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Lega Nord, da cura a cancro

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Immaginavo che ci fossero soluzioni più o meno tecniche tra le quali effettuare la scelta politica, tipo, che so, ognuno si accolla la parte posseduta dai suoi cittadini mentre il resto viene assegnato in proporzione, oppure tutto a una sola parte. Mi chiedo, per esempio, quanto quest'ultima soluzione sarebbe sostenibile per il Nord nel breve periodo e quale potrebbe essere il rischio di default di una parte o dell'altra.

Immaginavo che ci fossero soluzioni più o meno tecniche tra le quali effettuare la scelta politica, tipo, che so, ognuno si accolla la parte posseduta dai suoi cittadini

Scusate, ma tanto per incominciare, com'e' che si stabilirebbe la cittadinanza in un'ipotetica secessione? A differenza dal Belgio e - penso dalla ex-Cecoslovacchia (per quanto ceco e slovacco mi dicono essere lingue molto vicine) - non mi sembra esista in Italia alcuna classificazione della popolazione sulla base della lingua parlata.

Residenza al giorno X? Domicilio? Libera scelta di tutti gli (ex-) cittadini italiani? Dialetti parlati (e mezza lombardia risulterebbe apolide)? Accenti a giudizio di un'apposita commissione di caratteristi? No, perche' la gente in Italia si e' mischiata abbastanza rispetto alle supposte origini regionali.

Tra l'altro, gia' a proposito della Scozia era emerso il problema dell'Unione Europea: nei trattati pare non ci sia nulla che garantisca agli stati secessionisti (od eredi di un'entita' statale disciolta) l'automatica appartenenza all'unione. Come si fa? Nord e Sud entrambi fuori (cosi' tutti i cittadini italiani residenti in altri stati della comunita europea restano di colpo fregati)? Nord ammesso in virtu' dell'economia piu' forte ma gli italiani dal Lazio in giu' che diventano di colpo extracomunitari quando vengono su a Milano?

 

Scusate, ma tanto per incominciare, com'e' che si stabilirebbe la cittadinanza in un'ipotetica secessione?

 ecco, vorrei partire da questa domanda per un discorso più generale. Sono terrorizzato e inorridito dal modo con cui la vulgata leghista ha messo in circolo concezioni del diritto strumentaliste e sostanzialiste degne dei totalitarismi degli anni '30, per le quali basta la "volontà politica del popolo", e i dettagli come questo saranno superanti con il trionfo della volontà (sì, penso proprio a quel film di LR...).

Autodeterminazione dei popoli nel senso che una minoranza decide che loro sono un popolo a parte? 

There's no land that is so small that it cannot divide

So come, I'll draw the line and you just pick your side

 

Ignoring anyone who gives a warning

 

(Savatage, Dead Winter Dead. La prima canzone dell'album è intitolata Sarajevo, tanto per capire il contesto). 

Così io decido che la mia famiglia e i miei amici siamo un popolo oppresso, mi rinchiudo in una tenuta in campagna e sparo all'esattore delle tasse e all'assistente sociale che viene a controllare perché i figli non vanno alla scuola dell'obbligo: autodeterminazione modello Waco/Ruby Ridge? 

E una volta stabilito il principio, chi garantirà la Padania dalle mire secessionistiche della Nazione Insubria o del Veneto se il governo dei lombardi non gli andrà bene? 

"Se c'è la volontà politica si cambia al costituzione anche se dice che la repubblica è una e indivisibile". Certo. Peccato che per evitare il referendum confermativo ci vuole la maggioranza dei due terzi, e cosa si va a dire al referendum, che è il primo passo verso la secessione? 

"La volontà del popolo non può essere fermata dalle leggi". Ora, io non soffro di cretinismo legalitario, ma quello che non si vuole capire è che le leggi determinano la legittimità dell'uso del potere coercitivo di cui lo stato ha il monopolio, le "forche, fortezze e mitragliatrici" di una icastica definizione di Kelsen. L'illusione che si possa spezzare l'ordinamento esistente in modo "concordato" è giusto quello, una illusione. Poi, se finisce con i carri armati nelle strade e le corti marziali, cavoli loro.

Infine, chi sostiene l'unità nazionale è di sentimenti "italo-fascistoidi", come ha detto AL. Come dire, pot, kettle, black? Da che pulpito?

Esponenti della Lega sono in rapporti con la destra eversiva europea, sostengono un governo appoggiato da partiti esplicitamente fascisti come La Destra di Storace e chi difende la repubblica nata dalla resistenza è fascista? Per me i leghisti oggi sono come "los cuatros generales" della canzone spagnola, altroché. If push comes to shove, spero che faranno la fine che la canzone pronosticava. Ma tanto, loro sono solo chiacchiera e distintivo (e tanti intrallazzi).

