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Vendola, Microsoft e i cantinari

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Ciao a tutti, anche io vengo da un'educazione di sinistra ma sinceramente la prolissa ed inconcludente demagogia di NV la trovo piuttosto stucchevole. Ma d'altronde se la popolazione è questa possiamo stupirci se affabulatori come V&B hanno il sopravvento? Concordo (quasi tutto) con il libro "Il liberismo è di sinistra" di Alesina e Giavazzi, ma come spiegarlo alla gente sia di destra che di sinistra (visto che ha ragione chi ha detto che in italia non ci sarà mai una quota sufficiente di liberismo vero, tanto vale spingere al massimo sull'acceleratore.)? Sicuramente se non si trova un metodo di comunicazione che tiene ben presente il concetto be parafrasato da Prince "How can u just leave me standing alone in a world so cold?" non ci saranno che fallimenti a riguardo. Per l'italia probabilmente ha ragione Emmanuel Todd quando afferma che questo sistema economico che abbiamo è pressochè inalterabile e deriva dalla struttura familiare che abbiamo ("L'illusione economica"). Quindi prevedo tempi durissimi :-(

Oltretutto ho notato che nell'articolo si cita la Finlandia, paese che in moltissimi indici sociali supera nettamente anche gli States (mortalità nei bambini sotto i 5 anni quasi tripla rispetto ai finnici, mortlità alla nascita più che doppi, dato unicef, indice di gini del 40% contro il 26% dati  UNDP).

Forse la nostra sinistra (e buon parte del mondo intero) dovrebbe prendere piu i scandinavi come modello da imitare piu possibile (con tutte le differenze sociali e di mentalità del caso) piuttosto che Usa o Cuba..

Un salutone

Stefano

 

Ma d'altronde se la popolazione è questa possiamo stupirci se affabulatori come V&B hanno il sopravvento? Concordo (quasi tutto) con il libro "Il liberismo è di sinistra" di Alesina e Giavazzi, ma come spiegarlo alla gente sia di destra che di sinistra (visto che ha ragione chi ha detto che in italia non ci sarà mai una quota sufficiente di liberismo vero, tanto vale spingere al massimo sull'acceleratore.)

secondo me (che sono, anatema anatema, marx-keynes-sraffian-superfisso...) c'entra il fatto che troppi apologeti del liberismo l'hanno presentato come una visione hobbesian-darwiniana, survival of the fittest and the devil takes the hindmost.

Io mi trovo abbastanza d'accordo con un post su altro argomento di Boldrin, la risposta al ricercatore in crisi

ma sei uno scienziato decente ed un ottimo insegnante. In un sistema libero, stile USA, diventi un lecturer o un senior lecturer o vai in un liberal arts college. E ti passi la vita facendo quella poca ricerca che ti va di fare, pubblicando ogni tanto, divertendoti comunque ad insegnare ad alto livello e, se hai fortuna, a studenti motivati. Guadagnando, ad occhio e croce, ciò che Giovanni calcola un ricercatore confermato guadagni in Italia con una certa anzianità. O anche di più.

Ecco, queste sono le ragioni "umane" ed "esistenziali", se così vogliamo chiamarle, per cui la concorrenza, che i sistemi aperti e liberi inducono, fa bene alla gente e che i sistemi chiusi, burocratici e formalmente meritocratici invece non possono replicare. Anzi, come mostri tu, pongono la gente per bene in situazioni addirittura di conflitto morale. Avevo proprio scritto, credo, in quel articolo su Il Fatto che la concorrenza è molto più "buona" ed "umana" della meritocrazia. Tu me lo confermi.

cioè se si facesse passare il discorso che la concorrenza non è la lotta a coltello per accaparrarsi risorse scarse a somma zero, ma un sistema che permette a tutti di trovare una propria nicchia per le proprie abilità e quindi positivo per l'eguaglianza e lo sviluppo delle persone, ci sarebbero più liberali e liberisti