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Di chi è vittima l'Irlanda?

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Krugman

giulio zanella 27/11/2010 - 00:32

Un editoriale di Paul Krugman sul tema.  A me pare che, tolte le sfumature, i nei e altre cose estetiche, sulla sostanza lui sia d'accordo con te, Michele, o tu con lui.

Re: Krugman

dragonfly 27/11/2010 - 00:53

"None of these heterodox options are available to Ireland, say the wise heads."

su questo sono d'accordo io. se l'irlanda fosse l'islanda e se mia nonna avesse cinque palle...

vedo che si accenna anche a limitazioni della circolazione dei capitali, naturalmente in via transitoria. come fumare mentre si confezionano fireworks.

questi sono (tra) quelli che ho chiamato "nei".  l'analisi delle cause e' condivisibile e forse ormai standard.

Re(2): Krugman

dragonfly 27/11/2010 - 01:13

questi sono (tra) quelli che ho chiamato "nei".  l'analisi delle cause e' condivisibile e forse ormai standard.

ottimo, questa analisi standard ci servirà per la prossima volta, visto che è arrivata tardi. ma krugman parla di rimedi da prendere adesso. salvo o non salvo il sistema bancario irlandese?

quasi quasi vien da riabilitare il politico che deciderà...e certo non lo invidio.

Un editoriale di Paul Krugman sul tema.  A me pare che, tolte le sfumature, i nei e altre cose estetiche, sulla sostanza lui sia d'accordo con te, Michele, o tu con lui.

Questo che PK scrive qui e' fuorviante:

Then the bubble burst, and those banks faced huge losses. You might have expected those who lent money to the banks to share in the losses. After all, they were consenting adults, and if they failed to understand the risks they were taking that was nobody’s fault but their own.

In realta' la garanzia non ha salvato le banche e i loro azionisti (vedi qui l'andamento delle azioni di Allied Irish Bank e Bank of Ireland; Anglo non esiste piu', quindi assumi che il valore delle sue azioni sia andato a zero), ma i creditori: chi aveva depositi e chi deteneva obbligazioni. I quali non erano semplici "private wheeler-dealers seeking nothing but their own profit", ma altre istituzioni finanziarie, tipo le banche tedesche (per 114.7 miliardi di euro). Questa situazione, che ha serie impliczioni per la stabilita' del sistema finanziario internazionale, era ben nota ma fu del tutto trascurata da regolatori e politici europei prima che la crisi scoppiasse.

Comunque, se mi e' permesso essere cinico, non tutti i mali vengono per nuocere: senza che si verificassero serie crisi la spesa pubblica continuerebbe a crescere senza alcun limite, mentre adesso, almeno in alcune isole che si affacciano sull'Atlantico, viene tagliata sul serio. Chissa' che un giorno la stessa medicina possa funzionare anche nel Belpaese, e fermarne il lento declino.

la garanzia non ha salvato le banche e i loro azionisti [...] ma i creditori: chi aveva depositi e chi deteneva obbligazioni. I quali non erano semplici "private wheeler-dealers seeking nothing but their own profit", ma altre istituzioni finanziarie, tipo le banche tedesche

ma questo e' esattamente quello che dice PK, no?  non e' che queste banche tedesche prestassero per beneficenza: si stavani assumendo dei rischi.

 

ma questo e' esattamente quello che dice PK, no?  non e' che queste banche tedesche prestassero per beneficenza: si stavani assumendo dei rischi.

Vero, a prima vista mi era sembrato che "consenting adults" si riferisse a entrambi (lenders and borrowers). Resta pero' il fatto che i realta' non stavano assumendo rischi per se stessi, ma per tutti quanti, date le implicazioni sistemiche. Sono proprio queste implicazioni che avrebbero dovuto essere prevenute dai regolatori e dai loro superiori, i governi.