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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Saró un po' zuccone, ma francamente non ho capito se i laureati italiani sono troppi o troppo pochi. Se fossero troppo pochi le aziende se li strapperebbero di mano a forza di offerte sontuose, invece i più brillanti emigrano, e gli altri finiscono nei call center http://www.nonpiu.it/

Allora forse sarebbe meglio ridurli? Tipo tenerli in piedi durante le lezioni come nelle università medievali, e permettendo ai soli docenti l'uso di una sedia (la cattedra non si chiama "chair" nei paesi anglosassoni?).

rispetto alla domanda sono certamente troppi

questo non sarebbe però un male se si vedesse la laurea anche come arricchimento culturale e non come un diritto ad ambire a posti da laureato nella disciplina scelta ( spesso inflazionata ).

ci saranno eccezioni ma dubito che nei call centers lavori la crema dei laureati

A quanto mi sembra di capire la crema emigra. Allora non c'è bisogno nè di laureati molto qualificati nè di laureati poco qualificati?

Scusa ma non riesco a capire perchè lo scopo dell'istruzione universitaria debba essere l'arricchimento culturale. Non lo fanno (o lo dovrebbero fare) gli istituti di istruzione superiore?

 

Temo siano sia troppi che troppo pochi allo stesso tempo.

Sono probabilmente pochi rispetto alle esigenze di una moderna economia europea, ma siccome le nostre imprese non sono poi così moderne anche la domanda è quel che è.

E poi c'è la questione del mix: sicuramente abbiamo "troppi" giuristi, letterati scienziati della comunicazione; non mi risulta abbiam troppi ingegneri o informatici.Questi non se li strappano a suon di offerte (anzi, mediamente la sfangano meglio all' estero) ma non han problemi a star lontani dai call center, ed ho conosciuto un sacco di fisici/matematici/economisti convertiti all' informatica (e pure qualche filosofo e scienziato politico).

Capisci che però se c'è ricerca di biochimici ed offerta di comunicatori il match non è dei migliori.