Titolo

Di chi è vittima l'Irlanda?

9 commenti (espandi tutti)

Nell'editoriale di oggi sul Corriere Giavazzi suggerisce di limitare la garanzia UE ad un importo di debito pubblico pari al 60% del PIL. Per esempio, in Italia (debito 116% del PIL) sarebbe garantita dalla UE circa la metà del debito. Brillante idea. Chi decide quale è il 60% di debito da garantire? Salvo trucchetti ignobili (che non riuscirebbero, i mercati non sono stupidi) bisognerebbe dire che, p.es., i BTP 2007-2011 sono garantiti e quelli 2008-2012 no, o i BOT si ed i BTP no. Cosa succederebbe ai debiti non garantiti? Penso che i prezzi crollerebbero, e quindi il tasso di interesse aumenterebbe. Un bel two-tier market ed un incremento del costo medio del debito.

Cosa succederebbe ai debiti non garantiti? Penso che i prezzi crollerebbero, e quindi il tasso di interesse aumenterebbe. Un bel two-tier market ed un incremento del costo medio del debito.

al punto in cui siamo adesso, a vacche scappate, il mercato si aspetta appunto che il debito di istituzioni finanziarie di influenza sistemica abbia ancora garanzia pubblica, ancora più di prima. la calmierazione del costo del denaro, da te prevista, è il vantaggio di questa garanzia, che ha grossi svantaggi però: il moral hazard, appunto.

Forse non mi sono spiegato bene, Giavazzi parla di debito pubblico, non di istituzioni private. In altre parole suggerisce di togliere a parte del debito la garanzia UE. Quindi il costo complessivo del debito aumenterebbe (presumibilmente)

Giavazzi parla di debito pubblico, non di istituzioni private. In altre parole suggerisce di togliere a parte del debito la garanzia UE. Quindi il costo complessivo del debito aumenterebbe (presumibilmente)

non ho spiegato bene io: lo stesso ragionamento, secondo me, vale per il debito privato. il mercato, tramite i suoi indicatori e cioè il prezzo dei corporate bond finanziari , oppure il più esplicito mercato dei cds, esprime la stessa convinzione: anche loro sono garantiti e verranno salvati, come appunto l'irlanda oggi conferma.

questo contiene a valori molto bassi, anche in termini meramente storici, il costo del finanziamento delle banche.è cosa buona? forse che sì, forse che no.

Chi decide quale è il 60% di debito da garantire?

Perché si dovrebbe decidere una cosa del genere? Si garantisce il 60% di ogni debito, non il 60% del totale.

Cosa succederebbe ai debiti non garantiti? Penso che i prezzi crollerebbero, e quindi il tasso di interesse aumenterebbe [...] ed un incremento del costo medio del debito.

E se aumenta il costo medio del debito? Perché l'UE deve garantire per intero spendaccioni come l'Italia? Per mantenere basso il costo del debito, in modo che l'Italia possa continuare a indebitarsi piú facilmente?

Nell'editoriale di oggi sul Corriere Giavazzi suggerisce di limitare la garanzia UE ad un importo di debito pubblico pari al 60% del PIL. Per esempio, in Italia (debito 116% del PIL) sarebbe garantita dalla UE circa la metà del debito. Brillante idea. Chi decide quale è il 60% di debito da garantire? Salvo trucchetti ignobili (che non riuscirebbero, i mercati non sono stupidi) bisognerebbe dire che, p.es., i BTP 2007-2011 sono garantiti e quelli 2008-2012 no, o i BOT si ed i BTP no. Cosa succederebbe ai debiti non garantiti? Penso che i prezzi crollerebbero, e quindi il tasso di interesse aumenterebbe. Un bel two-tier market ed un incremento del costo medio del debito.

non so nulla degli zuccheri di Giavazzi, ma credo che sia tu a prendere un abbaglio.

La proposta si traduce in un rischio di haircut massimo del 40% su tutti i titoli.

Mi sembra una proposta insensata , comunicata nei modi e tempi sbagliati. Per fortuna sono solo chiacchiere di economisti sui giornali.

La proposta si traduce in un rischio di haircut massimo del 40% su tutti i titoli.

 

OK, ma il problema si pone lo stesso. La prospettiva di haircut del 56% (116-60%, è garantito debito   fino al 60% del PIL, non il 60% del debito) è sufficiente per far crollare i titoli italiani e far schizzare i rendimenti

ripeto , per me, sono chiacchiere di economisti sui giornali... come livello, appena sopra le chiacchiere da bar. 

nel contenuto e nel timing per me sono cose decisamente insensate.

ciccioformaggio dice al bar  appena prima del fallimento che si dovrebbe fare un concordato preventivo al 60%.

non si alza o abbassa la probabilità di fallimento, non si alza o si abbassa il costo di un eventuale concordato ... solo aria fritta.