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Lega Nord, da cura a cancro

14 commenti (espandi tutti)

da dove viene questa favola della FIAT di sinistra? Il fatto che ad alcuni azionisti FIAT stia sul culo il tuo nuovo eroe ed i suoi compari leghisti non li rende di certo di sinistra! O hai adottato anche tu la regola BS, secondo cui chi lo critica è comunista? Mai sentito parlare di Romiti, marcia dei 40mila e scontri diretti con CGIL e PCI? Valletta te lo ricordi? Hai mica idea di chi, oggi in Italia, sia il peggior nemico imprenditoriale di FIOM, Rifondazione e comunisti residui vari (inclusa quella parte maggioritaria del PD che sta contro Marchionne)? Umberto Agnelli in che partito venne eletto? E Susanna? Sia chiaro, non sto difendendo nulla e nessuno. Sto riportando fatti. FIAT ha ricevuto aiuti statali per decenni, ma NON è un'impresa legata al PD, alla sinistra, a nulla. Per favore, evitiamo di dire assurdità degne del Giornale di BS.

Non leggo abitualmente il Giornale di BS e non seguo le favole del circo mediatico sia di destra che di sinistra.

La posizione della Fiat e' ben riassunta dall'endorsement di P.Mieli sul Corriere della Sera: la FIAT ritiene (alla data del 2006, ma quell'endorsement esplicito ritengo corrisponda ad una politica che va dal 1993 ad oggi) che sussidi e protezioni di Stato sono garantiti al meglio dal PD, e in subordine da Fini e Casini.

E' vero che la Fiat non e' "di sinistra" nel senso che forse intendi tu, certamente la Fiat non tifa per Rifondazione Comunista, cui preferisce Fini e Casini.  La Fiat e gli imprenditori assistiti sostengono le forze politiche che nel lungo periodo ritengono essere funzionali ai loro interessi di avere aiuti e protezione dallo Stato e un trattamento preferenziale rispetto ad altri settori, queste forze politiche lo ripeto sono nell'ordine: PD, Fini e Casini. Le forze politiche rilevanti che sono considerate avversarie sono Berlusconi e LN.  La vicinanza tra assistiti e PD (e in subordine Fini e Casini) corrisponde ad una visione politica che va oltre ai sussidi materiali veri e propri, una visione secondo cui Stato e grande impresa sono elementi di progresso economico e civile per l'Italia e il resto (piccola e media impresa, professionisti e lavoratori autonomi) sono elementi regressivi.

Pirelli te lo sogni. Non vedo proprio dove e come tu possa affermare che la Pirelli è un'impresa sussidiata dallo stato (oggi o nella sua storia) come e più di Mediaset!

Ti ho gia' risposto che da nessuna parte ho scritto che Pirelli sia stata piu' sussidiata di Mediaset. Ma anche Pirelli e' stata sussidiata, per esempio coi prepensionamenti.

I contratti collettivi nazionali italiani prevedono salari miserabili per i neoassunti, che pero' crescono con l'anzianita' di servizio piu' che in altri Paesi. Per questo motivo specie gli imprenditori italiani decotti e non competitivi - che hanno come obiettivo principe risparmiare sul costo del lavoro - cercano continuamente di eliminare i propri dipendenti con oltre 45-50 anni per sostituirli con neoassunti.  Per questa operazione sono alla costante ricerca di collusione con i vertici politici e sindacali, e specificamente alla ricerca di addossare al contribuente italiano i costi dei prepensionamenti.  Si tratta come anche un bambino puo' capire di una politica demenziale, che pero' e' stata ampiamente praticata in Italia e per la quale - anche grazie ai giornali dei grandi imprenditori assistiti - si sono costruite teorie demenziali secondo cui sono i lavoratori anziani a "togliere" i posti di lavoro ai giovani.

Un esempio tipoco da Repubblica del 4/12/1990:

L' azienda di De Benedetti ha annunciato che dal 7 gennaio prossimo partirà la Cassa integrazione per quattromila dipendenti. Una decisione inappellabile nel quadro del processo di ristrutturazione del gruppo. Sul tavolo dei ministri della Repubblica c' è la possibile adozione di un provvedimento di prepensionamento, proposto dall' azienda. Un provvedimento che ha diviso governo e sindacati. E che prevede il prepensionamento per 5000 dipendenti (gli uomini a 50 anni e le donne a 47 con almeno quindici anni di anzianità) e l' assunzione di mille giovani. Andreotti sembra intenzionato ad una soluzione della vicenda.

Chi paga i prepensionamenti?  Lo Stato, in gran parte, come si desume dal fatto che la proposta dell'azienda viene esaminata dai politici.  Maggiori dettagli si leggono su Repubblica, la-carica-dei-25-mila (1992):

Il pensionamento anticipato è su base volontaria e possono usufruirne i lavoratori che abbiano già maturato 30 anni di contribuzione ai fini previdenziali ai quali vengono concessi abbuoni contributivi di cinque anni. Il costo (in media 100 milioni) è, da quest' anno, equamente diviso tra lo Stato (attraverso l' Inps) e l' azienda che lo richiede. L' anno scorso le imprese erano più agevolate perché lo Stato si sobbarcava il 70% della spesa.

