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Di chi è vittima l'Irlanda?

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Volevo dire: non c'è bisogno che sia lo stato ad imporre un monopolio per ragioni politiche, anche in un sistema capitalista ove vige la libera concorrenza si può sviluppare nel momento in cui l'azienda X riesce a far fuori tutti i competitors ed a creare una elevata barriera di ingresso per nuovi soggetti. In un mondo globalizzato, si possono creare monopoli (e oligopoli) globali. Airbus/Boeing è un esempio, Microsoft un altro... ma esistono anche molti mono/oligopoli meno noti. Non è detto che queste situazioni nascano da "protezioni politiche": possono anche essere il risultato delle economie di scala, di esigenze di compatibilità con gli standard prevalenti, della distribuzione delle risorse naturali... Ecco cosa dice Wiki.

More to the point è la domanda: fino a che punto il sistema bancario è un oligopolio "naturale"? E fino a che punto non lo sarebbe ma lo diventa grazie alla capacità di controllare la politica? E in questo secondo caso, che fare?

...nel momento in cui l'azienda X riesce a far fuori tutti i competitors ed a creare una elevata barriera di ingresso per nuovi soggetti

Questi qua non è che passano il tempo a girarsi i pollici... da quello che mi raccontano sono dei gran rompipalle e, se è per questo, neppure questi scherzano. Il monopolio naturale è solitamente regolato, e l'oligopolio di questo tipo pure (pensa agli operatori telefonici, anche se i soggetti lo sono in modo differenziato in relazione alla loro dimensione di mercato). Che le banche siano un oligopolio naturale, mi sembra parecchio dubbio. In ogni caso dipende molto dal tipo di attività: sicuramente non è vero per la raccolta; potrebbe esserlo per alcuni impieghi. Ma anche in questo caso non è che la regolazione manchi: potrà essere sbagliata, insufficiente, da rivedere, tutto quello che vuoi. Questo significa solo che sostenere che gli eccessi sono dovuti unicamente al capitalismo sfrenato significa raccontare una verità parziale che fa andare fuori strada perchè omette di ricordare che il regolatore non ha fatto bene il suo lavoro, esattamente quel lavoro per il quale viene pagato.

Cito Boldrin:

"too big to fail" è VERAMENTE una cosa pericolosa ed il rischio morale è VERAMENTE un rischio

Ci sono i too big o no? A me pare di si, ma correggimi se sbaglio. Un mercato dove ci sono i too big, si può definire oligopolistico? A me pare di si, ma correggimi se sbaglio. Il moral hazard legato al fatto che i controllati controllano in qualche misura i controllori esiste si o no? A me pare... insomma hai capito. Quindi mi chiedo di nuovo: che si potrebbe fare?

Cito Boldrin:

"too big to fail" è VERAMENTE una cosa pericolosa ed il rischio morale è VERAMENTE un rischio

Ci sono i too big o no? A me pare di si, ma correggimi se sbaglio.

Ci sono ma spesso sono tali proprio per incoraggiamenti da parte delle autorita': chi ha convinto Bank of America a comprarsi Merrill, o Wells Fargo a comprarsi Wachovia, o  Lloyds a comprarsi HBOS, o... E anche prima della crisi, la consolidazione che in Italia ha portato al quasi-duopolio di Unicredit e Intesa Sanpaolo non e' certo avvenuta contro i voleri di Bankitalia.

Enzo has got a huge point here.

Ogni volta che studio dei fenomeni di concentrazione industriale ci vedo - quasi sempre ma non sempre - la lunga mano della politica.

La politica adora i monopoli, sono più facili da controllare, ricattare, coordinare, mungere, usare, statalizzare, indirizzare, tassare, eccetera. Su questo non ci piove proprio.

Quanto mono/oligo-polio ci sarebbe nel mondo se i fottuti governi non facessero politica industriale è difficile dire (che alla fine anche Adam Smith una certa tendenza l'aveva notata) ma ho la tentazione di dire che il mondo sarebbe più competitivo e meno monopolizzato se i governi si togliessero di mezzo. Nel caso delle banche ho pochi dubbi che così sarebbe.

Io sono un po' lento, ma continua a sfuggirmi come mai questi politici che apparentemente tutto decidono (fusioni, acquisizioni, monopoli...) si accontentano poi di un posto in parlamento, o anche da ministro, e lasciano ai poveracci le posizioni di CEO e simili che garantiscono guadagni di uno o due ordini di grandezza superiori. Devono essere proprio astuti.

