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Lega Nord, da cura a cancro

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- la spoliazione fiscale è stata sostanzialmente accettata da gran parte di quello che tu chiami Nord, e mi sembra evidente che esistono intere categorie, non necessariamente riconducibili ad aree geografiche che accettano di essere derubate rivalendosi su altre;

Scusa potresti spiegare meglio cosa intendi?

Non solo le masse ma anche le elites del Nord in grandissima maggioranza non hanno la minima idea quantitativa dei flussi economici interni allo Stato italiano.  Non esiste alcuna accettazione consapevole della spoliazione.  Lo Stato viene accettato e supportato nel Nord per due ordini di motivi, 1) ridicole, bacate ideologie, di cui si e' persa coscienza anche della motivazione storica e della logica 2) egoistico interesse personale, di corporazione, di fazione, di casta.  Basta considerare il caso di Albertini, imprenditore, confindustriale, presidente di Federmeccanica, sindaco 2 volte di Milano, parlamentare europeo, ma incapace di comprendere il funzionamento reale di fondo dello Stato italiano fino al 2010, quando ha cominciato a capire qualcosa grazie alla lettura de "Il sacco del Nord" di L.Ricolfi. E il cittadino italiano medio, anche al Nord, ha probabilmente una comprensione dei dati finanziari quantitativi 100 volte inferiore a quella di Albertini.

Caro Alberto, la mia risposta non può che riferirsi alla relazione fra conoscenza ed azione (l'opzione politica è infatti una forma di azione).

Non voglio affatto svalutare l'importanza della conoscenza: per rimanere al tuo esempio penso sia importante se si parla di QM e QS che uno si documenti, si guardi il libro di Ricolfi o lo streaming della tua interessante discussione di luglio...

Se volessimo, come tu dici con un linguaggio di altri tempi, dare lezioni alle masse del nord un'idea quantitativa della spoliazione fiscale ho paura che sul piano politico perderemmo sempre contro la Lega.

Ma anche restando sul piano "epistemico", tanto caro a te ed a Michele Boldrin, e cercando conferme empiriche, come a voi giustamente piace, potremmo snocciolare esempi su esempi di spoliazione consapevolmente accettata: io faccio il commercialista e sono diretto testimone di come non una categoria ma un'intera società accetta consapevolmente un eccessivo carico fiscale e delle norme assurde. Se vuoi parto con gli esempi, ma non credo sia necessario.

Può sembrare una visione negativa e sconsolata ma non lo è affatto: lascia alla politica il compito di cercare delle sintesi nuove su cui costruire il consenso, ed alla scienza il compito di dare delle descrizioni soddisfacenti di ciò che accade, senza che la scienza se la prenda con la politica.

potremmo snocciolare esempi su esempi di spoliazione consapevolmente accettata: io faccio il commercialista e sono diretto testimone di come non una categoria ma un'intera società accetta consapevolmente un eccessivo carico fiscale e delle norme assurde. Se vuoi parto con gli esempi, ma non credo sia necessario.

OK, questo fenomeno esiste, ma chiamarlo "spoliazione" genera una qualche confusione con l'uso che dello stesso termine fa L.Ricolfi.

Il contribuente medio del Nord, ma in realta' piu' precisamente ancora ogni contribuente onesto italiano viene fiscalmente tartassato specie con aliquote marginali ai vertici mondiali, e in generale con una pressione fiscale di livello scandinavo in cambio di servizi statali miserabili.  Senza conoscere qualcosa dei dati documentati da L.Ricolfi, pero', il contribuente puo' ingenuamente credere che quanto paga con aliquote marginali del ~65% almeno rientri in circolo nel suo territorio in termini di servizi statali, o almeno in termini di salari a dipendenti statali che magari non fanno nulla ma almeno per vivere spendono lo stipendio statale nello stesso territorio in cui vive.

La spoliazione documentata da L.Ricolfi e' anche peggio, e' un tartassamento fiscale che non produce alcun beneficio sul territorio (specificamente nelle Regioni attive del Nord e del Centro) ma viene sprecato per finanziare i lussi dei vertici statali specie a Roma e per pagare le clientele meridionali senza produrre un minimo di sviluppo nel Sud Italia.

Sì, hai ragione, ed in effetti mi pare che Ricolfi sia cosciente che dire "lo Stato prende al Nord" e "lo Stato spende al Sud" sono due proposizioni che è un po' forzato sostituire con "lo Stato prende al Nord per dare al Sud" considerando quest'ultima come un'unica proposizione-operazione.

Ed infatti è costretto a dire di escogitare una nuova forma di contabilità.

Lo trovo un tema molto stimolante, essendo appassionato di contabilità ed aperto verso le novità.

Ma è anche una delle forzature che rimprovero a Boldrin.