Inoltre sono i vertici politici che decidono, impresa per impresa, non c'e' alcun automatismo.  Ecco che diventa importantissimo per le imprese assistite sostenere i politici piu' amici e meglio disposti con le politiche demenziali dei prepensionamenti.  Qualche esempio:

Repubblica, la-carica-dei-25-mila (1992)

Repubblica - 13 giugno 1992   pagina 48   sezione: ECONOMIA
ROMA - Boccata d' ossigeno per l' industria italiana in crisi. Il Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica), che si è riunito ieri a Palazzo Chigi, ha assegnato i 25 mila pensionamenti anticipati previsti per quest' anno dalla Legge Finanziaria. [...] le richieste erano più di 40 mila [...] la Fiat fa la parte del leone: al gruppo torinese, infatti, sono stati accordati 4.000 prepensionamenti contro i 4.930 richiesti (81%). Le aziende Fiat interessate sono Iveco, Gilardini, Magneti Marelli e Geotech. E' andata meno bene all' Alitalia che avrà a disposizione solo 250 prepensionamenti a fronte dei 1.150 chiesti (21%). Alenia e Pirelli, invece, vedono interamente soddisfatte le rispettive esigenze avendo ottenuto tutti e 450 i prepensionamenti richiesti. Obiettivo centrato anche dall' Agusta (Efim), che ha ottenuto 1.000 prepensionamenti contro i 1.054 richiesti, la Bull, che manderà anticipatamente in pensione 392 dipendenti a fronte dei 469 proposti e l' Ansaldo (Finmeccanica-Iri) che con 1.100 pensionamenti anticipati vede accolto l' 81% delle proprie richieste (1.350). Per le società del gruppo Eni, il Cipe ha assegnato 1.570 prepensionamenti all' Enichem, contro i 3.500 richiesti, e 700 ad Enirisorse che ne aveva chiesti 972. Per le società del gruppo Efim, oltre ai 1.000 prepensionamenti dell' Agusta, ne sono stati concessi 500 all' Alumix (500), 500 alla Breda e 180 alla Breda Ferroviaria (680 richieste in totale da ambedue le aziende), 230 al gruppo Sistemistico Efim (230), ed infine 300 alla Siv (300). All' Ilva sono stati concessi 1.400 prepensionamenti (2.965). Sempre nel settore siderurgico, ma sul fronte privato, la Falck potrà fare ricorso al pensionamento anticipato di 300 dipendenti. I pensionamenti anticipati riguardano, inoltre, aziende collegate o dismesse dalla Federconsorzi: ne sono stati concessi 591 all' Associazione nazionale sindacale dei consorzi agrari, 150 alla Federconsorzi, 60 alla Fedital e 116 a società controllate dalla Fedit. Al gruppo Ferruzzi-Montedison sono stati assegnati 500 prepensionamenti, 350 al gruppo Solvay Italia.

 

Repubblica, prepensionamenti per 11mila (1991)

PREPENSIONAMENTI PER 11 MILA

Repubblica - 14 dicembre 1991   pagina 43   sezione: ECONOMIA
[...] i ministri infatti hanno approvato 11 mila prepensionamenti, previsti dalla legge 223 per la riforma del mercato del Lavoro. Riguardano trentasei aziende. Ma non tutte hanno ricevuto quanto richiesto. [...] La Fiat guida la particolare classifica dei "delusi" o "maltrattati": ha richiesto oltre 3000 prepensionamenti, ne ha ottenuto 700. Ma anche l' Alumix, l' azienda dell' Efim che naviga in cattive acque, non può ritenersi soddisfatta. Ha chiesto oltre 3000 prepensionamenti, ne ha avuto circa 450. Anche per l' Enichem, la tormentata società chimica dell' Eni, non è andata secondo le aspettative: 3000 le richieste, 1380 i prepensionamenti ottenuti. Ma vediamo, in dettaglio, azienda per azienda, il numero dei prepensionamenti concessi dal governo. Si tratta di un lungo elenco che vede in prima linea la necessità di una forte ristrutturazione per settori come l' elettronica, l' informatica, la stessa chimica e l' industria metallurgica. Sono 430 i prepensionamenti per Montedison, 550 all' Italtel, 3000 all' Olivetti, 450 alla Pirelli, 230 alla Piaggio sud, 350 all' Ansaldo, 350 alla Falck, 550 all' Alenia, 100 all' Aermacchi, 100 alla Breda ferroviaria, 200 alla Bull, 100 alla Contraves, 80 all' Elcit, 100 all' Elettronica Roma, 100 alla Fatme, 100 alla 3M, 200 all' Abb, 100 all' Alcatel, 100 alla Piaggio di Genova, 180 alla Merloni, 100 alla Savio, 50 alla Skf, 200 alla Thomson, 100 alla Siemens, 50 alla Texas, 100 all' Unisys, 50 alla Videocolor, 80 alla Lovere, 20 alla Magona, 200 alla Zanussi, 50 all' Alitalia, 50 alla Pirelli sice, 50 all' Altiforni Gerini Servola. Per il 1992 il governo potrà predisporre altri 25 mila prepensionamenti in virtù delle decisioni parlamentari sulla legge finanziaria attualmente in discussione. Nel 1991 la spesa per i prepensionamenti spetta per il 70 per cento allo Stato e per il 30 per cento ai datori di lavoro. Nel 1992 invece - ha detto Marini - la spesa sarà suddivisa a metà.

