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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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questo credo che però si faccia già un po' ovunque. O almeno, qui al Politecnico di Milano (e credo nelle altre università milanesi) è così. Il criterio tiene conto di merito (60% in base ai crediti ottenuti pesati sugli anni di frequenza e 40% in base alla media voto) e bisogno. Chi supera un certo valore soglia di reddito - dovrebbe essere un indice ISEEU pari a circa 19000 € - non ne ha diritto, però può avere sconti alla seconda rata delle tasse, fino all'esenzione totale.

Sinceramente credo che una soluzione del genere sia buona, riesce a incentivare ad avere buoni risultati e a dare i mezzi (banalmente, pensando al mio caso, un computer decente almeno per far girare un CAD) a chi non ne ha.

Che cosa si fa ovunque, Matteo? Tenere conto di merito E bisogno? Certo! Quello invece che vuole fare la controriforma Gelmini è tenere conto SOLO del merito. Insomma un salto indietro verso una università elitaria travestita con parole d'ordine fintamente moderne (il famiìgerato "merito"). Beh per fortuna c'è ancora qualcuno che ragiona oltre le parole d'ordine e gli slogan finto-moderni...