Ma no, per una volta limitiamoci alle questioni pratiche. L'autodeterminazione dei popoli e' una cosa seria, ma anche molto complessa da discutere, visto che non e' per nulla banale decidere cosa sia un popolo e cosa no (ma pare che Zaia e Dino da Sandra' la pensino cosi').

Io personalmente sono contrario alla secessione, ma vorrei davvero capire da chi la propugna come si immagina di risolvere le questioni legate alla cittadinanza e della libera circolazione dei cittadini.

Per dire, io sono nato e cresciuto a Milano. Cittadino italiano. Da qualche anno sono iscritto all'AIRE e residente a Parigi (non ancora abbastanza per chiedere la cittadinanza francese pero'). Ora potrei ricevere un'offerta per andare a lavorare a Roma. Una mia amica e' nata e cresciuta in Puglia. Vive e lavora a Milano. Di recente sta cercando lavoro a Firenze per riunirsi al compagno. E via dicendo cosi' per decine o centinaia di migliaia di casi analoghi.

Ecco, se il nord fa la secessione che succede in termini pratici?

Problemi ce ne sono, inutile nasconderlo, ed è lo stesso ovunque: non conosco i cechi, ma il Belgio pullula di famiglie miste, fiamminghi con nome francese e valloni con nome francese, ecc.

Non credo che nessuno di questi sia insormontabile quando ci sia la volontà politica: per esempio basterebbe stabilire che tutti sono cittadini dello stato contenente il comune di residenza eccetto chi chieda di scegliere altrimenti entro tot mesi dalla secessione, e magari consentire il movimento tra i due stati per X anni a venire, magari con diritto alla cittadinanza dopo n anni di permanenza, ecc.

L' unico vero ostacolo è la volontà politica, e lo stato miserevole del sud italia rende poco probabile un vasto consenso alla secessione a sud di Roma, quindi una separazione consensuale non la vedo benissimo.

Quanto alla mobilità EU, credo che una volta emigrato conservi il tuo status almeno per un po', sul lungo periodo dipenderà da come i nuovi stati si relazionano con EU: in caso di guerra civile diventi extracomunitario, altrimenti non dovrebbero esserci grossi problemi.A meno che il sud diventi uno stato criminale.

Ci sarà anche un problema di flussi migratori e di come gestirli.

Con la libera circolazione di persone e merci (se tutte e 2 gli stati rimangono nelle UE non ci sono alternative) i guai potrebbero cominciare già all'annuncio della secessione.

Poi comunqe la % di favorevoli per me dovrebbe essere molto più alta del 50%+1. Una secessione crea comunque problemi che vanno gestiti e avere poco meno della metà dei propri cittadini (parlo dei residenti al nord) contrari non aiuta di certo.

Ecco, se il nord fa la secessione che succede in termini pratici?

In Cecoslovacchia hanno risolto tutto pacificamente e speditamente, e con vantaggio di entrambi gli Stati eredi. In Slovenia poi non si ricordano nemmeno della Yugoslavia ed economicamente tra poco superano l'Italia. Certo, rispetto all'Italia quelli sono Paesi civili e avanzati, ma si puo' sempre andare la' a studiare e imparare. Personalmente spero che non si arrivi alla secessione, e che che si faccia un federalismo serio.  Purtroppo l'incompetenza e la disonesta' delle classi dirigenti italiane sembrano incompatibili con una riforma federale seria, per cui ritengo che a meno di miracoli si dovra' passare per una secessione o una seria e credibile preparazione della stessa.

Si, pero' di fatto non avete delle risposte pratiche.

La separazione della Cecoslovacchia e' avvenuta al di fuori della comunita' europea. Cechi e slovacchi, inoltre, avevano due lingue differenti (seppur dello stesso ceppo slavo e simili) e due identita' culturali meglio definite. Se la disomogeneita' linguistica sul territorio Italiano 150 anni fa doveva essere sicuramente notevole, questo non e' piu' vero al giorno d'oggi. A seguito dei flussi massicci sud nord, poi, una buona parte dei piemontesi e dei lombardi ha origini e parenti al sud. Tra le grandi regioni del Nord, forse l'unica con un minimo di identita' culturale propria e' il Veneto.

Tutto questo non creerebbe grandi problemi se entrambi i prodotti dell'ipotetica successione aderissero alla comunita' europea. Ma questo non e' per nulla scontato (a suo tempo Bruxelles fece sapere che una Scozia indipendente si sarebbe inizialmente trovata fuori dall'UE). In caso contrario si creerebbero un sacco di disagi di difficile soluzione. Ad esempio, i cittadini di un Sud extracomunitario non potrebbero avere la libera circolazione in un Nord che aderisce a Schengen. Le centinaia di migliaia di ex-cittadini italiani residenti nell'europa comunitaria andrebbero incontro ad enormi problemi burocratici.

Comunque, secessione per secessione, io preferirei un Piemonte francese ad uno padano, per dirne una.