E pensa che io credevo che fosse Goldman Sachs ad aver mandato Paulson al governo a curare i propri interessi e scopro che invece, solo da quando e' diventato un politico, si diverte a cosipirare contro il libero mercato... E tutti quei banchieri, poveracci, che si stracciano le vesti per avere un po' di concorrenza devono chinare il capo davanti al politico di turno, che invece adora i monopoli...

Ora mi e' tutto piu' chiaro.

 

 

 

 

 

si accontentano poi di un posto in parlamento, o anche da ministro, e lasciano ai poveracci le posizioni di CEO e simili che garantiscono guadagni di uno o due ordini di grandezza superiori.

IMHO i fattori sono 2:

1) Potere (per dirne una anche se sei il CEO di una grandissima banca non hai il lodo Alfano) (anche se questo punto credo sia tipico di paesi sottosviluppati, come il nostro)

2) Capacità. Per fare il CEO o chi per lui devi saperlo un minimo fare, te lo immagini un quasi premio nobel dell'economia (a caso) che dirige la Apple?

In più credo si debba distinguere i banchieri e i politici da IL banchiere e IL politico.

Nel primo caso i banchieri farebbero volentieri a meno di interferenze politiche e i politici sarebbero ben contenti di fare tutto il lavoro.

Nel secondo caso IL banchiere non vede l'ora di avere IL politico che lo favorisce e IL politico non vede l'ora di giocare a Monopoly col suo amico, solo loro 2 però.

Secondo te chi è più potente? Geithner o Pandit?

Chi ha mai detto che chi ha potere economico non ne voglia di più? Chi ha mai detto che chi ha potere politico non ne voglia di più?

La strana separazione che sembri vedere fra potere economico e potere politico è un artifatto ideologico. Nella realtà non esiste.

La ragione FONDAMENTALE per tenere lo stato lontano dall'economia è proprio questa: rendere il più difficile possibile la commistione (ed il "self-reinforcement") fra potere politico e potere economico.

Ti sei mai chiesto perché BS abbia scelto di diventare un politico, ad un certo punto della sua vita imprenditoriale?

Ti do ragione, anche io non vedo nessuna separazione. A me sembra che il potere economico controlli quello politico, indirettamente (grazie al denaro che ha a disposizione) o piu' direttamente, quando qualche imprenditore o manager diventa anche un politico.

Mi sembrava al contrario, in varie discussioni qui su NfA, di aver sentito spesso contrapporre i politici -ladri, corrotti e incapaci ma inspiegabilmente tanto potenti da essere causa di ogni male- alle sane forze dell'economia, che al massimo fanno qualche danno perche' "gli incentivi sono sbagliati". Mentre sembra che gli incentivi, per i politici, siano sempre irrilevanti...

Su BS, penso che avrebbe potuto ottenere gli stessi, enormi, vantaggi che ha avuto con un controllo esterno della politica, come ai tempo dell'amico Bettino, se non fosse diventato col tempo anche una persona sempre piu' egocentrica e narcisista, che non tollera di non essere sempre al centro del mondo.

L'idea di Lao Tzu secondo cui "il governante piu' alto e' colui di cui i sudditi si accorgono appena" non si addice a Berlusconi...  

 

 

 

 

 

Telegrafico, che è tankgivin ...

- Usi un modello dicotomico, in cui c'è l'economia da un lato e lo stato dall'altro, un po' come patinkin con l'equilibrio reale a cui appendi il velo monetario. Sbagliato, meccanismi di decisione collettiva e di decisione individuale/decentrata si mescolano e compenetrano nella realtà.

- Il problema non è che tutto ciò che è "mercato" (nel senso di fatto dalla proprietà privata individuale) è buono e tutto ciò che è "stato" (nel senso di fatto dalla proprietà pubblica e collettiva con un agente che opera in nome di tutti) è cattivo. Il problema sono i meccanismi e le lore interazioni.

- Vi sono meccanismi migliori di altri per quasi tutte le circostanze e, comunque, ogni problema di allocazione ha soluzioni di diversa qualità a seconda del meccanismo decisionale che si usa.

