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Lega Nord, da cura a cancro

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Ma il tradimento dei berlusconidi era già in campo. Quindi ce n'è per l'asino e per chi lo mena.

Mi sembra che nessuno neghi che la Lega ha subito un'involuzione "statalista", tuttavia consolidandosi, così come pochi negano che la proposta originaria della Lega (secessione o federalismo), che è in campo ancora oggi, individua l'unica strategia realistica per salvare l'Italia dalla rovina.

Ti rifaccio quindi la domanda che facevo a Marcello. Fra poco ci saranno le elezioni e io voterei per il partito di Mimmo Pagliarini, se ci fosse. Ma siccome non c'è, e non considerando l'astensione, per chi dovrei votare se non per la Lega? 

Messa così la risposta c'è già perché mi chiedi di scegliere da un set dove c'è solo un elemento.

Ma la mia risposta è: questa LN non vuole né federalismo né secessione. Vuole solo essere la CSU del Nord Italia, ma con tutte le caratteristiche negative dell'Italia, però. Insomma, vuole essere la casta del Nord.

La mia personale opinione è: lavorate/iamo per farne un altro, di partito. Liberale e federalista per davvero. Utopia? Forse, ma meglio che farsi prendere per i fondelli. Tanto, fra farsi prendere per i fondelli e perseguire un risultato utopico la differenza è che, nel secondo caso, almeno sai cosa stai facendo.

Ci ho provato, il giorno della costituzione del Movimento Federalista Sardo ho rinunciato ad entrare, visto che il movimento doveva  essere ispirato alla LN doveva avere delle estensioni allo statuto e regolamento della LN, ma non delle modifiche sostanziali.

Peccato che molti non sapevano neanche cosa c'era scritto (mica male per un movimento che vuole iniziare ispirandosi alla LN, io ero l'unico che l'aveva letto oltre alla persona che doveva redare quello nostro) e sono rimasti stupiti dal contenuto della voce 7 dell'articolo 4 del regolamento LN, io che volevo riportarlo integralmente mi sono trovato isolato a questo punto ho ritenuto di neanche iniziare.

Adesso il movimento si è svuotato in quanto un gruppo  è confluito in un nuovo partito che si candiderà alle elezioni comunali del prossimo anno, ma l'idea per me è sempre "utopisticamente" percorribile, ma al "meno peggio" no, ho detto basta da parecchi anni.

Ma la mia risposta è: questa LN non vuole né federalismo né secessione. Vuole solo essere la CSU del Nord Italia, ma con tutte le caratteristiche negative dell'Italia, però. Insomma, vuole essere la casta del Nord. La mia personale opinione è: lavorate/iamo per farne un altro, di partito. Liberale e federalista per davvero. Utopia? Forse, ma meglio che farsi prendere per i fondelli. Tanto, fra farsi prendere per i fondelli e perseguire un risultato utopico la differenza è che, nel secondo caso, almeno sai cosa stai facendo.

Condivido la sostanza dell'analisi (nel mio piccolo, la ripeto da anni anch'io, la lega nord sta al federalismo come il fascismo all'onesto patriottismo: associandosi ad esso, rischia di sfracellare anche la parte buona dell'idea, e, perse tutte le istanze apparentemente innovative e libertarie dei primi momenti, si cristallizza nel voler ricreare in piccolo una caricatura dello stato italiano con tutti i suoi peggiori, a mio parere, difetti).

Stando dall'altra parte dell'oceano pero' forse non si nota bene l'aspetto "micro" della questione, quello meno documentato e documentabile, cioe' il timor panico che ha scatenato il terzetto prodi-visco-padoa-schioppa con contorno di spauracchio vetero-comunista del precedente governo fra le piccole realta' economiche, quelle che non scrivono di certo sui blog, che sono moltissime, e votano. Come i tedeschi di Weimar, credo che molti nordici della piccola-media impresa preferiscano anche Hitler piuttosto che ripetere un'esperienza simile, quella delle "tasse che sono bellissime", o la tragicomica pantomima del "tesoretto". E devo dire, adesso come allora, giustamente, dal loro punto di vista economico, nell'hic et nunc. Chi le tasse le paga davvero, tutte, e di tasca propria, e' strozzato, e le odia. Per non parlare delle normative, schizzate, sempre piu' fuori dalla realta', per non dire fuori di testa, perlomeno per chi fa di tutto per cercare di rispettarle. Prima il vivere, anzi il sopravvivere, poi il filosofare, e i margini di manovra, del sopravvivere, sono sempre piu' risicati.