 

Repubblica, 1990:

SCIOPERO PIRELLI PER SCONGIURARE 2000 LICENZIAMENTI

Repubblica — 04 febbraio 1990   pagina 40   sezione: ECONOMIA
[...] Motivo: il Cipi non ha ancora approvato la richiesta di prolungare la cassa integrazione che scadeva il 31 dicembre. [...] La nuova normativa sui prepensionamenti scarica una quota notevole dei costi sulle imprese che in passato potevano usufruire quasi gratuitamente di questo istituto. E la Pirelli ha detto chiaramente di non volere accollarsi nuovi oneri.

Dagli articoli citati oltre a Fiat, Pirelli e Olivetti si possono leggere un buon numero di altre imprese beneficiate dagli aiuti di Stato sotto forma di prepensionamenti di lavoratori 50enni.  Questi aiuti secondo me costituiscono un danno per la societa' italiana che va ben oltre il costo contabile dei prepensionamenti stessi: la collusione tra imprenditori assistiti, sindacalisti e politici su questi temi come anche l'elaborazione di teorie demenziali sull'opportunita' di prepensionare gli anziani per assumere i giovani hanno prodotto danni economici immensi e anche una sorta di avvelenamento ideologico per tutta la societa' italiana.

I contratti collettivi nazionali italiani prevedono salari miserabili per i neoassunti, che pero' crescono con l'anzianita' di servizio piu' che in altri Paesi.

Scusa Alberto, ma ne sei sicuro? Che la crescita sia superiore al normale?

cercano continuamente di eliminare i propri dipendenti con oltre 45-50 anni per sostituirli con neoassunti

Quando accade dubito fortemente che sia per risparmiare qualche centinaio di euro. Non dimenticare che veniamo da 15 anni in cui c'è stato l'ingresso dei computer negli uffici.

Stavo pensando che c'è un elemento che secondo me ti dà ragione nella querelle in corso, ma con quella frase me l'hai capovolto.

Da che lavoro (sempre nell'industria, ma mai come dipendente) noto due cose (fra le altre):

1) la progressione di carriera è pochissimo evidenziata da progressi in busta paga; è abbastanza normale che una persona con 15-20 anni di carriera venga pagata un 30-50% in più di una persona neoassunta nello stesso settore. A mio avviso il neoassunto vale 2-3 volte di meno di qualcuno con le stesse capacità innate, ma con 15 anni di esperienza in più.

2) il contratto nazionale è praticamente un vangelo per i dipendenti. Se in una trattativa ti senti dire che ciò che prendi è quanto previsto dal Contratto Nazionale, è più facile che te la incarti (senza chiedere superminimi o roba del genere) che non sentendoti dire "Questo è quanto sono disposto a darti".

I punti 1 e 2 rendono il contratto nazionale un ottimo calmiere per le retribuzioni dei dipendenti italiani.

Ovviamente funzionano bene soprattutto se l'impresa ha bisogno di molti dipendenti tutti più o meno uguali fra loro, a cui interessa soprattutto la sicurezza. Per i piccoli che hanno bisogno di poche persone piuttosto flessibili e multitasking, quel tipo di contratto non è di grande aiuto...anzi.

In questo senso pensavo che non avessi tutti i torti a sostenere che le grandi imprese degli anni 60-80 avessero degli accordi più o meno solidi con le sinistre comuniste o cattoliche. Ho sempre pensato che lo statuto dei lavoratori fosse stato scritto con qualche AD Fiat degli anni '60...un po' come Togliatti che mette il concordato nella costituzione.

Secondo me quello che scrivi qui sopra non è esatto per l'industria (mentre amici universitari mi dicono che sia così per voi). Inoltre i casi di prepensionamento che riporti dai giornali del 90-91 si riferiscono a riduzioni nette di personale, non mi pare a sostituzioni. Il primo parla di 5000 contro 1000.

Mi pare che quei casi dimostrino un'altra cosa: che lo stato italiano era ed è sempre ben determinato a negare l'evidenza del fatto che un lavoro esiste finché c'è da lavorare. Non so se è per via dell'art. 1 della costituzione, ma è così.

Nel 90-92 c'è stata una crisi industriale grande più o meno quanto quella di adesso e le imprese dovevano licenziare. E' stato il governo che ha deciso di dare la pensione alle migliaia di licenziati, talvolta convincendo l'impresa a licenziare prepensionare un migliaio di lavoratori esperti in più per assumere un migliaio di ragazzini da sbandierare ai suoi elettori.

I contratti collettivi nazionali italiani prevedono salari miserabili per i neoassunti, che pero' crescono con l'anzianita' di servizio piu' che in altri Paesi.

Scusa Alberto, ma ne sei sicuro? Che la crescita sia superiore al normale?

Certo che ne sono sicuro! Leggi nFA: Perche'_i_salari_degli_italiani_sono_cosi'_bassi? e controlla la prima figura, specialmente il grafico a sinistra.  Queste cose le dovrebbero insegnare a scuola, le dovrebbero raccontare il Sole24Ore e gli altri giornali piuttosto che raccontare favole assortite come fanno usualmente. Uno dei pochi onesti e competenti che nota e discute di questi fatti e' Mario Draghi. Solo alcuni pochi contratti specifici, come quello dei chimici che ferma la progressione a 9 anni, fanno eccezione, ma complessivamente e' come ho scritto, specie nella grande impresa.

A mio avviso il neoassunto vale 2-3 volte di meno di qualcuno con le stesse capacità innate, ma con 15 anni di esperienza in più.