- Esistono gruppi di interesse, che hanno componenti politiche ed economiche allo stesso tempo. Non so chi controlli chi, a dire il vero. A me pare che, anche trascurando l'anomalia italiana, oggi il potere delle componenti politiche sia così preponderante che attorno ad esse si alleano, allineano e configurano galassie economiche. Quando guardo l'operato di Obama e Zapatero, tutto questo mi sembra ovvio. Ed uso loro due perché partiti con, apparente, zero potere economico e zero gruppi di riferimento. Ma anche Lula in Brasile, stessa cosa ...

- Tenere lo "stato" il più fuori possibile dal "mercato" (ossia, usare certi meccanismi e non altri per allocare risorse) permette, almeno di ridurre la facilità con cui tali coalizioni di monopolio politico-economico si formano.

Mi sembra che si confondano due concetti. Airbus e Boeing sono creazioni statali: le loro risorse sono sotratte a chi saprebbe usarle meglio per sussidiarle (Boeing notoriamente percepisce fondi dalla difesa, su Airbus mi sa che non ci siano dubbi). Microsoft è il risultato delle libere scelte dei consumatori

Mi sa che è un grave errore contare le aziende per decidere se c'è monopolio o oligopolio Forse che i tassisti italiani non sono molti? Ancora una volta faccio davvero fatica a vedere un monopolio o un oligopolio non fondato dallo stato

 

 Microsoft è il risultato delle libere scelte dei consumatori

e io credo anche alla fatina dei denti...

 

Mi sa che è un grave errore contare le aziende per decidere se c'è monopolio o oligopolio

sarà perché ho fatto greco al classico, ma "monos" e "oligos" di solito si definiscono in base all'operazione di contare...sarcasmo a parte, allora trovami un caso empirico in cui esiste un singolo venditore e il comportamento di prezzi, quantità offerte ecc. è uguale a quello di un mercato concorrenziale 

 

 

Per esempio FFSS dimostrano che quando le lagge impone un singolo venditore la libera concorrenza è un miraggio: i prezzi (includendo i sussidi) vanno alle stelle, la qualità alle stalle. MS è il classico esempio al contrario visto che è preferitopersino a prodotti gratuiti. Come vedi contare le aziende non vuol dire nulla, è la competizione che decide quante aziende esistono in un mercato libero

Chi fa il classico sa anche che oltre all'etimologia c'è la semantica

Boh... non sono proprio sicuro che MS sia un buon controesempio perché

1) opera in un mercato con esternalità di rete, in cui cioé (fra le altre cose) essere il primo ad entrare sul mercato da un vantaggio competitivo tale da rendere estremamente complicata la concorrenza da parte di altri.

2) forse qualche aiuto dalle autorità pubbliche l'ha avuto e continua ad averlo (almeno se questa notizia è vera)

Non vorrei fare il talebano, ma Microsoft è un monopolio perché la gente è contenta di pagare per un sistema operativo vecchio e inefficiente.

A me Microsoft sembra un gigantesco problema di assimmetria informativa, quando tra l'altro l'informazione esiste ed è facilmente reperibile via internet.

 

Come vedi l'assimetria informativa è una balla ciclopica: lo sanno anchei sassi che Linux è gratuito o Leopard non si pianta mai e non ha virus

Piuttosto la qualità è soggettiva e la gente comune preferisce qualcosa di semplice, intuitivo che costa poco, facilmente disponibile magari preinstallato

Mi scuso se inserendomi qui sto trascurando cose dette sopra, ma da una breve scorsa non mi pare.

La qualità soggettiva, allo stato di cui state parlando (oggi) c'entra fino a un certo punto. Si facesse tabula rasa e tutti scegliessero pesando i criteri che hai detto tu, certamente non si arriverebbe alle attuali quote di mercato. Non so che sassi girino dalle tue parti, ma è autoevidente che non tutti conoscono pregi e difetti di Linux e Leopard. Piuttosto, tutti sanno che la "gente comune" è riluttante a cambiare quel che ha: soprattutto per quel che conosce meno (che è quasi per definizione è il più frequente dei casi) e per quel che hanno in pochi (anche al netto di network effects, che speriamo diventino sempre meno rilevanti per la scelta di un sistema operativo). Non so se questo intacchi i tuoi ragionamenti sopra, ma sono certo che il tuo semplicismo non li aiuti.

