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Lega Nord, da cura a cancro

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Mi sembra evidente la scelta opportunistica che è stata fatta dal gruppo dirigente della LN: ha evitato di mettersi veramente in gioco per costruire q.cosa di nuovo (a parole è stato fatto molte volte, nei fatti praticamente mai). In realtà dubito che vogliano veramente il federalismo perchè con l'attuale gruppo dirigente non sarebbero in grado di gestirlo né sono in grado di selezionare del nuovo personale politico (ammesso che ci sia) in grado di farlo. In base alla ben nota regola che i mediocri tendono a circondarsi di collaboratori ancora peggiori. La cosa triste è che gli altri partiti non sono sostanzialmente diversi.

La sintesi è che la LN, come la maggior parte della classe politica italiana, è molto attenta alla distribuzione delle risorse e assai poco alla produzione. Avendo individuato per tempo che lo squilibrio della distribuzione delle risorse tra nord e sud era e rimane assai rilevante, ha capito che poteva costruire la propria fortuna  su qs fatto e conseguentemente vi ha imperniato la propria politica che prevede sostanzialmente la redistribuzione dell'esistente più orientata verso il nord (che in effetti tale ricchezza produce) e meno verso il sud.

A qs leit motif ha aggiunto nel tempo anche la questione immigrazione. Non deve sorprendere che negli ultimi anni si siano progressivamente accodati alla LN tutti coloro che vi hanno intravisto la possibilità di attingere alla mangiatoia. Infatti la LN raramente parla di ridurre la pressione fiscale, semplicemente di mantenere al nord più risorse. Se un giorno qs risorse arriveranno dovranno essere redistribuite.  

Paradossalmente se la LN riuscisse nell'intento dichiarato e ottenesse una riforma effettiva in senso federalistico rischierebbe seriamente di riprodurre su scala ridotta regionale lo stesso blocco sociale che ha governato l'Italia intera. Al contrario le pressioni derivanti dall'Europa, ma soprattutto dai mercati, sull'Italia intera potrebbero (la speranza si sa è l'ultima a morire) indurre la classe politica centrale a un parziale cambiamento di rotta. Considerata l'attuale classe politica e gli incentivi perversi che genera la disponibilità di nuove risorse cosa ci si dovrebbe ragionevolmente attendere da una vittoria dei progetti della LN ? A meno che non puntino semplicemente al mantenimento delle condizioni (divario di spesa nord-sud) che generano la loro rendita di posizione elettorale. In qs ultimo caso però i vincoli di cui sopra potrebbero sparigliare le carte e obbligarli a scoprirle.