Nelle imprese ad alto valore aggiunto per addetto immagino sia cosi', mentre in molte grandi imprese italiane scarsamente competitive e decotte invece non sanno ne' apprezzare ne' utilizzare proficuamente l'esperienza accumulata dai loro dipendenti.  Ma conta molto anche l'aumento delle retribuzioni per anzianita', alla fine cio' che conta e' quanto un dipendente produce in piu' diviso quanto costa in piu'.

Inoltre i casi di prepensionamento che riporti dai giornali del 90-91 si riferiscono a riduzioni nette di personale, non mi pare a sostituzioni. Il primo parla di 5000 contro 1000.

Normalmente le imprese dimissionano dipendenti nelle fasi di crisi per poi assumere qualche tempo dopo nelle fasi di ripresa. Il caso di assunzione di giovani contestuale a dimissione di anziani e' qualcosa di estremo e demenziale che perfino in Italia c'e' un minimo di pudore ad attuare, per quanto qualche cialtrone ci abbia costruito delle teorie sopra a giustificazione, varianti del modello superfisso.

 

 

Guarda che i prepensionamenti non sono sussidi alle aziende - sono favori ai lavoratori. In un sistema capitalistico moderno sarebbero licenziati e (forse) prenderebbero il sussidio di disoccupazione.

I sussidi sono dati alle imprese o in forma diretta (incentivi, finanziamenti agevolati etc.) o indiretta, riducendo la concorrenza interna o estera e quindi creando rendite da monopolio

Ma tu cosa ti fumi la sera nel tuo studio per credere che Berlusconi sia contro i sussidi? Vogliamo parlare delle leggi pro-Mediaset? O della sistematica difesa dei privilegi dei professionisti contro ogni liberalizzazione?

Per quanto riguarda la Lega, ti ricordo  le quote latte, uno dei peggiori  scandali degli ultimi 10 anni. Gli allevatori infrangono una disposizione CEE per la limitazione della produzione, vengono giustamente multati ed il TUO partito spreca i soldi dei contribuenti per pagargli le sacrosante multe. Ma quelli, si sa, sono  PADANI, mica terroni.

 

 

Guarda che i prepensionamenti non sono sussidi alle aziende - sono favori ai lavoratori. In un sistema capitalistico moderno sarebbero licenziati e (forse) prenderebbero il sussidio di disoccupazione.

Nel sistema italiano i prepensionamenti sono di fatto un sussidio alle aziende, specie quando i prepensionati sono rimpiazzati con neoassunti, contestualmente o dopo pochi anni. In altri sistemi capitalistici dove i licenziamenti sono piu' comuni e accettati che in Italia ci sono norme che impongono licenziamenti collettivi non discriminatori (per esempio non basati sull'eta') e in certi casi impongono addirittura di riassumere per primi i licenziati quando le imprese riassumono dopo aver licenziato per superare una fase di crisi temporanea.  In generale, nei sistemi capitalistici avanzati le norme non consentono alle grandi imprese di licenziare i lavoratori piu' costosi nelle fasi di crisi, addossandone il costo allo Stato in via definitiva, e assumere lavoratori meno costosi o contestualmente oppure superata la fase di recessione economica.

Ma tu cosa ti fumi la sera nel tuo studio per credere che Berlusconi sia contro i sussidi? Vogliamo parlare delle leggi pro-Mediaset? O della sistematica difesa dei privilegi dei professionisti contro ogni liberalizzazione?

Dove ho scritto che Berlusconi e' contro i sussidi in generale e contro i sussidi alle sue imprese in particolare???  Io non fumo.

Per quanto riguarda la Lega, ti ricordo  le quote latte, uno dei peggiori  scandali degli ultimi 10 anni. Gli allevatori infrangono una disposizione CEE per la limitazione della produzione, vengono giustamente multati ed il TUO partito spreca i soldi dei contribuenti per pagargli le sacrosante multe. Ma quelli, si sa, sono  PADANI, mica terroni.

Le multe sono state pagate sempre dallo Stato italiano, ben prima che la LN andasse al potere.  Non mi risulta peraltro che questo governo abbia pagato le multe degli allevatori, sarebbe anche proibito dalle norme UE, ma se mi indichi una fonte attendibile sono pronto ad apprendere.

Le multe sono state pagate sempre dallo Stato italiano, ben prima che la LN andasse al potere.  Non mi risulta peraltro che questo governo abbia pagato le multe degli allevatori, sarebbe anche proibito dalle norme UE, ma se mi indichi una fonte attendibile sono pronto ad apprendere.

Caro Alberto, non capisco.

Prima dici che le multe le ha sempre pagate lo stato, poi mi dici che questo Governo non puo' averlo fatto, perche' e' vietato dalla UE. Probabilmente non fumi, ma anche star troppo attaccato al computer fa male :)

Riguardo alle quote latte, sarebbe interessante approfondire l'argomento (mi sembra che i giornali, assisti o no, non ne abbian parlato molto).

Un inizio per la ricerca potrebbero esser queste dichiarazioni di Valditara:

http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articl...

Ovviamente Valditara e' un furbacchione (attualmente e' centravanti di sfondamento della squadra assista, e quindi alle sue dichiarazioni bisogna farci un po' la tara) ma non penso si sia inventato tutto di sana pianta.

Qualcuno ne sa nulla?

 

Le multe sono state pagate sempre dallo Stato italiano, ben prima che la LN andasse al potere.  Non mi risulta peraltro che questo governo abbia pagato le multe degli allevatori, sarebbe anche proibito dalle norme UE, ma se mi indichi una fonte attendibile sono pronto ad apprendere.

Caro Alberto, non capisco.

