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Vendola, Microsoft e i cantinari

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"Ceterum censeo, Nichola Vendola esse delendus"

Cato (Institute?)

 

m''è venuta... il povero Nichi ci mette un pò di retorica, ma: MS ha una posizione dominante di software professionale installato (esempio personale, anche se non pugliese: il software di gestione finanziaria della Sapienza gira solo sotto Windows...che bello, passiamo all'open source e la legacy?), quindi è buon senso avere rapporti e fare formazione; allo stesso tempo NV pare che voglia sostenere l'open source dove ancora non c'è software installato. Rispetto a molti politici italiani ne sa qualcosa di più.

 

Bisogna chiederlo a chi ha sviluppato questo software: perché lo hai fatto solo MS-compatibile? E poi a chi ha commissionato l'acquisto: c'era un'alternativa?

Nei gestionali dell'università italiana c'è un monopolio, non troppo chiaro, simile a quello grande della Microsoft. Eppure c'è un codice dell'amministrazione digitale che dice altro: riuso del software e convenienza economica.

Perdonami Marino, ma sorvolerei sull'affermazione che Vendola ne sappia qualcosa di più, come Alessio mi sembra aver dimostrato.

Sulla faccenda delle università appaltate a Microsoft invece apri una dolorosa ferita. Il SW professionale (la mia azienda usa MS, ma quelle che usano esclusivamente Open Source sono più di quelle che pensi) ha alcuni pregi, ma non è certo il miglior materiale didattico.

Sospetto che i nostri disgraziati dipartimenti facciano fatica a rinunciare a qualche "contributo" per lasciare a MS il privilegio di essere il produttore del primo sistema operativo sul quale un giovane mette le mani (io ho quarant'anni, ai miei tempi era quello che succedeva).

NV è come tutti gli altri politici, che non guardano all'estero dove l'Open Source regna nelle scuole e nella PA, per paura di non capire come funziona il mondo.

per paura di non capire come funziona il mondo.

Io credo tu volessi scrivere "per paura di capire come funziona il mondo" ... :-)

Perché, se lo capisse, scoprirebbe che funziona in un modo che contraddice i suoi schemini e le sue piccole sicurezze ideologiche.

 

Dubito che in parlamento la percentuale di chi conosce cosa significhi open source sia piu' dell'1%,

che poi faccia un po' di confusione è un altro discorso.

Riguardo ai nostri dipartimenti,che microsoft non sia didatticamente il meglio sono d'accordo,pero'

che sia il primo su cui mettere le mani non lo trovo cosi negativo.

Si parla tanto di mettere in comunicazione il mondo dell'impresa con l'universita' e l'impresa usa microsoft principalmente(ma non solo),per cui trovare studenti gia skillati   trovo sia positivo.

 

Edit:Vedo poi che la genesi e i termini dell'accordo (chi ha fatto il primo passo,cosa da' microsoft e cosa da' la regione), sono piuttosto oscuri,il che limita la possibilita' di discutere.

 

Dubito che in parlamento la percentuale di chi conosce cosa significhi open source sia più dell'1%,

Colgo l'occasione per segnalare l'esistenza di un "intergruppo parlamentare 2.0", che dovrebbe essere sensibile a questi temi. Sono una trentina circa di parlamentari. 

notevole che le donne , 16% nel Parlamento ( 152 su 945 ) rappresentino il 34% in questo intergruppo.

Cavolo,il 3,3%,senza contare che qualche parlamentare puo' non averne sentito parlare.

Ero troppo pessimista.

Interessante anche il fatto che nomi noti a parte due o tre(non di primo piano)non ce ne siano.

E poi questo rivaluta un po' NV e le sue conoscenze informatiche.

Cavolo,il 3,3%

 

35 su 935 il 3,7%

 

bisognerebbe sapere quanto questi problemi incidano sui problemi nazionali.

Domanda a cui a mio avviso è molto difficile o impossibile dare risposta,

che poi anche se il problema incide poco,si puo' trattarlo con meno urgenza,

ma prenderne atto e parlarne lo stesso. 

Non so da che parte iniziare, posso provare a dire che attualmente abbiamo il solito problema delle fondamenta infrastrutturali inteso non come mezzi di trasporto (banda larga) e modalità di comunicazione (web 2.0), ma come realizzazione e utilizzo dei sistemi informativi legati ai processi e attività della PA.

La principale carenza è attualmente sui sistemi informativi, sulla indicazione e diffusione degli standard tecnologici, sulla carenza di progettazione di indirizzo da calare nei progetti.

La modalità di definizione dei bandi è generalmente tagliata sul fornitore con poche possibilità di forzare una qualità progettuale, anche la successiva direzione nella realizzazione è spesso carente, ma una buona direzione progettuale nulla può se il progetto è una chiavica o se è carente nelle specifiche e il fornitore ti da la merda che vuole.

L'Open source per esempio aumenta la trasparenza, la definizione di specifiche e l'indipendenza sui fornitori.