Io rispondevo solo a chi diceva che per poi concludere che basta andare su Internet per scegliere programmi concorrenti di MS gratutu. A me sembra che il semplicismo sia di coloro che ritengono che la qualità sia definibile a priori o oggetivamente. Il problema è che i costi e i benefici sono soggettivi mentere quelli che i piu' hanno in mente sono storici, contabili quindi del tutto irrilevanti per le decisioni umane

Non ci vedo nulla di strano poi che la gente non ami i cambiamenti quando questi implichino dei costi. Un costo è infatti un costo Non c'è differenza tra non usare l'oro per fare padelle e non cambiare sistema informatico perchè costa troppo. Queste differenze sono in genere escogitate dal mainstream economico per dimostrare fallimenti di mercato e boiate similari  

Scusami, ma se un "costo è un costo", allora ci sono criteri oggettivi applicabili nella scelta tra un sistema è un altro. Per come la vedo io, tenersi Windows è un costo (paghi OS, antivirus, office, problemi di varia natura, etc.). Quindi, non capisco cosa ci sia di sbagliato a dire che il problema è di asimmetria informativa. Molte persone non sanno che linux è ormai a livello di utente medio, più che offre programmi alternativi uguali e/o migliori.

Mi potresti dire che più che di asimmetria, si dovrebbe parlare di preparazione tecnica. Ma quello che un utente medio fa su windows, lo si può fare uguale su linux. Insomma, non vedo tutta questa soggettività. E' come avere 2 mele uguali e scegliere di pagare una quando puoi avere l'altra gratis, non era razionale il consumatore?

Il tempo per apprendere un sistema nuovo, fossero anche 2 secondi netti, è un costo.

La resistenza da parte dell'impiegato prigo e/o testardo è un costo bello grosso.

Sembra assurdo ma se al ragioniere dell'ufficio pagamenti il software "non piace" si genera un costo, enorme.

Persone che per 15 anni hanno premuto "z" + 4 volte il tasto "tab" + "k" + "invio" + "invio", vanno nel panico (generando un costo) già solo se le pressioni del tasto "tab" diventano 3.

E non è colpa del fatto che sono scimmie o ritardati, sono impiegati normali che usano il computer come io userei un ferro da stiro.

Va contro ogni logica possibile, ma è la realtà.

Troppo spesso questo non viene tenuto conto dai "tecnici informatici" e si generano costi enormi senza sapere perché.

Con questo non dico che l'evoluzione sia male e lo status quo bene, anzi, è chiaro che dal blocco-e-matita al foglio di calcolo il vantaggio è enorme, solo che l'inerzia VA calcolata e prezzata, tutto qui.

P.S.

il mio ragionamento esula da MS vs Linux, in quanto è valido anche parlando di migrazioni da Linux to qualcos'altro.

Troppo spesso questo non viene tenuto conto dai "tecnici informatici" e si generano costi enormi senza sapere perché.

Evidentemente sono tecnici informatici che non hanno lavorato mai con il cliente  e sono anche un bel pò fuori dal mondo, visto che non sanno come funzionano gli uffici di un ente locale e  i costi  generati più per problematica di ipergaranzia del posto di lavoro che di dimestichezza tecnologica.

Tu infatti vedi il costo dal punto del change management nel nostro contesto,   ma non evidenzi il costo generalmente molto superiore causato dal danno nel non utilizzo di certe infrastrutture in un ambito competitivo ormai globalizzato.

I costi di informatizzazione se evoluti come per esempio la dematerializzazione dei documenti all'interno dei processi sono vantaggiosissimi, anche se l'operatore è lento, in quanto le pratiche viaggiano con un processo ben definito e tracciato all'interno del sistema informatico. Questo oltre al risparmio considerevole di costi carta permette di seguire puntualmente una pratica, sapere chi e dove si blocca, le autorizzazioni da parte di personale interno o strutture esterne, etc... . Questo permette di passare da una amministrazione inefficiente ad una efficiente, permette di poter meglio evidenziare chi fa cosa e chi non fa, fantascienza? No.

Infatti, INCREDIBILE MA VERO, Brunetta una cosa molto intelligente la stava facendo, infatti l'unico ambito di finanziamento che ha riempito con i pochi soldi disponibili è stato relativo alla dematerializzazione, ma non solo come archivio storico che quello influenza poco la produttività, ma come documenti nei processi degli enti.

