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Lega Nord, da cura a cancro

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Diciamo che quando mi dici che per criticarti devo produrre un modello alternativo o mi attribuisci affermazioni su di te invece che su quanto scrivi mi confondi un po' i piani... somigli più al simpatico Sallusti che a Partesotti! :-D.

Con superficialità almeno pari alla tua direi che...

perché ci sia (o forse non c'è?) una QS oltre ad una QM

- su QS contro QM ho già detto che sono sostanzialmente d'accordo mentre tutte da verificare (perché molto controfattuali) sono affermazioni tipo "ci vorrebbe o ci sarebbe voluto un vero federalismo..."; io potrei dirti "se ci fosse stato uno stato veramente autorevole..." e forse saresti d'accordo anche tu;

del perché sia la QM che la QS siano così centrali in Italia

- la spoliazione fiscale è stata sostanzialmente accettata da gran parte di quello che tu chiami Nord, e mi sembra evidente che esistono intere categorie, non necessariamente riconducibili ad aree geografiche che accettano di essere derubate rivalendosi su altre;

di perché la LN sia cresciuta com'è cresciuta senza produrre nulla; di perché sia invincibile (elettoralmente);

Premesso che nessuno di noi due dice che è invincibile, io non credo che un movimento politico debba produrre qualcosa. E' cresciuta perché ha politicizzato molto bene, o molto spregiudicatamente, alcune specifiche questioni ed in fondo non ha fatto una politica molto diversa rispetto a quanto interessava a parte del suo elettorato: se parli di Gentilini con un trevigiano lui te lo spiega bene. Tu dici che la politica deve produrre benessere ed efficienza? Il trevigiano medio dice che la politica deve tenere pulito il lungosile. Ciò non vuol dire che questo consenso non si possa o non si debba rompere. Vuol dire che non si rompe perché lo dice Boldrin.

perché, alla fine, la LN abbia deciso di governare con BS legandosi completamente a lui

Perché BS è uno straordinario medium per chiunque voglia politicizzare qualsiasi questione, perché in questo momento è l'unico che riesce a far credere a specifici "segmenti" dell'elettorato e della società italiana quello che quei segmenti vogliono credere. Quei segmenti che si accontentano di qualcosa di molto meno concreto e vero del lungosile pulito.

Se proprio vuoi un lamento diciamo

Oh Boldrin ha un'idea un po naive dei movimenti politici...

oppure

Oh Boldrin non coglie che l'italiano medio in questi anni ha voluto essere molto rappresentato per sentirsi molto protetto... è questo che voleva, non meno tasse ed uno stato che funziona

Ma in realtà non ho niente da lamentarmi, mi sto divertendo un sacco. Adesso vado a dormire io.

 

 

l'italiano medio in questi anni ha voluto essere molto rappresentato per sentirsi molto protetto... è questo che voleva, non meno tasse ed uno stato che funziona

Ma in realtà non ho niente da lamentarmi, mi sto divertendo un sacco. Adesso vado a dormire io.

 

non prima di avere incassato la mia approvazione per la felice sintesi.

- la spoliazione fiscale è stata sostanzialmente accettata da gran parte di quello che tu chiami Nord, e mi sembra evidente che esistono intere categorie, non necessariamente riconducibili ad aree geografiche che accettano di essere derubate rivalendosi su altre;

Scusa potresti spiegare meglio cosa intendi?

Non solo le masse ma anche le elites del Nord in grandissima maggioranza non hanno la minima idea quantitativa dei flussi economici interni allo Stato italiano.  Non esiste alcuna accettazione consapevole della spoliazione.  Lo Stato viene accettato e supportato nel Nord per due ordini di motivi, 1) ridicole, bacate ideologie, di cui si e' persa coscienza anche della motivazione storica e della logica 2) egoistico interesse personale, di corporazione, di fazione, di casta.  Basta considerare il caso di Albertini, imprenditore, confindustriale, presidente di Federmeccanica, sindaco 2 volte di Milano, parlamentare europeo, ma incapace di comprendere il funzionamento reale di fondo dello Stato italiano fino al 2010, quando ha cominciato a capire qualcosa grazie alla lettura de "Il sacco del Nord" di L.Ricolfi. E il cittadino italiano medio, anche al Nord, ha probabilmente una comprensione dei dati finanziari quantitativi 100 volte inferiore a quella di Albertini.

Caro Alberto, la mia risposta non può che riferirsi alla relazione fra conoscenza ed azione (l'opzione politica è infatti una forma di azione).

Non voglio affatto svalutare l'importanza della conoscenza: per rimanere al tuo esempio penso sia importante se si parla di QM e QS che uno si documenti, si guardi il libro di Ricolfi o lo streaming della tua interessante discussione di luglio...

Se volessimo, come tu dici con un linguaggio di altri tempi, dare lezioni alle masse del nord un'idea quantitativa della spoliazione fiscale ho paura che sul piano politico perderemmo sempre contro la Lega.

