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Di chi è vittima l'Irlanda?

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Ti do ragione, anche io non vedo nessuna separazione. A me sembra che il potere economico controlli quello politico, indirettamente (grazie al denaro che ha a disposizione) o piu' direttamente, quando qualche imprenditore o manager diventa anche un politico.

Mi sembrava al contrario, in varie discussioni qui su NfA, di aver sentito spesso contrapporre i politici -ladri, corrotti e incapaci ma inspiegabilmente tanto potenti da essere causa di ogni male- alle sane forze dell'economia, che al massimo fanno qualche danno perche' "gli incentivi sono sbagliati". Mentre sembra che gli incentivi, per i politici, siano sempre irrilevanti...

Su BS, penso che avrebbe potuto ottenere gli stessi, enormi, vantaggi che ha avuto con un controllo esterno della politica, come ai tempo dell'amico Bettino, se non fosse diventato col tempo anche una persona sempre piu' egocentrica e narcisista, che non tollera di non essere sempre al centro del mondo.

L'idea di Lao Tzu secondo cui "il governante piu' alto e' colui di cui i sudditi si accorgono appena" non si addice a Berlusconi...  

 

 

 

 

 

Telegrafico, che è tankgivin ...

- Usi un modello dicotomico, in cui c'è l'economia da un lato e lo stato dall'altro, un po' come patinkin con l'equilibrio reale a cui appendi il velo monetario. Sbagliato, meccanismi di decisione collettiva e di decisione individuale/decentrata si mescolano e compenetrano nella realtà.

- Il problema non è che tutto ciò che è "mercato" (nel senso di fatto dalla proprietà privata individuale) è buono e tutto ciò che è "stato" (nel senso di fatto dalla proprietà pubblica e collettiva con un agente che opera in nome di tutti) è cattivo. Il problema sono i meccanismi e le lore interazioni.

- Vi sono meccanismi migliori di altri per quasi tutte le circostanze e, comunque, ogni problema di allocazione ha soluzioni di diversa qualità a seconda del meccanismo decisionale che si usa.

- Esistono gruppi di interesse, che hanno componenti politiche ed economiche allo stesso tempo. Non so chi controlli chi, a dire il vero. A me pare che, anche trascurando l'anomalia italiana, oggi il potere delle componenti politiche sia così preponderante che attorno ad esse si alleano, allineano e configurano galassie economiche. Quando guardo l'operato di Obama e Zapatero, tutto questo mi sembra ovvio. Ed uso loro due perché partiti con, apparente, zero potere economico e zero gruppi di riferimento. Ma anche Lula in Brasile, stessa cosa ...

- Tenere lo "stato" il più fuori possibile dal "mercato" (ossia, usare certi meccanismi e non altri per allocare risorse) permette, almeno di ridurre la facilità con cui tali coalizioni di monopolio politico-economico si formano.