ora sia in ripresa) 

E' quindi un elettorato che passa agevolmente -per cosi' dire- dalle istanze federaliste di Formentini (votato perche' non c'e' di meglio in giro) allo statalismo assistito di Albertini (mi pare felicemente)

Per cui alla fin fine  il tuo appunto sul movimento popolare che confusamente capisce cio' che le elite non vogliono capire, non mi pare valido, tant'e' che alla prima occasione si son gettati allegramente tra le braccia della medesime elite, fatto che e' ben descritto dal Boldrin

 

Il crimine politico grave ed imperdonabile della LN consiste nell'aver permesso il riagglutinarsi di una versione degenerata dell'antico blocco storico, all'interno del quale ha cercato di entrare (qua gruppo politico) senza riuscirci, mentre raccontava al proprio elettorato di operare per il federalismo e per lo smantellamento dell'assetto esistente.


Non voglio poi smenarla a lungo coi flussi elettorali ecc, tuttavia il transito (in entrata e in uscita) tra PDL e LN mi pare acclarato e sintomo del fatto che cio' che unisce l'elettorato non sia il federalismo, ma altro, che e' poi quello che indica il Boldrin quando scrive

"I gruppi sociali "politicamente spoliati" del Nord sembrano credere che la soluzione alle difficoltà storiche che affrontano consista nel mandare a casa gli immigrati, fare i trasferimenti di competenze alle regioni e poi praticare il peronismo economico che Giulio Tremonti predica."

Quelli che Boldrin chiama i gruppi sociali "politicamente spoliati" io li ho chiamati, enfaticamente, borghesia rivoluzionaria, nel senso che sarebbero dovuti essere il motore della rivoluzione federalista

Per il resto concordo con le conclusioni di Boldrin, salvo rimarcare che l'epilogo, i punti 1 e 2 massime, era intuibile, magari confusamente, a chi voleva leggere le cose gia' venti anni fa. 

Probabilmente, l'essere in parte, parte attiva di quei rivolgimenti ha offuscato la lucidita' di alcuni. A chi ne era involontario spettatore, da lontano, certe dinamiche parevano abbastanza chiare



A mio parere, ma non solo, l'elettorato che vota Formentini e' lo stesso elettorato che vota Albertini. Ed e' un elettorato che va dal piccolo commerciante, all'operaio, al piccolo imprenditore (assistito o meno) alla partita iva ecc.

Questo elettorato passa, senza colpo ferire, da Formentini ad Albertini a Moratti (riducendo nel mezzo la LN a percentuali risibili a Milano, sebbene ora sia in ripresa) 

Non bisogna confondere gli elettori di Milano con gli elettori dell'Italia in generale.  I 2/3 degli italiani vivono in provincia in piccoli centri, 1/3 vive in centri cittadini di una certa dimensione.  I due universi sono abbastanza distinti, e gli elettori di Milano appartengono al lato estremo dell'universo cittadino.

Sia gli elettori di provincia che quelli di citta' votano in Italia prevalentemente per appartenenza, ma gli elettori di citta' votano solo per appartenenza ideologica, senza quasi alcun riferimento localista al comune o alla regione, perche' la loro provenienza (specie a Milano) e' molto eterogenea, e la loro mentalita' e' prevalentemente cittadina, mentre gli elettori di provincia oltre alla cultura di appartenenza (bianca o rossa) fanno riferimento anche all'identita' locale e quella regionale, in particolar modo dopo che la LN le ha rivalutate in opposizione a Roma ladrona, dopo 150 di obliterazione condita di scherno subita nel contesto dello Stato italiano.

Gli elettori cittadini di Milano non hanno votato Formigoni perche' volevano il federalismo, come ho gia' scritto lo hanno votato perche' era il rappresentante percepito come primario dello schieramento moderato, e per motivi storici gli elettori di Milano sono in maggioranza moderati e anticomunisti.  Per questo Montanelli lo ha consigliato, non per altro. Similmente hanno votato Albertini e Moratti, perche' erano i rappresentanti moderati piu' credibili, grazie alla documentata forza elettorale dei partiti che li sostenevano, opportunamente combinata con la propaganda del circo mediatico.

Quindi non c'e' alcun ondeggiamento negli elettori di Milano.  Nelle valli delle province lombarde invece il voto localista ha privilegiato la LN in maniera molto piu' stabile che a Milano, e la propaganda TV ha avuto un effetto relativamente limitato, come si e' visto in particolare nelle elezioni del 1996.

Per cui alla fin fine  il tuo appunto sul movimento popolare che confusamente capisce cio' che le elite non vogliono capire, non mi pare valido, tant'e' che alla prima occasione si son gettati allegramente tra le braccia della medesime elite, fatto che e' ben descritto dal Boldrin

Non ho spiegato bene. Sono i vertici della LN, che a loro volta sono di estrazione popolare, che capiscono qualcosa del malfunzionamento dello Stato, e propongono alcune soluzioni sensate, non le masse degli elettori. Le masse degli elettori sono poco e male istruite, non capiscono quasi nulla, votano per appartenenza. C'e' comunque una limitata consapevolezza che lo Stato non funziona bene. La LN ha con successo introdotto alcuni temi (identita' padana, i vertici dello Stato a Roma sono dei ladri, le tasse del Nord vengono sprecate/rubate a favore di Roma e del Sud), ma l'adesione delle masse a questi temi, specie nelle citta', e' ancora labile.