Questo però non da consenso perchè i cittadini non lo percepiscono facilmente, infatti per avere la visibilità ha usato una soluzione che non aumenta di una virgola la produttività, far andare al lavoro qualche giorno un più uno che voleva stare a casa in malattia, che nell'immediato non da benefici di produttività, almeno finchè non si dematerializzano i documenti nei processi.

Anche la banda larga PER TUTTI :-) non contribuisce sensibilmente a rendere più efficiente e produttiva la PA e molte attività lavorative, la dematerializzazione all'interno dei processi aziendali si.

Cordialità

Io mi riferivo più che altro alle realtà PMI (soprattutto P) e a chi offre servizi a questi.

E a quelli (chiunque bazzichi nel campo ne conosce almeno uno) che sembrano jiahdisti di linux/apple/MS

Per le PA mi rendo conto il discorso cambi.

Sulla smaterializzazione dei documenti sfondi una porta aperta, sia che si tratti del comune che dell'azienda di 3 dipendenti.

 

 

la gente comune preferisce qualcosa di semplice, intuitivo che costa poco, facilmente disponibile magari preinstallato

già, questi minus habentes plebei, sapesse signora mia,  che si meritano le scrollate di spalle dei nostri John Galt dell'aynrandismo robberbaroniano (© M. Boldrin)...

- se è preinstallato come fanno a scegliere?

- l'interfaccia di Linux è altrettanto intuitiva di Windows (li uso tutti e due). Tieni conto che il mio primo PC era un Amstrad senza disco fisso con un floppy da 360...e aveva una interfaccia grafica (GEM, 1985) prima che Windows fosse un barlume tra i neuroni di Bill Gates (la prima versione seriamente diffusa, la 3.0 è del '90 e cinque anni nei PC sono un'eternità)

- costa poco? e come fai a saperlo se te la trovi inclusa nel prezzo? 

 

Scusami Marino ma non è Phileas a considerare gli utenti Windows dei "minus habens" ma sei tu dando per scontato che Windows non abbia vantaggio alcuno rispetto a Linux.

Innanzitutto se tutti i produttori preferiscono avere preinstallato Windows, invece che Linux o invece che offrire la possibilità di scegliere, significa che Windows almeno per loro dei vantaggi li offre.

La mia azienda ha verificato la possibilita di utilizzare Linux e pur valutandola economicamente vantaggiosa l'ha ritenuta "poco pratica" per quel che riguarda l'assistenza e "l'interfacciabilità".

Windows potrebbe non avere vantaggi come "prodotto" in sè ma averli come "servizio" o sotto altre forme, non sono un esperto e non voglio entrare in discussioni dettagliate ma è chiaro che Bill Gates non è li con il fucile puntato a costringerci ad usare il suo sistema operativo, quindi qualche caratteristica che lo fa preferire a noi o a chi produce computer dovrà pur averla (a meno di non credere ai complotti giudoplutomassonici).

se tutti i produttori preferiscono avere preinstallato Windows, invece che Linux o invece che offrire la possibilità di scegliere, significa che Windows almeno per loro dei vantaggi li offre.

Non so se proprio tutti i produttori preferiscono avere MS Winsows  preinstallato, alcuni anche dei maggiori (Dell) offrono anche Linux preinstallato, oggi.  Inoltre Microsoft attua politiche commerciali monopolistiche, abbassando i prezzi ai produttori che preinstallano MSW su ogni PC prodotto, rispetto a quelli che lo installano solo su una frazione dei PC prodotti.  Le preferenze dei produttori vengono parecchio distorte da questo. Credo che queste pratiche commerciali, insieme ad altre, abbiano gia' procurato al MS diverse grane con le autorita' antitrust, e anche condanne.

Per il resto sono d'accordo che MSW a fronte di costi e restrizioni offre anche dei vantaggi in termini di maggiore diffusione, maggiore adattabilita' a HW diversi, maggiore facilita' d'uso rispetto a Linux.

Ma dove è il monopolio? Da quello che dici qualsiasi produttore puo' adottare le stesse pratiche commerciali. Tanto che Linux probabilmente è installato gratuitamente.

 

alcuni anche dei maggiori (Dell) offrono anche Linux preinstallato, oggi

Questa è proprio la dimostrazione che, quando Linux diventa conveniente, è il "mercato" ad iniziare ad adottarlo e proporlo senza preconcetti di sorta, la mia azienda proprio con Dell (valutando vari pro e contro) ha scelto di optare per Microsof, la stessa Dell è stata scelta non per il prodotto in sè ma per il servizio di assistenza che ci hanno offerto.

