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Lega Nord, da cura a cancro

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Ecco, se il nord fa la secessione che succede in termini pratici?

In Cecoslovacchia hanno risolto tutto pacificamente e speditamente, e con vantaggio di entrambi gli Stati eredi. In Slovenia poi non si ricordano nemmeno della Yugoslavia ed economicamente tra poco superano l'Italia. Certo, rispetto all'Italia quelli sono Paesi civili e avanzati, ma si puo' sempre andare la' a studiare e imparare. Personalmente spero che non si arrivi alla secessione, e che che si faccia un federalismo serio.  Purtroppo l'incompetenza e la disonesta' delle classi dirigenti italiane sembrano incompatibili con una riforma federale seria, per cui ritengo che a meno di miracoli si dovra' passare per una secessione o una seria e credibile preparazione della stessa.

Si, pero' di fatto non avete delle risposte pratiche.

La separazione della Cecoslovacchia e' avvenuta al di fuori della comunita' europea. Cechi e slovacchi, inoltre, avevano due lingue differenti (seppur dello stesso ceppo slavo e simili) e due identita' culturali meglio definite. Se la disomogeneita' linguistica sul territorio Italiano 150 anni fa doveva essere sicuramente notevole, questo non e' piu' vero al giorno d'oggi. A seguito dei flussi massicci sud nord, poi, una buona parte dei piemontesi e dei lombardi ha origini e parenti al sud. Tra le grandi regioni del Nord, forse l'unica con un minimo di identita' culturale propria e' il Veneto.

Tutto questo non creerebbe grandi problemi se entrambi i prodotti dell'ipotetica successione aderissero alla comunita' europea. Ma questo non e' per nulla scontato (a suo tempo Bruxelles fece sapere che una Scozia indipendente si sarebbe inizialmente trovata fuori dall'UE). In caso contrario si creerebbero un sacco di disagi di difficile soluzione. Ad esempio, i cittadini di un Sud extracomunitario non potrebbero avere la libera circolazione in un Nord che aderisce a Schengen. Le centinaia di migliaia di ex-cittadini italiani residenti nell'europa comunitaria andrebbero incontro ad enormi problemi burocratici.

Comunque, secessione per secessione, io preferirei un Piemonte francese ad uno padano, per dirne una.

La separazione della Cecoslovacchia e' avvenuta al di fuori della comunita' europea. Cechi e slovacchi, inoltre, avevano due lingue differenti (seppur dello stesso ceppo slavo e simili) e due identita' culturali meglio definite.

Per favore non fantastichiamo senza conoscere i dati.  Ho parlato in passato con cittadina slovacca di Bratislava, che insegna di slovacco al liceo, moglie di un conoscente, che mi ha detto che le lingue sono praticamente uguali. Capisco che ti stia antipatica la secessione, ma sono sicuro che puoi trovare mille altre ragioni piu' valide per opporti piu' seriamente piuttosto che tirare in ballo le differenze tra ceco e slovacco, tantopiu' che le informazioni su questo sono disponibili facilmente su web, e dicono  http://en.wikipedia.org/wiki/Differences_between_Slovak_and_Czech_languages:

Linguistically, the Czech and Slovak languages form a language continuum

Si tratta dello stesso popolo linguisticamente, solo che la Slovacchia e' stata sotto l'Ungheria e la Boemia e' stata sotto gli Asburgo, prima della creazione dell'impero austro-ungarico, quella e' praticamente l'unica differenza.

Alberto, che ceco e slovacco siano due lingue molto simili lo so anche io. Resta il fatto che se sono classificate come due lingue differenti un motivo ci sara'. Lo stato stesso si chiamava Ceco-slovacchia, che e' un po' come se noi ci si chiamasse Borbon-padania o qualcosa di simile con celti e magna grecia. Ma naturalmente non e' cosi' perche' il concetto di stato padano non e' mai esistito prima degli anni '80, e i richiami alla tradizione celtica sono semplicemente demenziali. Inoltre - correggimi se sbaglio - immagino che la popolazione della ex-cecoslovacchia fosse catalogata come di lingua ceca o di lingua slovacca, cosa che deve avere facilitato la separazione. Hai dei dati attendibili sui flussi migratori all'interno della cecoslovacchia?

Comunque il nodo fondamentale resta l'adesione alla UE.

 

 

Comunque il nodo fondamentale resta l'adesione alla UE

 

a pensar male s'indovina: col combinato disposto Voltremont-Bossi mi immagino uno scenario di questo tipo: la Padania NON entra nella UE (hai presente i "biechi burocrati relativisti di Bruxelles non eletti dal popolo che vogliono l'uguaglianza per i negri e i culattoni e si oppongono alle nostre radici cristoceltiche"?); dichiara di non riconoscere il debito pubblico ex-italiano; cambia moneta per fare una svalutazione competitiva e mette dazi protettivi su tutte le importazioni, specialmente cinesi*. Questo scenario inoltre non vincolerebbe il nuovo stato all'osservanza della Carta dei Diritti dell'UE, e quindi mano libera per trattare come si deve gli eventuali dissidenti "lealisti".  

*non mi invento niente, sono cose che esponenti della Lega hanno detto, quindi è ragionevole supporre che senza i freni oggi esistenti proverebbero a farlo

 

dichiara di non riconoscere il debito pubblico ex-italiano

Oddio, considerato che mi sa che i supposti padani detengono buona parte del debito pubblico italiano non mi sembra un'idea molto percorribile. Per il resto, temo che sull'uscita dalla UE e sulla svalutazione del tallero padano molti leghisti si troverebbero d'accordo.

I effetti ad una ipotesi di ripudio del debito pubblico italiano fatta da un leghista avevo fatto la stessa osservazione, cioè che i primi che l'avrebbero preso in quel posto sarebbero stati i piccoli risparmiatori padani, mi  stato risposto che si sarebbe ripudiato solo il debito posseduto da "stranieri" come se la cosa fosse facile e attuabile....

allora l'hanno detto per davvero...

beh, si potrebbe fare così: i titoli posseduti da persone fisiche  e da banche e finanziarie di nazionalità non padana vanno in default  ("I BOT comprati dai parassiti terroni e pagati con i nostri trasferimenti e quelli posseduti dalla Finanza Speculativa Internazionale Che Affama Il Popolo adesso sono carta straccia...glielo abbiamo messo in quel posto!"), quelli posseduti da cittadini padani sono convertiti forzosamente in titoli di debito pubblico padano a bassissimo interesse e lunghissima durata, e chi si lamenta è un agente interno del nemico centralista e magari complice dell'Eurasia...pardon, dell'Islam.

Lo so, è uno scenario distopico che manco Orwell in depressione nera dopo essersi fatto di LSD, ma io ho visto cose che voi umani.., da piazza Fontana all'11 settembre, per cui ci vuole poco a pensare al peggio.

mi  stato risposto che si sarebbe ripudiato solo il debito posseduto da "stranieri"

Certo, ottima idea. Cosi' l'Europa ce la scordiamo per un ventennio ed il tallero padano si svaluta come neve al sole. Ci aspetta un brillante futuro autarchico.