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Lega Nord, da cura a cancro

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Pefetto siamo arrivati ad una conclusione condivisa.

Se chi produce ricchezza smette di produrla avremo una società più povera. Posto che le tasse le devono sempre pagare tutti e che la ricchezza la si produce tutti assieme lavoratori e imprenditori.

Ora mi sembra che ci sia un altro passaggio su cui non ci troviamo d'accordo: come si crea la ricchezza? come fa un paese a crescere?

Io dico che la crescita o ricchezza (che poi genera occupazione e benessere) si crea attraverso due canali: l'invenzione di nuovi prodotti o servizi per cui ci sia una domanda potenziale (innovazione) oppure producendo le cose di prima ma in modo più efficiente (maggiore produttività). Per crescere serve, quindi, tanto capitale umano. Sei d'accordo su questo?

Se si, la cosa importante sarebbe quella di capire come attirare a se il capitale umano migliore e come farlo crescere. Il discorso sull'evasione è giusto e sacrosanto, ma senza crescita non si ha evasione e tanto meno redistribuzione. Occorre quindi prima concentrarsi sulla crescita economica del paese e poi redistribuire, senza fare danni altrimenti ti ritrovi, come in italia, con una spesa pubblica impazzita e con interi paesini che vivono di pensioni di invalidità.

ciao

No. Non sono d'accordo.

Innanzitutto la ricchezza si crea anche in assenza di innovazione e di incrementi di produttività, ma il punto è un altro quindi supponiamo pure per il momento che sia vero.

Parlando di persone (capitale umano è un termine odioso che eviterei), come pensi di sviluppare le competenze necessarie a occuparle più o meno produttivamente nelle attività (innovative o meno)?

Parliamo delle competenze di base, ad esempio, quelle fornite dalla scuola pubblica, quelle che un imprenditore si ritrovo bell'e fatte quando comincia ad avvalersi della collaborazione di un lavoratore. Sono indispensanbili e tutti i nostri ragionamenti su innovazione e produttività sarebbe inutili se non esistessero. Beh, mi dispiace per voi ma sono fornite dalla collettività. Quella collettività sulla quale molti imprenditori (e anche qualche studioso) sputano tutti i giorni considerandola composta da parassiti incapaci.

In che modo pensate che un qualsiasi imprenditore sarebbe in grado di pagare 15 o 20 anni di formazione delle competenze di base delle persone che collaborano? Beh con i soldi della collettività, cioè in definitiva con le tasse che magari lui pretenderebbe di non pagare.

ps E' abbastanza imbarazzante spiegare cose così banali ad un così dotto consesso, ma tant'è: mala tempora currunt (ci metto anch'io un po' di latino, che se no poi pensano che sono troppo ignorante per scrivere su NfA...e ci metto anche un acronimo, che qui si usa, dai...)

La cosa banale è che assumi che l'educazione cali dal cielo grazie all'intervento dello stato. In realtà è solo la tassazione che rende possibile la scuola pubblica, quindi il fatto che qualcuno produce ricchezza. Resterebbe poi da spiegare per quale ragione lo stato saprebbe meglio di chi produce come e in cosa educare

 

 

Grazie della chiosa, ma hai solo ripetuto quello che ho scritto io.

Quanto alla tua domanda non me lo vedo un imprenditore che alleva bambini dalla più tenera età per poi mandarli a lavorare nelle sue fabbriche e ad ogni modo non mi sembra un'immagine molto edificante :) 

Ma cosa c'entra l'imprenditore? Hai mai sentito parlare di genitori? Intendo quelli che fanno i figli. Secondo te chi ci tiene di piu' a educarli intelligentemente: un burocrate o loro? E da dove pensi che i primi prendano i soldi per la scuola? O pensi sia gratis?

Appunto, cosa c'entra l'imprenditore?!

Ti informo che in Italia la scuola dell'obbligo è gratuita.

Quanto alla famiglia, beh, è ovvio che c'entra, ma qualcuno ad esempio deve anche prendere i soldi dai servizi sociali per tirare a campare.

E per tenere in piedi tutto ciò ci vogliono i soldi delle tasse.

Insomma, ribadisco, cosa c'entrano gli imprenditori nalla produzione di "capitale umano"? Se pagano le tasse, molto! Se evadono, invece, poco! Si limitano a sfruttare semplicemente a proprio vantaggio un fattore di produzione il cui valore di base è stato prodotto gratuitamente (o meglio a spese di altri che invece le tasse le pagano).

 

La scuola pubblica NON E' affatto gratuita a meno che tu sia un evasore o un politico. Ti consiglio di leggere la tua busta paga o modello 730/Unico

L'imprenditore inventa imprese, ti sfugge che le imprese (se non oppresse da un fisco insulso) fanno ricerca, formazione, training, etc.

I genitori hanno a cuore l'educazione dei loro figli quindi non si capisce nemmeno perchè politici e burocrati sarebbero gli unici a saper educare i figli altrui per di piu' utilizzando soldi non loro

???

Continua pure senza di me... riesce benissimo a incartarti da solo.

Alla prossima

Guarda che si incarta solo chi pensa che la scuola pubblica sia gratuita. Si incarta chi non capisce che non cade dal cielo mentre i suoi mezzi sono attinti da chi produce ricchezza mediante tassazione. Si incarta chi non capisce che le imprese per competere investono in ricerca, sviluppo, formazione e quindi anche in capitale umano. E' incartato e purtroppo da tanto tempo chi pensa che politici e burocrati siano capaci di educare meglio di chiunque altro

Questi sono precisamente i luoghi comuni (propagandati da scuola e media pubblici) del disastro cui stiamo assitendo

Sono d'accordo, l'istruzione è importante. Un sistema scolastico ed universitario efficiente contribuisce ad accrescere il capitale umano (non mi viene nient'altro scusami) di un paese. Questo però non è tutto. Bisogna poi far si che questo capitale umano sia incentivato a produrre in modo libero e dinamico. Per esempio occorrerebbe remunerare di più coloro che lo meritano, occorrerebbero tante altre cose (sconfiggere le mafie che si pappano il pizzo), costruire delle strade decenti che colleghino nord e sud e tante altre.

Grazie all'istruzione pubblica garantita e di alta qualità nei paesi ex comunisti o a cuba il capitale umano è altissimo,  solo che poi gli ingegneri e i dottori si ritrovano a dover fare gli spazzini, oppure emigrano.