Ma anche restando sul piano "epistemico", tanto caro a te ed a Michele Boldrin, e cercando conferme empiriche, come a voi giustamente piace, potremmo snocciolare esempi su esempi di spoliazione consapevolmente accettata: io faccio il commercialista e sono diretto testimone di come non una categoria ma un'intera società accetta consapevolmente un eccessivo carico fiscale e delle norme assurde. Se vuoi parto con gli esempi, ma non credo sia necessario.

Può sembrare una visione negativa e sconsolata ma non lo è affatto: lascia alla politica il compito di cercare delle sintesi nuove su cui costruire il consenso, ed alla scienza il compito di dare delle descrizioni soddisfacenti di ciò che accade, senza che la scienza se la prenda con la politica.

potremmo snocciolare esempi su esempi di spoliazione consapevolmente accettata: io faccio il commercialista e sono diretto testimone di come non una categoria ma un'intera società accetta consapevolmente un eccessivo carico fiscale e delle norme assurde. Se vuoi parto con gli esempi, ma non credo sia necessario.

OK, questo fenomeno esiste, ma chiamarlo "spoliazione" genera una qualche confusione con l'uso che dello stesso termine fa L.Ricolfi.

Il contribuente medio del Nord, ma in realta' piu' precisamente ancora ogni contribuente onesto italiano viene fiscalmente tartassato specie con aliquote marginali ai vertici mondiali, e in generale con una pressione fiscale di livello scandinavo in cambio di servizi statali miserabili.  Senza conoscere qualcosa dei dati documentati da L.Ricolfi, pero', il contribuente puo' ingenuamente credere che quanto paga con aliquote marginali del ~65% almeno rientri in circolo nel suo territorio in termini di servizi statali, o almeno in termini di salari a dipendenti statali che magari non fanno nulla ma almeno per vivere spendono lo stipendio statale nello stesso territorio in cui vive.

La spoliazione documentata da L.Ricolfi e' anche peggio, e' un tartassamento fiscale che non produce alcun beneficio sul territorio (specificamente nelle Regioni attive del Nord e del Centro) ma viene sprecato per finanziare i lussi dei vertici statali specie a Roma e per pagare le clientele meridionali senza produrre un minimo di sviluppo nel Sud Italia.

Sì, hai ragione, ed in effetti mi pare che Ricolfi sia cosciente che dire "lo Stato prende al Nord" e "lo Stato spende al Sud" sono due proposizioni che è un po' forzato sostituire con "lo Stato prende al Nord per dare al Sud" considerando quest'ultima come un'unica proposizione-operazione.

Ed infatti è costretto a dire di escogitare una nuova forma di contabilità.

Lo trovo un tema molto stimolante, essendo appassionato di contabilità ed aperto verso le novità.

Ma è anche una delle forzature che rimprovero a Boldrin.

Mettiamola così: abbiamo una nozione diversa di cosa significhi proporre una spiegazione causale di eventi storici.

Ho la vaga impressione che ciò che tu consideri una "teoria" verrebbe classificata, nel mio mondo, come una banale tautologia o, meglio, una ri-descrizione degli eventi che andrebbero invece spiegati come causati da altri, precedenti ad essi, o da regole dell'interagire umano.

Detto altrimenti, parliamo due lingue diverse e le medesime parole hanno chiaramente significati diversi per te e per me. Amen.

Siccome viviamo in epoca postmoderna, in cui tutti hanno il diritto e dovere di parlare su tutto, va bene così. Almeno ho capito cosa vuol dire essere "superficiale" nel tuo vocabolario: non ripetere cio' che tu pensi di aver pensato sulla questione in questione.

Dormi tranquillo e non ti preoccupare. Caso chiuso.

Beh, dai Boldrin, adesso se mi vedo un film di Muccino potrò dire che è superficiale o per contestarlo devo prendere la macchina da presa e telefonare a Stefano Accorsi? Lascia stare l'epoca postmoderna, tu apri un blog dove anticipi le tue interessanti teorie socioeconomiche, spesso piacciono ed ogni tanto c'è qualche coglione oltreoceano che si azzarda a criticarti e si diverte a farti incazzare... è il web, non il postmoderno!

Comunque, stando alla tua preziosa classificazione, il tuo concetto di

meccanismo politico di spoliazione e trasferimento

io lo trovo eccessivamente ri-descrittivo degli eventi, troppo vittima dell'impostazione "territoriale" che si è voluta dare al saggio

e la tua affermazione secondo cui

Cosa ha conseguito su questo terreno la Lega Nord in vent'anni? NULLA! Assolutamente NULLA!

oppure

Per queste ragioni, oggi, la Lega Nord è il cancro politico che va sconfitto

non credo affatto si possano considerare delle teorie.

Può essere una ricostruzione suggestiva, può dare degli spunti, è stata scritta da uno che mi sta simpatico, potrei condividerne le finalità, tutto quello che vuoi, ma, stando alle tue stesse classificazioni, mi pare di poter confermare che si tratta di una teoria piuttosto superficiale. :-)