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Oh mamma, mamma, mamma... ho visto Nichi Vendola

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MA quella vive in un universo parallelo e non ha idea di cosa voglia dire amministrare una città

empirical evidence? se sa fare delle buone scelte programmatiche e sceglie dei buoni collaboratori...

ogni universo è parallelo a chi non lo abita :-)

 

per la prima parte, dichiarare subito la composizione della giunta, firmerei col sangue, lo facessero anche per il governo nazionale.

per la seconda parte, 50/50. La responsabilità è dell'assessore. Però, formulata in modo un pò diverso, affiancare un esperto non retribuito che non può/vuole fare l'assessore al politico che dà l'indirizzo all'amministrazione... forse naif, ma non del tutto cervellotica. Bologna, tra Università e case editrici e simili ha un sacco di persone che non possono fare gli assessori a tempo pieno ma dare input sì. Meglio un sociologo/economista/giurista/whatever di chiara fama e gratis che tante consulenze pagate.

O uno fa l'assessore e se ne assume oneri ed onori o non lo fa, le responsabilita' devono essere chiare.

L'idea dell'anziano che fa da "tutor" mostra solo che non si fida delle possibili idee nuove dei suoi assessori e mostra anche un'ingenuita' che non le fa onore.

Va bene per amministrare una ONLUS di volontariato (cosa in cui ha sempre eccelso), non una citta' come Bologna, punita da lustri di scelte demenziali di candidati incompetenti da ambo gli schieramenti.

 

L'idea dell'anziano che fa da "tutor" mostra solo che non si fida delle possibili idee nuove dei suoi assessori

"ma anche ": il tutor potrebbe conoscere meglio dell'assessore le tecniche per implementare le idee nuove, o conoscere problematiche che questo non conosce. 

 

Quindi se l'anziano e' piu' bravo a fare l'assessore, che lo faccia lui e se ne assuma oneri ed onori, senza usare il paravento/parafulmine di qualcun altro su cui scaricare le colpe per la sua inesperienza.

 

O detto altrimenti: se un assessore giovane desidera farsi consigliare da qualcun altro, giovane o anziano che sia, lo fa e basta, senza che la Frascaroli glielo imponga.

Pare abbia ancora le idee confuse sul programma e si fa vanto di venire marte:" Sul palco, Flavia Prodi stigmatizza "l'ossessione del programma", tra "libri dei sogni e elenchi della spesa". La Frascaroli ribatte con un approccio molto soft rispetto a quello di Merola ("Io non sono "contro" nessuno, ma sempre "a favore" di qualcosa"), se la prende con gli sgomberi di Cofferati, "negativi, pesanti e conflittuali", e lancia una città che "ascolti, che educhi e che partecipi", nel nome di una "politica nuova, fatta da una amabile marziana, come mi chiamano alcuni".