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Di chi è vittima l'Irlanda?

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Quindi quando nei primi anni di questo millennio alcuni in Italia inneggiavano al modello irlandese, nella stessa Irlanda stavano invece scavando la fossa (o se preferiamo cambiare metafora, stavano gonfiando la bolla) della loro crisi prossima ventura?

Se ho capito bene, oltre ai due fattori sottolineati da Enzo (scarso controllo del credito e politica salariale populista) sull'articolo di wikipedia linkato da Michele si indica anche una scarsa pianificazione territoriale.

Domanda: ma se e sottolineo se, al netto del malaffare e della complicità con le banche, un primo ministro irlandese onesto, in una fase così espansiva (o comunque sull'onda di una fase espansiva recente), avesse tentato seriamente, che so nel 2004-2006, di ridurre il livello di indebitamento dei privati, di abbassare i salari minimi (e i salari tout court del settore pubblico) e di introdurre una seria regolazione dello sfruttamento territoriale (come hanno poi tentato di fare in seguito) non gli avremmo dato tutti del pianificatore sovietico illiberale?

 

Dipende:limitare l'indebitamento dei privati è da dirigista sovietico, vigilare sull' esposizione delle banche è solo questione di buonsenso. E la posizione liberista standard sui salari minimi (e più in generale sulle limitazioni alla libertà di contrattazione) è che son dannosi, ed abbassarli limita i danni. Poi non dimenticare che l' Irlanda è passata in pochi anni da uno dei paesi più poveri ad uno dei più ricchi dell' UE.Ora arriva una bella correzione all'indietro, ma non aver vigilato adeguatamente sulle banche non implica che il resto della politica economica irlandese fosse bacata.