Prima dici che le multe le ha sempre pagate lo stato, poi mi dici che questo Governo non puo' averlo fatto, perche' e' vietato dalla UE. Probabilmente non fumi, ma anche star troppo attaccato al computer fa male :)

Mi sto stancando di postare per bene link e citare testi quando chi discute non ha altri argomenti che quello che fumerei e non e' nemmeno capace di mettere un link funzionante in un commento.

Per favore, fuori una fonte attendibile che documenta che questo governo ha pagato le multe per le quote latte (le esternazioni di Valditara sull'universita' non sono una fonte attendibile e sono anche fuori tema).  Non mi occupo di quello che fumano i miei interlocutori, cerco di vedere e capire i loro argomenti (se ne hanno) e come ho gia' scritto sul punto specifico delle multe  pagate da questo governo sono disposto ad imparare, perche' si tratta di un argomento che conosco poco.  Quindi, ripeto, fuori qualche fonte attendibile, e meno ciance su quello che fumo, che sono affari miei.

Per il momento leggiti cosa scrive uno del PD sull'argomento, da http://www.democraticidavvero.it/adon.pl?act=doc&doc=4009:

La lunghissima storia delle quote latte inizia nel 1984, quando la Comunità Europea per far fronte alle eccedenze del latte e dei suoi derivati, decide la regolamentazione della produzione attraverso quote. All'Italia furono assegnate quote non corrispondenti alla realtà: circa il 50% in meno dell’effettiva produzione.

Da questo "errore", provocato essenzialmente dall'inadeguatezza dell'epoca a rilevare correttamente i dati produttivi, si sviluppano le vicende che negli anni hanno generato la querelle "quote latte", fino ai recentissimi avvenimenti. Infatti, ben presto ci si rese conto che i quantitativi prodotti eccedevano la quota assegnata e cominciarono a fioccare sanzioni dall’Europa. Fino agli anni ’90, l'UE considerò l’Italia come un’unica grande azienda e le multe furono, di fatto, pagate dallo Stato, a fronte di una minor erogazione dei fondi UE a discapito del mondo agricolo. Poi, la Comunità, contestando i dati produttivi comunicati dall'amministrazione avviò il contenzioso.

Dopo un lungo negoziato con gli uffici comunitari, l'Italia è pervenuta nell'autunno del 1994 alla definizione di una soluzione con cui, mentre otteneva una consistente riduzione del prelievo dovuto ed un aumento della quantità nazionale, si impegnava a gestire il regime secondo le nuove regole comunitarie.

[...]

al ministro Zaia, da una parte, va riconosciuto di aver affrontato questa annosa vicenda, prendendo giustamente spunto dalla riassegnazione di quote vere all’Italia

e da repubblica.it, accordo-sulle-quote-latte-addio-multe-per:

Repubblica — 21 novembre 2008   pagina 22   sezione: ECONOMIA

BRUXELLES - Sul finire di una lunga notte a Bruxelles sono sparite le quote latte, l' incubo che da tre decenni toglie il sonno al settore lattiero caseario italiano. Basta con tetti, multe e proteste che nel corso degli anni hanno raggiunto forme e dimensioni clamorose. Il tutto al termine di un negoziato fiume di 18 ore che ha impegnato i ministri Ue dell' agricoltura fino all' alba di ieri. L' Italia ha ottenuto un aumento di 600 mila tonnellate all' anno sulla produzione di latte, cifra che dovrebbe essere sufficiente a contenere tutta la mungitura nazionale. Una vittoria per molti osservatori storica. La battaglia si è aperta a maggio, quando i governi dell' Unione europea hanno iniziato a negoziare la mini-riforma della politica agricola comune chiamata a legare i prezzi agricoli alle leggi della domanda e dell' offerta. Il ministro dell' agricoltura, il leghista Luca Zaia, ha subito puntato sulle quote latte: da troppi anni le stalle italiane producono più di quanto permesso dall' Ue, dovendo poi pagare centinaia di milioni di multe all' anno e lasciando che il resto del fabbisogno venga coperto da latte importato. Ebbene, alla fine della maratona negoziale partita mercoledì a Bruxelles l' Italia è l' unico Paese ad avere ottenuto un incremento immediato del 5-6% delle quote a sua disposizione (il nuovo regime partirà dal primo aprile 2009), mentre gli altri si dovranno accontentare di un graduale aumento dell' 1% annuo fino al 2015, quando le quote verranno definitivamente abolite. Certo, le multe del passato dovranno essere pagate, ma il nuovo tetto dovrebbe essere in grado di assorbire quello che fino ad oggi è stato un surplus di produzione regolarmente multato.

Considero quanto citato sopra documentazione attendibile sul tema quote latte.  Ripeto la richiesta di fonti attendibili a sostegno delle tesi di chi ha introdotto l'argomento "quote latte".

Mi sto stancando di postare per bene link e citare testi quando chi discute non ha altri argomenti che quello che fumerei e non e' nemmeno capace di mettere un link funzionante in un commento.

Caro Alberto,

                  riguardo al link non funzionante, ti riferivi a me? Ti riferivi al fatto che non fosse cliccabile (ho provveduto) o non funzionava del tutto?

A me (firefox su ubuntu) funziona, ma a volte non tutti i sistemi funzionano alla medesima maniera.

Comunque la domanda non era indirizzata a te personalmente, e non era retorica.