Sulle politiche monopolistiche non mi pronuncio perchè veramente non conosco i dettagli. A leggerle di sfuggita (sconto per i clienti più fedeli, WMP e IE inseriti nel OS come, però, fa anche Apple con QT e Opera) mi sembrano azioni per consentire ad altri operatori di entrare nel mercato il che è ovviamente lo scopo dell'antitrust ma non comportamenti scandalosi di per sè.

......, quindi qualche caratteristica che lo fa preferire a noi o ...

 

Scarsa cultura del CAMBIAMENTO e non solo di noi come cittadini ma soprattutto nelle aziende pubbliche e private, per esempio se la pubblica amministrazione adotta le applicazioni open source di office automation  e INVESTE nella formazione il problema del cambiamento è risolto e diventa un circolo virtuoso in quanto anche chi assiste o deve produrre applicazioni "interfacciabili".

Date un'occhiata alla data di questo progetto

http://punto-informatico.it/586370/PI/News/monaco-via-al-piano-linux.aspx

se i nostri politici usassero i fondi europei per VERI investimenti si otterrebbe successivamente risparmio su licenze e lavoro in servizi  localizzati sul territorio

 

 

 

 

Mahhh... Investire sarebbe spendere per indurre la gente a cambiare sistema operativo e fogli elettronici? Adesso lo stato si deve preoccupare anche di questo?

Possibile? Sempre tutti fessi senza il pastore di greggi? Eppure non sanno nemmeno raccogliere la 'munnezza

Auguri!

Ma il "cambiamento" è una fatica ed ha dei costi (per questo le aziende spendono milioni in pubblicità e forza vendità!)  Quando gli OS alternativi a MS saranno convenienti, in misura tale da compensare questa "inerzia", la gente li utilizzerà per adesso una parte grossa ritiene preferibile sbattersi meno e tenersi MS.

PS

La mia azienda è proprio tedesca.

Ma il "cambiamento" è una fatica ed ha dei costi

Hai perfettamente ragione che il cambiamento costa e non poco,  infatti ho indicato che se la PA investe nel cambiamento si ottengono due benefici nel futuro, uno nel risparmio dei costi della PA stessa e il secondo nel risparmio delle imprese  e dei cittadini che usano applicazioni che diventano più diffuse e che avranno sempre di più un costo di penetrazione più basso (TCO più basso).

Inoltre anche se il costo fosse uguale faccio presente che chi vende sw MS se va bene gli rimane il 5% del fatturato, se vendi servizi di formazione e assistenza rimane sul territorio buona parte del fatturato, nell'altro caso va prevalentemente in US.

Quando gli OS alternativi a MS saranno convenienti, in misura tale da compensare questa "inerzia", la gente li utilizzerà per adesso una parte grossa ritiene preferibile sbattersi meno e tenersi MS.

Anche "inerzia" e "sbattersi meno" hanno un costo, il ritenere preferibile non è un'analisi del TCO e infatti si paga nel futuro, non per niente il nostro in Italia è già ben delineato.

 

Tu stai entrando nel merito se costi meno investire nel cambiamento o rimanere dove si è.

Questo ovviamente dipende dai casi, può anche darsi che in Italia la PA faccia un errore a non promuovere il cambiamento verso l'open source, però non si può assumere (come è stato fatto in alcuni commenti sopra) che tutti i clienti MS (o Apple) del mondo facciano lo stesso errore.

Esistono motivi, come quelli elencati da Marcello Urbani che portano alcuni a preferire MS rispetto Apple o rispetto Linux. Il pensare che Linux sia la soluzione migliore per tutti e che chi non lo usa sia obbligato o ignorante è una visione manichea e semplicistica.

PS

Che dici?

Il TCO se fatto bene considerà sempre anche i costi dell'inerzia e dello sbattimento (ovviamente non li chiamano così). Considera che nel mio discorso io parlo in generale anche del singolo utente dove lo "sbattimento" può essere un problema (la maggior parte della gente  deve usare il computer ma non sa smanettarci sopra) se ti riferisci solo alla PA ovviamente il TCO è più complesso ...tieni però presente che nella PA italiana lo "sbattimento" è sempre considerato il costo maggiore :-)

A proposito un aneddoto OT proprio di ieri: da Marzo la Polizia francese sta cercando di identificare un cadavere di donna annegata presumibilmente italiana, stufi delle non risposte della polizia italiana hanno chiamato ..."Chi l'ha visto?" cadavere identificato in 7 giorni nell'archivio on line della trasmissione.