La separazione della Cecoslovacchia e' avvenuta al di fuori della comunita' europea. Cechi e slovacchi, inoltre, avevano due lingue differenti (seppur dello stesso ceppo slavo e simili) e due identita' culturali meglio definite.

Per favore non fantastichiamo senza conoscere i dati.  Ho parlato in passato con cittadina slovacca di Bratislava, che insegna di slovacco al liceo, moglie di un conoscente, che mi ha detto che le lingue sono praticamente uguali. Capisco che ti stia antipatica la secessione, ma sono sicuro che puoi trovare mille altre ragioni piu' valide per opporti piu' seriamente piuttosto che tirare in ballo le differenze tra ceco e slovacco, tantopiu' che le informazioni su questo sono disponibili facilmente su web, e dicono  http://en.wikipedia.org/wiki/Differences_between_Slovak_and_Czech_languages:

Linguistically, the Czech and Slovak languages form a language continuum

Si tratta dello stesso popolo linguisticamente, solo che la Slovacchia e' stata sotto l'Ungheria e la Boemia e' stata sotto gli Asburgo, prima della creazione dell'impero austro-ungarico, quella e' praticamente l'unica differenza.

Alberto, che ceco e slovacco siano due lingue molto simili lo so anche io. Resta il fatto che se sono classificate come due lingue differenti un motivo ci sara'. Lo stato stesso si chiamava Ceco-slovacchia, che e' un po' come se noi ci si chiamasse Borbon-padania o qualcosa di simile con celti e magna grecia. Ma naturalmente non e' cosi' perche' il concetto di stato padano non e' mai esistito prima degli anni '80, e i richiami alla tradizione celtica sono semplicemente demenziali. Inoltre - correggimi se sbaglio - immagino che la popolazione della ex-cecoslovacchia fosse catalogata come di lingua ceca o di lingua slovacca, cosa che deve avere facilitato la separazione. Hai dei dati attendibili sui flussi migratori all'interno della cecoslovacchia?

Comunque il nodo fondamentale resta l'adesione alla UE.

 

 

Comunque il nodo fondamentale resta l'adesione alla UE

 

a pensar male s'indovina: col combinato disposto Voltremont-Bossi mi immagino uno scenario di questo tipo: la Padania NON entra nella UE (hai presente i "biechi burocrati relativisti di Bruxelles non eletti dal popolo che vogliono l'uguaglianza per i negri e i culattoni e si oppongono alle nostre radici cristoceltiche"?); dichiara di non riconoscere il debito pubblico ex-italiano; cambia moneta per fare una svalutazione competitiva e mette dazi protettivi su tutte le importazioni, specialmente cinesi*. Questo scenario inoltre non vincolerebbe il nuovo stato all'osservanza della Carta dei Diritti dell'UE, e quindi mano libera per trattare come si deve gli eventuali dissidenti "lealisti".  

*non mi invento niente, sono cose che esponenti della Lega hanno detto, quindi è ragionevole supporre che senza i freni oggi esistenti proverebbero a farlo

 

dichiara di non riconoscere il debito pubblico ex-italiano

Oddio, considerato che mi sa che i supposti padani detengono buona parte del debito pubblico italiano non mi sembra un'idea molto percorribile. Per il resto, temo che sull'uscita dalla UE e sulla svalutazione del tallero padano molti leghisti si troverebbero d'accordo.

I effetti ad una ipotesi di ripudio del debito pubblico italiano fatta da un leghista avevo fatto la stessa osservazione, cioè che i primi che l'avrebbero preso in quel posto sarebbero stati i piccoli risparmiatori padani, mi  stato risposto che si sarebbe ripudiato solo il debito posseduto da "stranieri" come se la cosa fosse facile e attuabile....

allora l'hanno detto per davvero...

beh, si potrebbe fare così: i titoli posseduti da persone fisiche  e da banche e finanziarie di nazionalità non padana vanno in default  ("I BOT comprati dai parassiti terroni e pagati con i nostri trasferimenti e quelli posseduti dalla Finanza Speculativa Internazionale Che Affama Il Popolo adesso sono carta straccia...glielo abbiamo messo in quel posto!"), quelli posseduti da cittadini padani sono convertiti forzosamente in titoli di debito pubblico padano a bassissimo interesse e lunghissima durata, e chi si lamenta è un agente interno del nemico centralista e magari complice dell'Eurasia...pardon, dell'Islam.

Lo so, è uno scenario distopico che manco Orwell in depressione nera dopo essersi fatto di LSD, ma io ho visto cose che voi umani.., da piazza Fontana all'11 settembre, per cui ci vuole poco a pensare al peggio.

mi  stato risposto che si sarebbe ripudiato solo il debito posseduto da "stranieri"

Certo, ottima idea. Cosi' l'Europa ce la scordiamo per un ventennio ed il tallero padano si svaluta come neve al sole. Ci aspetta un brillante futuro autarchico.