Per favore, fuori una fonte attendibile che documenta che questo governo ha pagato le multe per le quote latte (le esternazioni di Valditara sull'universita' non sono una fonte attendibile e sono anche fuori tema).  Non mi occupo di quello che fumano i miei interlocutori, cerco di vedere e capire i loro argomenti (se ne hanno) e come ho gia' scritto sul punto specifico delle multe  pagate da questo governo sono disposto ad imparare, perche' si tratta di un argomento che conosco poco.  Quindi, ripeto, fuori qualche fonte attendibile, e meno ciance su quello che fumo, che sono affari miei.

Mi unisco alla richiesta: anche io non ci capisco molto della vicenda "quote latte", per questo ho chiesto delucidazioni (questo e' un blog su cui bazzicano persone esperte, non mi sembra una domanda fuori luogo).

Sul fatto che Valditara non sia affidabile, concordo in pieno con Alberto (e lo avevo gia' scritto, comunque). A me interessa sapere quanto c'e' del vero in quel che dice. Se qualcuno dimostra che sono tutte palle (o piu' probabilmente, una rappresentazione distorta di vicende reali) sarebbe comunque un'informazione molto istruttiva (a volte e' piu' utile liberarsi da notizie biased piuttosto che acquisirne di nuove).

 

Alberto, sei partito per la tangente per cui questa è l'ultima mia risposta visto che o giriamo in circolo o discutiamo dei massimi sistemi e la questione iniziale, che era una questione puntuale, è svanita.

Molte delle cose che riporti sono fatti veri, ma dai ad essi interpretazioni e valenze che non stanno né in cielo né in terra. Per questo, un tot di commenti fa, ti ho chiesto QUALE sia la tesi politica che stai avanzando. Continua a sembrarmi oscura. L'unica che intravvedo è una difesa impossibile di una purezza leghista (cum BS quando serve) che proprio non corrisponde ai fatti, e che con i fatti che citi nulla ha a che vedere.

Vedo che Giovanni Federico ha già provato a  farti capire che i prepensionamenti sono regali ai lavoratori e frutto di richieste sindacali, ma tu insisti a dire che sono regale alle aziende. È un'affermazione assurda, come i mille casi di aziende che chiudono e dove si "risolve" il problema occupazionale (ossia: i dipendenti dovrebbero trovarsi un altro lavoro, magari altrove, ma non vogliono quindi c'è un "problema occupazionale" ...) con il prepensionamento di massa. Non ho capito in questi casi, che sono la norma, cosa ci guadagni l'azienda: chiude comunque. Non ho neanche capito perché ad una Pirelli (per dire) dovrebbe convenire avere una struttura salariale basata tutta sull'anzianità visto che i suoi concorrenti esteri non ce l'hanno. In media queste aziende, quando han potuto, son fuggite per evitare quei contratti, appunto. La FIAT di Marchionne è solo un altro esempio. Infatti la risposta che dai a GF mostra che non hai capito come funziona il mercato del lavoro in un paese dove non vi sia potere sindacale supportato dai politici. Le cosidette "norme anti discriminazione" sono, anch'esse, "conquiste" sindacali. Ma lasciamo stare, tanto è irrilevante per la questione che stavamo discutendo.

Ciò che è RILEVANTE è che i prepensionamenti, la CIG e tutto il resto valgono per TUTTE le aziende italiane, tutte. Ed a tutte si applicano. Per cui, delle due l'una: o tu sostieni che l'imprenditoria italiana è di sinistra ed anti-BS o l'intero argomento diventa irrilevante. Il sistema italiano (che BS e LN si son ben guardati dal modificare da 16 a questa parte) sussidia i garantiti (siano essi imprese o lavoratori, fa lo stesso) indipendentemente dal fatto che siano (nello strano sistema di scatolette che ci vuoi imporre) di "sinistra" o di "destra". Fine, ed il caso è quasi chiuso.

Manca un pezzo: QUESTO governo, con in testa il vero capo della LN (Giulio Tremonti) ha usato a man bassa la CIG e l'ha difesa. Tanto che sino all'altro giorno Voltremont e compari, inclusi i LN, sostenevano che i CIG non sono disoccupati ... ora han scoperto che lo sono! Idem per il precedente governo BS con prepensionamenti. Quindi, non vedo alcun ATTO da parte della LN teso ad eliminare o anche solo ridurre questi strumenti che tu consideri "sussidi di stato" ad industriali padani di sinistra nemici della LN. Ora l'argomento a me sembra chiuso.

CdS. Qui siamo all'estremo. Potrei argomentare che, proprio a causa di quell'endorsement, Mieli ha perso il posto, ma non lo faccio anche se sarebbe equivalente a seguire la tua stessa logica. Il CdS appoggia i governi, da sempre. La FIAT pure, da sempre. Quando c'era da appoggiare BS l'hanno appoggiato. Non appoggiano la LN? No, non l'appoggiano. È per questo che ce l'hai con loro? Comprensibile, visto che sei un fan della LN. Ma tra questo e teorizzare che sono di sinistra c'è un mare. La conclusione è, quindi, che a UNA PARTE del capitale del Nord non piace la LN: embé? Cos'è, obbligatorio? Dal 2000 circa non piace neanche a me, pensa un po'! Ad un'altra parte dell'imprenditoria del Nord invece piace. Ora sta a te provare che piace solo ai produttivi e non piace agli assistiti e questi sono tutti di sinistra ...

A meno che anche tu non abbia adottato la regola di BS secondo cui chiunque non l'appoggia è comunista. Perché, oramai, questa parte del tuo argomento a questo si riduce.

