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Vendola, Microsoft e i cantinari

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Dubito che in parlamento la percentuale di chi conosce cosa significhi open source sia più dell'1%,

Colgo l'occasione per segnalare l'esistenza di un "intergruppo parlamentare 2.0", che dovrebbe essere sensibile a questi temi. Sono una trentina circa di parlamentari. 

notevole che le donne , 16% nel Parlamento ( 152 su 945 ) rappresentino il 34% in questo intergruppo.

Cavolo,il 3,3%,senza contare che qualche parlamentare puo' non averne sentito parlare.

Ero troppo pessimista.

Interessante anche il fatto che nomi noti a parte due o tre(non di primo piano)non ce ne siano.

E poi questo rivaluta un po' NV e le sue conoscenze informatiche.

Cavolo,il 3,3%

 

35 su 935 il 3,7%

 

bisognerebbe sapere quanto questi problemi incidano sui problemi nazionali.

Domanda a cui a mio avviso è molto difficile o impossibile dare risposta,

che poi anche se il problema incide poco,si puo' trattarlo con meno urgenza,

ma prenderne atto e parlarne lo stesso. 

Non so da che parte iniziare, posso provare a dire che attualmente abbiamo il solito problema delle fondamenta infrastrutturali inteso non come mezzi di trasporto (banda larga) e modalità di comunicazione (web 2.0), ma come realizzazione e utilizzo dei sistemi informativi legati ai processi e attività della PA.

La principale carenza è attualmente sui sistemi informativi, sulla indicazione e diffusione degli standard tecnologici, sulla carenza di progettazione di indirizzo da calare nei progetti.

La modalità di definizione dei bandi è generalmente tagliata sul fornitore con poche possibilità di forzare una qualità progettuale, anche la successiva direzione nella realizzazione è spesso carente, ma una buona direzione progettuale nulla può se il progetto è una chiavica o se è carente nelle specifiche e il fornitore ti da la merda che vuole.

L'Open source per esempio aumenta la trasparenza, la definizione di specifiche e l'indipendenza sui fornitori.