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Lega Nord, da cura a cancro

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A parte che non ho capito come il commissariamento dall'alto possa essere definito un provvedimento federalista... ma lasciamo perdere.

quello su cui bisogna prestare attenzione è CHI decide di COMMISSARIARE chi e con CHI.

Perché Bassolino commissario governativo emergenza rifiuti in Campania, e Marrazzo-Polverini commissari governativo commissari governativi sanità Lazio, si sono già visti.

Perché una volta ho partecipato ad un convegno in cui spiegavano la bozza di "federalismo" fiscale, con tutti i vari meccanismi previsti. c'è stata da parte del relatore grande enfasi sui costi standard, sul patto di stabilità, e soprattutto sui meccanismi di premialità e sanzione degli enti locali.

al che, ho posto tre domande, ingenuamente:

1- se le regioni e lo stato non riescono a raggiungere un accordo sui costi standard ogni anno, che si fa?

2- la gran parte del debito pubblico è generata dal governo centrale: il patto di stabilità governo-regioni vincola solo le regioni o anche il governo centrale?

3- chi dispone i premi e applica le sanzioni agli enti locali?

risposte:

1- nel caso governo e regioni non trovino un accordo non si pò andare avanti all'infinito a trattare: decide il parlamento

2- solo le regioni, il governo centrale è deve'essere sovrano nel disporre del suo debito

3- l'ammontare di premi e sanzioni vengono decise dalla conferenza stato regioni (e se stato e regioni non concordano? suppongo vedasi risposta 1), e poi vengono fatte rispettare dal governo centrale

non so se la bozza sia cambiata, ma ho mandato in malora il grande esperto: con queste caratteristiche il "federalismo" fiscale non risolverà NULLA (anzi, l'effeto sarà probabilmente quello paventato dagli anti-federalisti di sinistra: più spese enti locali + uguali spese governo centrale = più tasse oppure più debito pubblico)

Chiedo lumi: quali paesi federali funzionanti e democratici adottano il sistema della trattativa annuale sui costi standard? la capacità di alcuni paesi federali (germania, svizzera), di mantenere sotto controlo il debito pubblico non è forse dovuta anche al controllo reciproco dei bilanci tra unità federate e governo federale? chi si fida dei premi e sanzioni dispensate dal governo italiano (io no da quando  il comune di catania è ato classificato come comune virtuoso con premio, grazie all'avanzo di bilancio ottenuto con il trasferimento di 150 milioni di euro dal governo berlusconi all'ex sindaco di catania - suo medico di fiducia, per dire)?

 

 

 

 

 

 

 

 

sopratutto mi chiedo

a) perché i costi standard hanno bisogno dello pseudofederalismo?

non possono essere usati già ora per calibrare i trasferimenti agli enti locali?

b) perché le sanzioni possono essere applicati solo con lo pseudofederalismo?

 

In campo sanitario sono curioso di vedere i costi std delle prestazioni con significativo costo fisso.

Per TAC , Risonanze magnetiche , degenze ospedaliere i costi unitari si possono diminuire eseguendone tante , anche inutili ( vedi Longostrevi a Milano ) o prolungando i ricoveri per avere sempre saturazione 100% dell'"albergo".

A parte che non ho capito come il commissariamento dall'alto possa essere definito un provvedimento federalista... ma lasciamo perdere.

Chi avrebbe fatto tale curiosa affermazione?

risposte:

1- nel caso governo e regioni non trovino un accordo non si pò andare avanti all'infinito a trattare: decide il parlamento

2- solo le regioni, il governo centrale è deve'essere sovrano nel disporre del suo debito

3- l'ammontare di premi e sanzioni vengono decise dalla conferenza stato regioni (e se stato e regioni non concordano? suppongo vedasi risposta 1), e poi vengono fatte rispettare dal governo centrale

non so se la bozza sia cambiata, ma ho mandato in malora il grande esperto: con queste caratteristiche il "federalismo" fiscale non risolverà NULLA (anzi, l'effeto sarà probabilmente quello paventato dagli anti-federalisti di sinistra: più spese enti locali + uguali spese governo centrale = più tasse oppure più debito pubblico)

Hai riscoperto quanto ho gia' scritto mesi fa commentando la bozza Calderoli sul federalismo fiscale: si tratta di un provvedimento fondato su uno stupido statal-centralismo.  Non risolvera' molto, non e' federalismo vero, ma potrebbe avere degli elementi positivi: morte politica per chi non rispetta i vincoli di bilancio, maggiore trasparenza su entrate e uscite locali, obbligo di presentare bilanci secondo criteri unificati, determinazione dei trasferimenti statali sulla base dei servizi erogati invece che sulla spesa storica.

