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Lega Nord, da cura a cancro

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Grazie per avermi fornito senza sforzo un lampante esempio di fallacia economicistica.

Secondo questo modo di pensare lo scopo della società sarebbe lo svolgimento di attività economiche. Non sarebbero cioè le attività economiche a consentire il funzionamento della società e in ultima istanza il benessere degli individui, bensì questi ultimi al servizio della produzione di beni, servizi, ecc.

Per quanto mi riguarda si tratta di una inversioni dei mezzi con i fini. Profondamente disumanizzante. Poi vedete voi...

"Secondo questo modo di pensare lo scopo della società sarebbe lo svolgimento di attività economiche. Non sarebbero cioè le attività economiche a consentire il funzionamento della società e in ultima istanza il benessere degli individui, bensì questi ultimi al servizio della produzione di beni, servizi, ecc."

Senza voler andare agli albori delle societa' di cacciatori-raccoglitori, i motivi per cui abbiamo societa' umane di migliaia/milioni/miliardi di persone e' principalmente perche' quella e' spesso la scala efficiente dal punto di vista militare e/o economico - altrimenti saremmo rimasti a bande di poche decine o centinaia di persone.

Non e' che gli individui siano "al servizio della produzione di beni, servizi" (che non sono nemmeno sicuro di capire bene cosa significhi), ma le societa' umane piu' diffuse nascono per consentire il funzionamento efficiente della produzione di beni e servizi (inclusi quelli di tipo militare), non il contrario.

Poi naturalmente l'evoluzione delle societa' non e' determinata esclusivamente da questi motivi "economicistici" e, nel caso delle moderne societa' democratiche, il dibattito politico dovrebbe servire proprio a influezarne l'evoluzione.

Ecco, appunto, il dibattito politico dovrebbe guidare l'evoluzione delle attività produttive, non il contrario, che poi è quello che si fa qui, cioè pensare che c'è sempre e solo un modo per fare le cose: quello più efficiente (per chi poi è sempre un mistero) dal punto di vista economico a prescindere dalle ricadute sociali, nel nome di una pretesa neutralità scientifica.

Ma guidare lo "sviluppo delle attività produttive" è un lavoro da imprenditore, per prova ed errore non da burocrate o da politico. Mai sentito parlare di Alitalia, FFSS, EFIM, ILVA. Goia Tauro, etc? Non lavoriamo così per passatempo ma per risolvere problemi e bisogni del prossimo

For the record: avevo detto che il dibattito politico dovrebbe influenzare l'evoluzione delle societa' (invece di essere aria fritta, per esempio), ma questo non significa che il dibattito politico debba "guidare l'evoluzione delle attività produttive" nel senso tradizionale di "politica industriale".

Almeno per quanto riguarda l'Italia contemporanea, temo abbia ragione phileas (arghh, non pensavo che avrei mai scritto questo; tutta colpa tua, Claudio ;-) a ricordarci i vari disastri nazionali in materia.