Una cosa che penso di avere imparato è che non esiste il meglio a prescindere ma dipende dal contesto, se il magic quadrant di gartner mi dice che una applicazione è tra le migliori in circolazioni ma mi servono professionalità costose e di difficile reperibilità allora il contesto mi dice che la scelta può non essere opportuna.

Ciò non toglie che con i soldi propri ognuno può scegliere quello che ritiene più opportuno ed in ogni caso chi pensa che una soluzione sia la migliore per tutti (i contesti), mi fa pensare su che cosa ha mai fatto nella vita per dire una minchiata del genere :-) ... e soprattutto mi fa venire i brividi al pensierio del ruolo che tale persona ricopre nel lavoro.

la Provincia di Bolzano è passata a Linux lo scorso anno 

ECCO

 

le altre passano al Digitale Terrestre

Se è preinstallato i consumatori scelgono il computer in vendita che lo ha preinstallato, un po' come quando compri un'automobile scegli quella che ha già le portiere. Anche perchè se MS vendesse schifezze queste si rifletterebbero sulle vendite di PC e chi li vende cambierebbe fornitore o annucerebbe "Qui si vendono PC senza MS"

Linux non solo è intuitivo ma è gratuito, nessuno manda il picciotto per imporre MS eppure la gente sceglie MS.

Se la gente mirasse solo a minimizzare i costi monetari allora potresti avere ragione: tutti chiederebbero in coro "Ma quanto costa il PC con o senza MS?" Ma non è così: i costi sono anche quelli di caricare il sistema operativo, configurarlo, capire quale usare o sia migliore per l'uso che se ne fa, il servizio post vendita, etc.

Mi sa che sei tu a considerare i consumatori dei poveri fessi. Secondo me sanno bene quello che fanno

 

 

Non mi ricordo come si chiama il bias in base al quale si crede di avere sempre un set informativo migliore rispetto agli altri, comunque quello! Per fare un esempio, io da piu' di un anno ho mollato Linux per tornare a Windows, primo perché 7 funziona molto meglio di Vista (che mi aveva spinto verso Linux), secondo perché in due anni non ho preso un virus (e uso solo programmi gratuiti per difendermi), terzo perché non ho tempo per stare a risolvere problemi e cercare fix per cose banali che non funzionano. Ovviamente sul server di casa, dove devono girare due-tre programmi 24/7, è installata una bella Debian senza fronzoli.

Apple ovviamente scartata a priori per i costi.

Microsoft è un (quasi) monopolio perchè IBM gli ha offerto l' occasione di prenderselo, e poi ha fatto tutto il possibile per conquistarlo e mantenerlo.Sia producendo buoni prodotti (molti dei quali a me personalmente fan schifo, ma solo perchè il target è un ltro) che con varie pratiche anticoncorrenziali.Di giochetti sporchi per difendere la loro posizione ne han fatti parecchi, ma è ingeneroso negare che in gran parte il successo commerciale se lo son guadagnato producendo software buono per i loro clienti.

In particolare negli ultimi 20 anni o quasi la vera forza di Microsoft è office, in particolare excel, e la gente vuole windows perchè office gira su windows.

Non è l' unico motivo: è anche questione di facilità d' uso e compatibilità hardware, ma queste dipendono in gran parte dalla diffusione di windows, se non fosse per office man mano che altri prendono quote di mercato verrebbero meno.

Sui server nessuno usa office e l' amministrazione è comunque complicata, e Linux ha una quota di mercato più che rispettabile, per quanto anche qui MS abbia i suoi punti di forza, come exchange.

So benissimo che c'è openoffice per linux, e  pure altre alternative, ma sono meno ben fatte: ottimi rimpiazzi per l' uso occasionale/casalingo ma non per quello intensivo.

PS: quanto alle vendite di windows, MS non obbliga nessuno ad installare windows, ma fa sconti fortissimi a chi compra una licenza per ogni macchina venduta.Quando Dell vende una macchina Linux la licenza windows la paga comunque, se no gli costerebbero molto più care le altre.O almeno era così fino a pochi anni fa.

