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Di chi è vittima l'Irlanda?

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Telegrafico, che è tankgivin ...

- Usi un modello dicotomico, in cui c'è l'economia da un lato e lo stato dall'altro, un po' come patinkin con l'equilibrio reale a cui appendi il velo monetario. Sbagliato, meccanismi di decisione collettiva e di decisione individuale/decentrata si mescolano e compenetrano nella realtà.

- Il problema non è che tutto ciò che è "mercato" (nel senso di fatto dalla proprietà privata individuale) è buono e tutto ciò che è "stato" (nel senso di fatto dalla proprietà pubblica e collettiva con un agente che opera in nome di tutti) è cattivo. Il problema sono i meccanismi e le lore interazioni.

- Vi sono meccanismi migliori di altri per quasi tutte le circostanze e, comunque, ogni problema di allocazione ha soluzioni di diversa qualità a seconda del meccanismo decisionale che si usa.

- Esistono gruppi di interesse, che hanno componenti politiche ed economiche allo stesso tempo. Non so chi controlli chi, a dire il vero. A me pare che, anche trascurando l'anomalia italiana, oggi il potere delle componenti politiche sia così preponderante che attorno ad esse si alleano, allineano e configurano galassie economiche. Quando guardo l'operato di Obama e Zapatero, tutto questo mi sembra ovvio. Ed uso loro due perché partiti con, apparente, zero potere economico e zero gruppi di riferimento. Ma anche Lula in Brasile, stessa cosa ...

- Tenere lo "stato" il più fuori possibile dal "mercato" (ossia, usare certi meccanismi e non altri per allocare risorse) permette, almeno di ridurre la facilità con cui tali coalizioni di monopolio politico-economico si formano.