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Di chi è vittima l'Irlanda?

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Per chi non avesse ship of fools a portata di mano, io proprio ieri ne leggevo una lunga ed avvincente  recensione sulla NY rev. of books.

Poi i salvataggi PREVILEGIATI arrivano in gra fretta (addirittura, stavolta, gentilmente IMPOSTI al governo locale), sennò ci smenano le banche tedesche e magari cade pure la Gran Bretagna, too big to fail indeed. Pare che le banche inglesi dipendano più dall'economia irlandese, che dalle sue banche - mentre queste ultime si dice abbiano i link più forti con le banche tedesche: toh che i 2 bastioni del rigore a tutti i costi, del bieco MONETARISMO  e della reazione europea improvvisamente s'addolciscono e bailano out l'Irlanda, in uno slancio di altruismo. Certamente un puro caso.

L'intro di Michele mi trova totalmente d'accordo. Solo una postilla. La  grande banca bacata porta tutto in malora, quando il sovra-sviluppo "bubbled" della Tigre-di-carta si ferma nel 2008, sia per cause internazionali che endogene (la housing bubble locale). 

Ma anche il modello celtico-tigrotto aveva un qualche problema - e non del genere liberismo-apertura e le altre cose che non piacciono a Vendy & Voltry - ossia: era un beggar your neighbour in Europa, ovviamente facilitato dalle ingessature varie, tipo un'impresa inglese passa il canale e vede ridursi il carico fiscale di un ordine di grandezza.

Tutto il conclamato "sistema di innovazione" (l'avevo studiato) era poi rabberciato e poco più di tappeti rossi per le  multinazionali (strategia: venite qui e siete insiders nell'UE), senza cercare di fare ANCHE sistema, in qualche modo. Per carità, non e' che l'Irlanda potesse fare molto altro: ma di qui a proporlo in TUTTO IL MONDO come il modello di politica Schumpeteriana....