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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Il punto, aldilà dei modelli che interessano gli economisti, è che le risorse che la Gelmini (non Giulio Zanella) vuole dare agli studenti benestanti arriveranno dagli studenti bisognosi. E questo a prescindere dal fatto che Claudio Resentini o Mariastella Gelmini credano o meno nell'esistenza di un modello (e chi se ne frega se ci credono, poi, ce lo vogliamo aggiungere?!) 

Il punto è che non si sta parlando di una riforma organica, ma di interventi spot.

Il punto è che ci sono evidenti ragioni di equità e di rispetto dei principi costituzionali per evitare una simile meritocrazia.

Questo è il punto. E allora?

Quando gli economisti o gli studiosi dei processi formativi parlano di universita' come sistema che preleva ai poveri per dare ai ricchi, non si riferiscono all scambio che avviene dagli studenti poveri a quelli ricchi, ma tra le persone meno ricche che NON vanno all'universita' e quelli che vanno all'universita'.

TUTTI quelli che vanno all'universita' appartengono gia' a fascie sociali superiori alla media, perche', anche se con sacrifici, i loro genitori possono permettersi di non farli lavorare per anni. Quindi, le famiglie che non pagano l'universita' ai loro figli, con le tasse che pagano, pagano l'universita' a TUTTI quelli che la fanno, che sono mediamente piu' ricchi.

Non so se ce l'ho fatta a spiegarmi.

Questo in economia si chiama tassazione regressiva, cioe' un sistema dove i poveri pagano per i ricchi.

C'è anche chi lavora durante tutto il percorso di studi universitari, e non per sfizio...poi se la media è intesa su tutto il globo, allora sono perfettamente d'accordo. 

 

TUTTI quelli che vanno all'universita' appartengono gia' a fascie sociali superiori alla media

In che senso?figli di operai monoreddito che studiano e si laureano a ingegneria appartengono a una fascia sociale superiore?(ne ho conosciuti diversi).