C'e' una spaccatura sempre piu' profonda, una incomunicabilita' sempre piu' acuta, fra la parte "teorica" del paese, quella che dovrebbe indirizzarlo e governarlo, che vive in un suo mondo postmoderno di fantasia, e quella "pratica", che si sporca le mani.

Molte piccole e micro imprese di mia conoscenza condividono non la lettera ma lo spirito dei commenti della terribile pagina indicata sotto, e sono convinte in effetti come sostiene Saviano di essere sotto scacco della mafia, che riconoscono pero', e su questo Saviano forse avrebbe una sorpresa, lui che lo agogna, nello Stato italiano:

http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=9557:in-veneto-si-moltiplicano-le-aziende-pronte-a-lasciare-litalia&catid=1:latest-news

La lega raccoglie voti cosi', forse non solo per merito suo, dobbiamo convenire. (il gestore del sito indicato sopra, Leonardo Facco, e' un ex-leghista deluso e arrabbiatissimo, per un periodo mi pare addirittura responsabile della pagina culturale della Padania)

Solo per precisare, per quanto riguarda Alitalia, come per i tassisti romani, a quel che ne so per conoscenza diretta di gente che vi "lavora", trattasi di tradizionali serbatoi di voto dell'MSI. Da cui la retorica della "compagnia di bandiera". E l'altra volta, quando era certa la vittoria ampia di Prodi con contorno di ecologisti rottamatori, se non ricordo male le azioni Fiat presero stranamente a volare... Berlusconi in effetti e' riuscito nel "miracolo" di mettere insieme il diavolo e l'acqua santa, AN e LN, faustianamente solleticandone, suppongo, la brama di potere e null'altro, che peraltro e' cio' che resta della politica italiana. Avranno considerato anche loro che stare all'opposizione e' peggio, nella sclerotizzata, fideistica e anacronistica polarizzazione italiana che resta sempre "comunisti" vs. resto del mondo (raccomando Ricolfi, Perche' siamo antipatici). Ma qua di anacronismi ne abbiamo da vendere, non e' certo l'unico, pensiamo alla lentezza pachidermica di adattamento ai tempi della Chiesa, altra iattura (tale lentezza, di tale importantissima istituzione) per il nostro paese in questo mondo frenetico.

(ps. sono un tuo quasi compagno di liceo, solo un pelo piu' giovane, so che odi l'anonimato, ma d'altra parte essendo io uno che non vale nulla, il fatto di non avere un nome se non di fantasia puo' essere appropriato - ve lo scrivero' in privato, senza farvi perdere tempo per voi importante, quando c'e' piu' calma :)

 

Come i tedeschi di Weimar, credo che molti nordici della piccola-media impresa preferiscano anche Hitler piuttosto che ripetere un'esperienza simile, quella delle "tasse che sono bellissime", o la tragicomica pantomima del "tesoretto". E devo dire, adesso come allora, giustamente, dal loro punto di vista economico, nell'hic et nunc. Chi le tasse le paga davvero, tutte, e di tasca propria, e' strozzato, e le odia

e com'è che le normative cervellotiche non le ha cambiate nessuno e la pressione fiscale è uguale a quella di Visco?

(PS, il tizio che augura morte, suppongo lenta e dolorosa,  all'ispettore dell'ASL e ai suoi figli si rende conto che le ASL dipendono dalla Regione, che in Veneto è diretta da quelli che ha votato lui? L'altro tizio che si è preso la multa di ottomila euro, glielo aveva ordinato qualcuno di scrivere cose che non doveva/poteva scrivere? Una telefonata all'associazione di categoria, prima, no?)

 

, e non considerando l'astensione, .......

Per quale motivo?

Si parla sempre delle motivazioni e delle percentuali di chi non va al voto, ma una analisi sulle persone che vanno a votare  il "meno peggio" mi piacerebbe vederla, ma si va in crisi di astinenza se non voti?

 

Nessuna astinenza, non sarebbe la prima volta che non voto e, ripeto che, se ci fosse un Pagliarini, lo voterei e sarei anche disposto ad appoggiarlo più fattivamente. Io non sono capace di fondare un partito e facevo appunto una questione di "meno peggio" tra quelli in campo.