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Lega Nord, da cura a cancro

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Mi ero riproposto di non risponderle più ed invitare gli altri a fare altrettanto: ha dei preconcetti ideologici talmente forti da rendere inutile una discussione.

Faccio l' ultimo tentativo:

la domanda era: cosa succede se chi produce ricchezza SMETTESSE DI PRODURLA O ANDASSE A PRODURLA ALTROVE, E DI CONSEGUENZA SMETTESSE DI PAGARE TASSE IN ITALIA?

Può obiettare che non succederà nulla di simile (ma a me pare che stia già succedendo) o argomentare come tenere in piedi la baracca senza vacche da spremere, ma per piacere smetta di farsi ripetere la domanda, e si tolga dalla testa l'apologia dell' evasione, non è di questo che si discute.Almeno non tra chi legge e capisce ciò che dicono gli altri.

Un' ultima cosa: i servizi pubblici contribuiscono a creare ricchezza, e richiedono tasse per finanziarle.Ma le tasse in se sono un peso. Se non mi crede le propongo un affare: mi giri metà del suo stipendio come tassa, vedrà come si arricchisce!

Addio

Troppo buono, troppo buono.

Ad ogni modo i pregiudizi ideologici mi sembrano che abbondino già su questo blog, solo che sono opposti ai miei (un po' vetusti, lo ammetto) e molto più alla moda.

Anche a me sembra che molti imprenditori italiani abbiano smesso di produrre ricchezza e/o di pagare le tasse e/o abbiano investito i loro capitali in attività finanziarie e speculative e/o abbiano delocalizzato le loro attività in altri paesi e/o abbiano omesso di investire in ricerca e innovazione e/o... continui pure lei l'elenco...

E quindi?

E' chiaro che la somma di questi (e altri) comportamenti opportunistici è il disastro nel quale ci troviamo.

 La distanza e il confine tra affermazioni come "le tasse in sè sono un peso" (qualunque cosa voglia dire) e l'incitamento/giustificazione/apologia dell'evasione fiscale li stabilisca pure lei in maniera non ideologica perchè io sono accecato dal pregiudizio...