 

io credo che alla fine ci siamo capiti: l'elettorato moderato non ha come elemento unificante il federalismo, che e' al piu' un elemento accessorio.

quanto ai temi da te elencati, a me paiono la versione "volgare" del federalismo.

Il punto della politica della LN e' che, gin dall'inizio, ha fatto una politica trash. Ha cioe' preso un problema reale e cogente -il malfunzionamento dello stato - l'ha spezzettato in tante piccole parti, ne ha preso alcune, molto semplificate - i "tuoi" temi - e ha gabellato che fossero quelli il problema, risolti i quali si sarebbe risolto il problema principale.

Cose che non puo' essere, in tutta evidenza, essendo alcuni addirittura dei sintomi del malfunzionamento, e non il malfunzionamento stesso.

Puntando su quelli, magari all'inizio seriamente, ma poi solo per "facciata" e' naturale che dopo 20 anni si ritrovi lo stesso problema perdipiu' aggravato

 

Il punto della politica della LN e' che, gin dall'inizio, ha fatto una politica trash. Ha cioe' preso un problema reale e cogente -il malfunzionamento dello stato - l'ha spezzettato in tante piccole parti, ne ha preso alcune, molto semplificate - i "tuoi" temi - e ha gabellato che fossero quelli il problema, risolti i quali si sarebbe risolto il problema principale.

La LN ha fatto una politica sensata per le capacita' del politico medio italiano, non "trash", col vantaggio rispetto agli altri di aver individuato alcune delle cause di fondo del manfunzionamento dello Stato italiano. Alla data di oggi non c'e' una migliore approssimazione disponibile della LN per risolvere i problemi italiani, in ogni caso.  Ma avremo modo di vederlo ancora, se Berlusconi (con LN al 4%) 2001-2006 e Ulivo+RC 1996-2001 non l'hanno gia' dimostrato a sufficienza.

su questo, evidentemente, non siamo d'accordo. 

Ammesso e non concesso che i leghisti abbiano individuato alcune cause del malfunzionamento dello stato, la loro proposta "teorica", i.e. il federalismo, a mio parere e' assolutamente insensata nel contesto italiano.

Fermo restando poi che di questa proposta si sono coltivati solo gli aspetti trash, nel senso cui dicevo prima, i.e. solo alcuni aspetti banalizzati in slogan.

 

Ho letto velocemente il tuo post. Mi sembra che ti sia dimenticato di aggiungere che con la nascita di Forza Italia molti consiglieri eletti con la LN nel comune di Milano passarano armi e bagagli con l'astro nascente della politica nostrana (a proposito di ribaltoni) impedendo di fatto a Formentini di governare decentemente per quasi 3/4 del suo mandato. Infatti non aveva più il controllo della maggioranza in consiglio comunale. E' probabile che qs episodio si sia rivelato fondamentale per l'evoluzione successiva della LN: Milano poteva rappresentare la base per la formazione di un personale politico competente, ma venne sconfitto (non necessariamente per proprio demerito).

Mi sembra che ti sia dimenticato di aggiungere che con la nascita di Forza Italia molti consiglieri eletti con la LN nel comune di Milano passarano armi e bagagli con l'astro nascente della politica nostrana (a proposito di ribaltoni) impedendo di fatto a Formentini di governare decentemente per quasi 3/4 del suo mandato. Infatti non aveva più il controllo della maggioranza in consiglio comunale. E' probabile che qs episodio si sia rivelato fondamentale per l'evoluzione successiva della LN: Milano poteva rappresentare la base per la formazione di un personale politico competente, ma venne sconfitto (non necessariamente per proprio demerito).

Il passaggio da LN a Berlusconi a Milano e' simile a quanto avvenuto nel Parlamento di Roma nella seconda meta' del 1994.  L'effetto del tradimento dei borghesi mediamente istruiti e prevalentemente cittadini a favore di Berlusconi ha radicalizzato la natura popolare e provinciale della LN.

Uno dei problemi dell'Italia e' che oltre ad elites marce orientate a fare i loro interessi a danno della societa' c'e' tutto un segmento intermedio di borghesi prevalentemente cittadini, mediamente istruiti, che hanno come proprio modello proprio le elites marce che vivono sulle risorse intermediate dallo Stato  e sono pertanto pronti ad imbarcarsi con chiunque li possa proiettare nella Casta. Con questo scopo si sono imbarcati in un primo momento con la LN ma sono stati poi pronti a farsi velocemente infinocchiare dalla propaganda di Berlusconi per imbarcarsi con lui non appena lo hanno ritenuto vincente sulla LN. I valligiani delle aree pedemontane invece, come si e' visto specie nel 1996, hanno garantito un'adesione alla LN piu' stabile e difficile da scalfire con la propaganda televisiva, perche' si tratta di un'adesione di appartenenza ad un sistema di valori che la LN ha convinto di rappresentare: identita' locale, laboriosita', responsabilita', autogoverno locale e cosi' via.