Poi viene la parte di pura fantasia. A leggere la tua frase sembri suggerire che LN e BS sarebbero gli anti-statalisti e non proni ai sussidi. Io mi domando: dove vivi? All'atto dell'elezione, proprio per le grida leghiste, BS ha messo in atto uno dei peggior casi di sussidio di stato dell'ultimo ventennio, creando la nuova Alitalia. Con chi l'ha fatto? Con una dozzina di grandi imprenditori italiani, tutti padroni di grandi imprese (tutti di "sinistra" nel tuo fantastico mondo) tutti sussidiati sia direttamente con Alitalia sia indirettamente nei mesi a venire a mezzo di concessioni statali. Tutto questo chi l'ha fortemente voluto? LN e BS!!

La Regione Lombardia pratica una politica estesa e diffusa di sussidi alle imprese locali, eppure è la regione della LN, o no? Per verifiche, visita il sito della regione. Idem per le quote latte, grande bandiera leghista (sui pagamenti delle multe fai affermazioni erronee, vedi qui).

Infine, tutta l'ultima parte del tuo post con tutte le citazioni è puramente ortogonale alla discussione. Cosa vuoi provare? Mi sembri avere riconosciuto che, fra i grandi sussidiati dello stato, BS primeggia. Ho mai detto che era l'unico? NO. Ce ne sono anche molti altri? Si'. Quindi? Quindi nulla. Molti dei sussidiati sono amici e supporters suoi, altri no. Sono capitalisti, si fanno la guerra, è normale. Le alleanze si fanno e si disfanno. It's boardroom power, non c'entra nulla essere di sinistra o meno: cercano di controllare aziende con pochi investimenti. Entrare in Mediobanca dà potere, chi è dentro cerca di tener fuori chi ci vuole entrare. Capitalismo normale, in salsa italiana. BS è parte integrante del medesimo, da trent'anni almeno.

Vuoi altrimenti sostenere che ci sono i contratti di lavoro e la LN e BS non li vogliono mentre la grande industria di sinistra sì? Che le imprese italiane ricevono aiuti statali da sempre ed a iosa ma che LN e BS hanno cercato di eliminarli? Che lo scambio fra imprese e governi è quotidiano ma LN e BS si sono rifiutati? Spero vivamente di no. Quindi? Quale sarebbe la rilevanza di tutte quelle citazioni per la questione di fondo, ossia la natura parassitario-statalista, tanto quanto i loro precedenti, di BS e LN?

Alberto, questa è nFA! Queste cose le spieghiamo da qualche decennio, da ben prima del blog! Il punto non sta certo lì! Il punto, almeno in questa querelle, sta altrove:

Forse che la LN e BS hanno fatto QUALCOSA di concreto, in 16 anni, per cambiare questa situazione? No, anzi l'hanno peggiorata come abbiamo potuto verificare! Da anni la LN chiede addirittura DAZI sul commercio per proteggere le imprese a lei vicine! Se non ci sono i dazi oggi in Italia è solo grazie alla "comunista" UE, fosse per la LN ci sarebbero!

Quindi, mi spieghi di cosa parli quando t'inventi questa artificiale distinzione fra degli imprenditori "assistiti e di sinistra" ed una coalizione alternativa, BS+LN, che vorrebbe la fine dell'assistenzialismo, la concorrenza e tutte quelle belle cose lì e che è osteggiata dal terribile padronato italico alleato al PD ed ai sindacati? I fatti mostrano che la coppia LN+BS (con Voltremont come collante) è la coppia più parassitica, statalista, pro-sussidi, anti mercato ed anti concorrenza degli ultimi 20 anni. End of story!

Ciò che è RILEVANTE è che i prepensionamenti, la CIG e tutto il resto valgono per TUTTE le aziende italiane, tutte. E

Quanto scrivi non e' corretto. I prepensionamenti e la CIG in deroga sono sostanzialmente decisioni politiche, tanto e' vero che 1) le imprese le chiedono (strano che le chiedano se a loro non conviene come sostieni tu assieme a GF) 2) i politici decidono, quasi sempre per quel che so concedendo meno di quanto richiesto, e comunque facendo scelte impresa per impresa, con un mare di criteri entro i quali trova ampio margine l'arbitrio politico, italian style 3) sindacati e opposizioni tipicamente protestano criticando chi decide e chiedendo di piu' (strano che lo facciano se tutto fosse automatico, imparziale e valido equamente per tutti come apparirebbe da come descrivi la materia tu).

 

 

I fatti mostrano che la coppia LN+BS (con Voltremont come collante) è la coppia più parassitica, statalista, pro-sussidi, anti mercato ed anti concorrenza degli ultimi 20 anni. End of story!

condivido entusiasticamente, però sarebbe interessante capire quale mutazione genetica avrebbe colpito la Lega dal '93 quando Lei pensava che fosse una alternativa o il meno peggio. Come dice la saggezza popolare, dai frutti conoscerete l'albero, il buongiorno si vede dal mattino and so on.

PS sugli ammortizzatori sociali: e ti credo che ci hanno pompato soldi e hanno negato che i CIG siano disoccupati... le manifestazioni dei disoccupati e le percentuali di disoccupazione non fanno un bell'effetto sugli elettori. E rifinanziare la cassa integrazione è più facile che inventarsi politiche efficaci per le imprese e il mercato del lavoro.

