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Di chi è vittima l'Irlanda?

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Non sarebbo state sufficienti due semplici parole, ovvero partite correnti?

Prima cade l'Islanda (che vabè, è fuori dall'Euro, ed aveva il25% di deficit corrente sul Pil, ora, dopo la massiccia svalutazione pare esser tornato su un più sobrio -3% e qualcosa), poi la Grecia (-10%), ora nel mirino è il Portogallo (-9%), poi ci sarà la Spagna (-5,91%, diciamo 6%), l'Irlanda (-6% circa) e dopo viene l'Italia (con un più sobrio -2/3%). Tutto il resto della zona Euro è in attivo, chi più chi meno. 

Non è possibile che la crisi irlandese risieda nel solo fatto che durante la fase di espansione il Fianna Fail avrebbe dovuto fare delle politiche fiscali più restrittive visto che il tasso d'interesse dell'Eurozona era troppo basso rispetto al tasso di crescita interno? Non potevano formare un surplus pubblico che compensasse l'esplosione del debito privato estero?

Le banche irlandesi non potevano essere più restrittive e conservative nei prestiti e nei mutui, invece di agevolare l'indebitamento privato delle famiglie irlandesi con il resto dell'Eurozona?

Non è possibile che avessero ragione coloro che sostenevano che l'Irlanda avrebbe dovuto abbassare il proprio tasso d'inflazione, magari con politiche fiscali restrittive ed aumento del surplus delle finanze pubbliche, perchè tale posizione sarebbe stata insostenibile nel medio-lungo periodo? (Me li ricordo gli articoli di giornale che difendevano le scelte dell'Irlanda, che era giusto avere più inflazione perchè c'era più crescita in regime di cambi fissi, ecc..)

L'esempio lungimirante viene dalla Norvegia, dal partito e governo laburista, che non scialacqua i surplus petroliferi (come voleva il partito "liberista" di opposizione, il Partito del Progresso, che demagogicamente voleva diminuire la quota di tali surplus destinati al fondo pensioni pubblico).

A quanto pare, i partiti conservatori e "liberisti", come il Fianna Fail, il partito socialdemocratico di Barroso o quello di Papandreu, sono molto più spendaccioni e molto meno prudenti dei partiti laburisti, come quello norvegese, svedese. Forse si salvano i liberali danesi (che hanno mantenuto un consistente avanzo primario) e quelli del benelux, oltre a quello tedesco (di grande coalizione fino all'anno scorso).Anche in Italia c'è questo paradosso, con il governo Berlusconi che nella legislatura 2001-2006 fece una riduzione delle imposte in deficit, dopo dovette arrivare Padoa Schioppa a mettere una pezza.

In sostanza, spendere di meno e risparmiare di più.

Nessun politico italiano ha, ad oggi, una ricetta per salvare lo stato sociale e l'occupazione senza gravare sulla bilancia di pagamenti (cioè senza aumentare le imposte o diminuirle in deficit).

Comunque, meglio tagliare un miliardo oggi che dieci domani con un servizio sul debito raddoppiato.