Chiedo lumi: quali paesi federali funzionanti e democratici adottano il sistema della trattativa annuale sui costi standard?

Ne dubito fortemente.  Il vero federalismo si basa su devoluzione totale di alcune materie, finanziate piu' o meno integralmente su imposte locali, e su governi locali responsabili del bilancio prima di tutto nei confronti dei propri elettori, senza ripianamenti finanziari dal Centro come nell'andazzo italiano.

la capacità di alcuni paesi federali (germania, svizzera), di mantenere sotto controlo il debito pubblico non è forse dovuta anche al controllo reciproco dei bilanci tra unità federate e governo federale?

Non direi.  Si tratta semplicemente di Paesi con classi dirigenti piu' competenti e oneste, in cui ogni livello di governo risponde ad elettori che sono piu' e meglio istruiti di quelli italiani.

chi si fida dei premi e sanzioni dispensate dal governo italiano (io no da quando  il comune di catania è ato classificato come comune virtuoso con premio, grazie all'avanzo di bilancio ottenuto con il trasferimento di 150 milioni di euro dal governo berlusconi all'ex sindaco di catania - suo medico di fiducia, per dire)?

Io non mi fido ma questo e' il massimo che politici poco competenti e poco onesti sono capaci di elaborare.  Nel caso specifico del federalismo fiscale sottolineo pero' che l'errore di base e' a monte, nella pessima riforma "federale" dell'Ulivo del 2001, caratterizzata da competenze sempre concorrenti, senza federalismo a livello di imposte, e con perequazione e fissazione dei livelli essenziali di prestazioni fissate costituzionalmente a livello centrale.

 

A parte che non ho capito come il commissariamento dall'alto possa essere definito un provvedimento federalista... ma lasciamo perdere.

quello che ha scritto il provvedimento, non lei. ovviamente.

Non direi.  Si tratta semplicemente di Paesi con classi dirigenti piu' competenti e oneste, in cui ogni livello di governo risponde ad elettori che sono piu' e meglio istruiti di quelli italiani.

bah, certamente, a mio parere in Germania, il fatto che il Patto di stabilità obblighi sia Cancelleria che Laender una qualche influenza ce l'ha. Infatti nel caso il governo federale faccia il furbo, i Laender hanno in pratica la possibilità di fermarne l'azione attraverso l'ostruzionismo nel Bundesrat. Certo, immagino che in italia un eventuale conflitto tra Roma e periferia verrebbe risolto così: http://www.youtube.com/watch?v=XqY7RU4x-CM&feature=related

una volta erano tarallucci e vino...

Nel caso specifico del federalismo fiscale sottolineo pero' che l'errore di base e' a monte, nella pessima riforma "federale" dell'Ulivo del 2001, caratterizzata da competenze sempre concorrenti, senza federalismo a livello di imposte, e con perequazione e fissazione dei livelli essenziali di prestazioni fissate costituzionalmente a livello centrale.

la riforma del 2001 perlomeno non è stata definita federale, perché non lo era. l'unica vera inovazione è il quarto comma dell'art. 117: "Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato."

nonché questo: "Ulteriori forme e condizioni particolari da autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 (ndr: la "legislazione concorrente") e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata"

la riforma ha trasferito parte delle funzioni dal governo centrale alle regioni, su uno schema che avrebbe dovuto assomigliare al sistema dell'unione europea, che fa le direttive che fissano criteri ed obiettivi generali e poi i singoli stati li convertono in pratica

"La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi"

questa è l'idea che stava dietro.