 

Il CdS appoggia i governi, da sempre. La FIAT pure, da sempre. Quando c'era da appoggiare BS l'hanno appoggiato. Non appoggiano la LN? No, non l'appoggiano. È per questo che ce l'hai con loro? Comprensibile, visto che sei un fan della LN. Ma tra questo e teorizzare che sono di sinistra c'è un mare.

Mi stai esaurendo su questo tema... Dove avrei scritto che il CdS e' di sinistra???? Bel modo di discutere, inventare le tesi altrui.

Il CdS e' organo di propaganda e disinformazione al servizio degli imprenditori assistiti che scelgono il PD, e in subordine Fini e Casini (quindi sia CS che CD), unicamente perche' ritengono questi partiti i migliori alleati per ricevere protezione, sussidi e aiuti statali. Quello e' il loro interesse primario, altro che sinistra, complessivamente sono gli eredi dei fan di Bava Beccaris, hanno incassato la spesa pubblica fascista, dubito che siano molto cambiati, per fortuna i tempi sono cambiati anche se non abbastanza.

Ti riassumo per l'n-sima volta come la penso su questo tema.  I grandi imprenditori assistiti sono in maggioranza contro BS, per ragioni loro, forse perche' BS li batte nello sfruttamento dello Stato a suo vantaggio, magari hanno anche ragione e per diversi aspetti li si puo' ritenere migliori di BS, sta di fatto pero' che sono in maggioranza contro BS e sono in maggioranza contro la LN che si oppone ai sussidi alla grande impresa. 

Gli assistiti non sono ne' di destra ne' di sinistra, sono per i sussidi e la protezione di Stato a loro favore. Gli va bene che la TAV costi in Italia 3-6 volte di piu' che in Francia, Germania e Spagna: incassano loro.  Non gli importa molto delle tangenti, dei lussi dei vertici romani, della spesa clientelare al Sud, purche' tutto cio' non riduca i loro interessi personali, specificamente oltre alle commesse pubbliche protezioni e aiuti di Stato, eventualmente anche tramite aiuti al Sud lasciando colare una parte del grasso in quei posti.

Nella situazione politica recente, ritengono che corrisponda meglio ai loro interessi il PD, e in subordine Fini e Casini. Sono disposti ad accomodamenti temporanei col CD e con BS in particolare (Ruggiero, Quadrio Curzio) quando non hanno altra scelta. Ovviamente incassano qualunque cosa arrivi anche dal CD, ma continuano a ritenere sul lungo termine che saranno piu' garantiti col PD, e in subordine da Fini e Casini, e usano i mezzi a loro disposizione per avvantaggiare i primi e per danneggiare BS+LN.

C'e' stato o non c'e' stato l'endorsement ufficiale del Corriere della Sera a favore del PD e in subordine a Fini e Casini? Se il CdS fosse governativo come scrivi, perche' avrebbe dovuto fare quell'endorsement esplicito contro il ~40% dello spettro politico del Paese?

 

complessivamente sono gli eredi dei fan di Bava Beccaris

scadiamo nel ridicolo

e sono in maggioranza contro la LN che si oppone ai sussidi alla grande impresa. 

vabbé, Alitalia ce la siamo sognata la notte e comunque "go ahead, make my day": Non diamo più il centesimo alla Fiat, poi ai subfornitori che non vedono più un euro glielo vai a spiegare te che è per il loro bene. In quanto li fai i cento metri?

 

Gli va bene che la TAV costi in Italia 3-6 volte di piu' che in Francia, Germania e Spagna: incassano loro. 

e voi state nel governo che vuol far chiudere Report quando rende pubblico questo andazzo

i lussi dei vertici romani

invece il Trota campa a pane e cicoria e vive in un tugurio

 

C'e' stato o non c'e' stato l'endorsement ufficiale del Corriere della Sera a favore del PD e in subordine a Fini e Casini? Se il CdS fosse governativo come scrivi, perche' avrebbe dovuto fare quell'endorsement esplicito contro il ~40% dello spettro politico del Paese?

 

Bell'esempio di marxismo volgare: pensi che il CdS sia unicamente un megafono della classe dominante che pedissequamente ripete la linea del padrone? Un filo di autonomia della sovrastruttura no, eh?

Appunto, contro il 40% dello spettro politico del paese: che se l'aritmetica non è un'opinione è una minoranza visto che il 60% non è d'accordo. E oltre al dato numerico, vogliamo parlare della qualità della leadership e della performance? Pressione fiscale invariata, ministre che si danno della "cagna" in pubblico, debito pubblico in aumento, SB ormai patologico, Calderoli che si crede il Montag di Farenheit 451 e brucia le leggi inutili, amministrazioni locali che cacciano fuori ordinanze cervellotiche: tre anni buttati, ce n'è abbastanza da dare un endorsement a chiunque altro, anche ad Attila l'Unno, ai barbari di Kavafis e al canaro della Magliana, piuttosto che a loro.

 

 

 

 

 

 

La conclusione è, quindi, che a UNA PARTE del capitale del Nord non piace la LN: embé? Cos'è, obbligatorio? Dal 2000 circa non piace neanche a me, pensa un po'!

 

direi che l'idea è quella: se vivi al nord devi votare Lega sennò sei un traditore fascio-centralista-comunista probabilmente sanguemisto della patria Padana. Non tanto solo la CSU in salsa italiana (che poi è CL-CdO, vedi Statera su Affari & Finanza di oggi), ma un populismo a torsione e vocazione totalitaria.