So benissimo che c'è openoffice per linux, e  pure altre alternative, ma sono meno ben fatte: ottimi rimpiazzi per l' uso occasionale/casalingo ma non per quello intensivo.

Lato client nella buona parte delle attività nella  PA l'uso non è intensivo e lo stesso in molte imprese, bisognerebbe vedere se è stato fatto qualche studio e in quali settori è più usato nellutilizzo di una gamma più vasta di  funzionalità.

Per quanto riguarda lato server alcune combinazione del sistema operativo MS con applicazioni MS sono abbastanza efficienti e affidabili specialmente se non si necessitano troppe prestazioni e ci sono poche tipologie di applicazioni sul singoloo server, ma il contesto del servizio da erogare e le politiche commerciali rendono  troppo complesso poter spiegare bene i pro e contro.

In ogni caso il sistema operativo e le applicazioni sono generalmente meno performanti.

 

Piccolo OT.

Office è over usato. Excel è over usato. Per fare analisi con criterio ci sono i database e l'sql è un ottimo strumento. Per fare statistica puoi usare R che legge direttamente da database Sqlite . Per fare reportistica e/o documenti c'è il latex. Per fare le presentazioni, se non si devono fare cose fancy, si può usare TiddlyWiki che è un file html.

Per come la vedo io, Windows gioca sul fatto che i consumatori non conoscono le alternative e preferiscono usare programmi per fare cose per cui in teoria non erano progettati (Excel non è un programma pensato per fare analisi, per esempio).

Insomma, si è riusciti a creare una cultura Office a cui la risposta dei competitors non può essere OpenOffice, ma dovrebbe essere un modo completamente diverso di accontentare gli stessi needs. Purtroppo, finché i consumatori non percepiscono i limiti di Office, le soluzioni alternative lì rimangono.

Siamo sempre più OT, per cui non rispondo oltre, se volete scrivetemi in mail.

Scherzi, vero?

tu vorresti insegnare R, SQL e Latex a segretarie e ragionieri? A parte che se li imparano possono licenziarsi e mettersi a fare i programmatori., comunque:

  • Latex è un incubo: perfetto per formattare le formule, ottimo output tipografico,automazione di indici, ecc, ma praticamente devi impararti un linguaggio di programmazione per fare una mezza paginetta con titolo e numeri di pagina.
  • R non lo conosco, ma chi se ne frega di sqlite in un'azienda? se i dati non sono in un foglio excel sono sparsi in una mezza dozzina di database (magari di un bel sistema ERP tipo SAP o Oracle, divertiti a trovare il dato che cerchi) di cui nessuno ti darà mai le password, e lo strumento giusto per aggregarli è il data warehouse, non R.Più che far statistiche è questione di aggregare dati in formato diverso e trascodificare anagrafiche.
  • immagino che TiddlyWiki possa integrare immagini in un solo file e si possa spedire per mail come allegato senza far strillare l'antivirus, se no è utile quanto un costume da bagno al polo

No, l'alternativa ad office è openoffice, ed ha ragione PS sopra: per un sacco di aziende/uffici basta e avanza.Ma se il ragionier X perde 10 minuti al giorno perchè in openoffice l' import di CSV è più macchinoso, la sua copia di office l'ammortizzi in un anno.

Concordo che office è sovrautilizzato, un sacco di gente fa le cose in excel perchè non sa cos'è un database e/o non vuole pagare qualcuno per farlo.Ma molto spesso la verità è che i processi ed i requisiti sono poco chiari e molto variabili, e per queste cose excel è perfetto.Magari il vero problema è che hanno bisogno di un bel BPR, ma capisci che non è più questione di sistemi operativi.

@PS:

siamo più o meno d'accordo, il mio punto era che non è per nulla ovvio che ad un'azienda convenga installare linux + openoffice anzichè windows+office.Sia per questioni di training & manutenzione, sia per varie condizioni tecniche al contorno (es: io da studente usavo quasi solo linux, ora quasi solo windows perchè lavoro su SAP, che linux lo supporta solo lato server).Cmq mi pare che eccetto vista le versioni a 32/64 bit di windows siano OS decorosi.

Il fatto che si conoscano poche applicazione e si abusi nel loro utilizzo può capitare, lato client capita più spesso il contraio, applicazioni client pesantissime e inefficienti che vengono sottoutilizzate con impegno di grandi risorse computazionali.