Titolo

Vendola, Microsoft e i cantinari

3 commenti (espandi tutti)

Ogni cosa ha un costo. La domanda da economista qui e': se i software liberi e gratis fanno risparmiare soldi, danno meno problemi e son capaci di sostituire pienamente i sistemi a pagamento, perche' sono cosi' poco diffusi tra gli utenti finali (1%)?

Non confondere software con sistemi operativi, Firefox per es. ha raggiunto il 30% di share. Apple, anche se con parecchie storture e a pagamento, rilascia comunque le sorgenti dei propri software: http://developer.apple.com/opensource/index.html

Espandendo il concetto ai dispositivi mobile, android sta catturando una fetta di mercato sempre più grande.

Quando mi chiedono i miei amici se ho una copia pirata di MS Office, rispondo: scaricatevi OO è gratis e legale anche per lavoro, alcuni mi chiedono: "ma come, dov'è la fregatura? C'è il virus?" - io ci vedo in questa cosa un problema culturale più che tecnico. 

Per linux per l'utenza casalinga lo sconsiglio, è un tipo di utenza che ha bisogno di multimedialità e supporto a svariate periferiche. Ma nella PA multimedialità e iTunes sul melafonino non servono.

Perche' il tuo vicino di casa si prende la briga di scaricarsi le copie pirata di windows, office e photoshop se puo' fare esattamente le stesse cose legalmente con software libero? Evidentemente c'e' una resistenza alla transizione che e' gia' grande nel tuo vicino di casa, un singolo che tutto cio' che fa e' usare facebook e stamparsi i biglietti dell'aereo. 

Come dicevo prima, l'utenza casalinga è più votata al multimediale e alla conpatibilità verso molti tipi di periferiche, dalla fotocamera al telefonino allo scanner. Inoltre ci sono i giochi, San Photoshop (insostiuibile insieme a 3dmax, autocad e programmi grafico-multimediali in genere).

Ma la PA non ha bisogno di questo, se per non un uso marginale (attenzione win e *nix possono coesistere!).

No, il costo principale e' insegnare alle persone ad usare il software e ad avere a che fare coi problemi piu' comuni; migrare documenti xls con macro; migrare soluzioni di backup (quando ci sono); adattare compatibilita' hardware; spostare la posta; etc etc. In breve gestire i sistemi. Vedi punto 1.

Passare da winXP a 7 porta più "traumi" che passare da XP a Ubuntu. Passare da MS Office 2003 al 2010 incasina gli utenti più che non da 2003 a OO, ovvero ogni 5 anni comq. devi istruire/aggiornare il personale.

Le macro possono essere un problema, esistono cmq i sistemisti che invece di correre dietro a PC pieni di virus magari fanno qualcosa di più gratificante anche per loro.

Soluzioni di backup? Qua si va sui servers, lo setti e installi bacula sul resto della rete (è un costo nullo perché lo fai quando il vecchio server è giunto a fine vita e quindi è cmq da sostiuire, nota: windows non avendo un sistema affidabile per il passaggio delle configurazioni da PC vecchio a nuovo devi sempre rifare tutto da capo - grazia al registro di configurazione, l'unica cosa odiata penso anche da chi l'ha creata).

Stesso discorso per posta.

Per quanto riguarda la compatibilità HW, se il sistemista non è una capra in cerca di HW nuovo assurdo, non ci sono più problemi e con il vecchio HW la compatibilità è alta e addirittura migliore che con win7. Basta conoscere il mestiere.

No, quelli sono gia' dati disaggregati. Il costo delle licenze per i governi e le universita' poi e' molto scontato, dell'ordine di 50x.

Stocazzo (scusami il francesismo), ben per le grosse commesse ma nei comuni e enti di piccole dimensioni si compra il "PC con l'Office" in una voce unica. Inoltre nella voce assistenza rientra la voce software che può comprendere proprio quei software custom fatti su misura.

PS. in Friuli c'è questa azienda, statale con scarsa efficienza e con tutte le critiche a livello amministrativo che si possono fare ma che cmq vive proprio sulla realizzazione di software per la PA e guardacaso opensource: http://www.insiel.it/insielinternet/portale/homeSoluzioneTop.asp?Sezione=3&IDLingua=1

PS. in Friuli c'è questa azienda, statale con scarsa efficienza e con tutte le critiche a livello amministrativo che si possono fare ma che cmq vive proprio sulla realizzazione di software per la PA e guardacaso opensource: http://www.insiel.it/insielinternet/portale/homeSoluzioneTop.asp?Sezione=3&IDLingua=1

La situazione Friulana mi è sembrata abbastanza grottesca, praticamente l'ente  regione Friuli ha una percentuale elevata di dipendenti che sono di Insiel e che  gestisccno non solo la regione ma anche buona parte degli enti locali.

La realizzazione di software per la PA avendo clienti in regime di monopolio distorcono una serie di benefici dell'Open Source, certo i soldi rimangano sul territorio ma a prezzo di costi fissi elevatissimi che alla fine non solo non portano risparmi ma che impediscono anche la nascita e la sana crescita di imprese competitive sul mercato.

Senza dubbio, è l'ennesimo carrozzone pubblico a scarsa produttività. Per fortuna hanno scelto l'open, non voglio immaginare che costi ci sarebbero stati se avessero abbracciato soluzioni closed.