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Lega Nord, da cura a cancro

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L'impressione mia è che la risposta è positiva.

Però da quella non segue la tua conclusione. Mancano, a mio avviso, due elementi chiave.

1) Il collante ideologico (religioso, in parte, per la DC ma anche politico-ideale, l'opposizione al comunismo) che la LN sta cercando di costruire con l'idea di "padania" ed il simbolismo associato.

2) Le elites, che per il momento con la LN non stanno ma stavano con la DC e sapevano, almeno sino a metà anni '70, "guidare" il paese, e governarlo in modo effettivo. Al momento, per la LN, questo sembra essersi realizzato solo in alcuni comuni e relative amministrazioni.

Aggiungo

3) Il manuale Cencelli. La DC era un partito "meritocratico" e "democratico" con regole ben chiare - il numero di tessere/voti della tua corrente determinava il tuo potere all'interno ed all'esterno del partito. La LN è un partito autocratico dove il potere dipende ancora in larga misura dalla vicinanza al capo. Il radicamento nel territorio porta anche pacchetti di voti locali e quindi in prospettiva rende possibile una governance democratica, ma la transizione è molto complessa. Mi sembra difficile che riesca. Mi sembra più probabile una frantumazione, come sta iniziando nel PDL.