Titolo

Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

4 commenti (espandi tutti)

Per fisica a Torino e' invece stata un successo perche' ha portato la laurea da 4 a 5 anni e questo ha fatto si' che i laureati fuoricorso di 1 anno potessero laurearsi in corso.

Va anche detto che il passaggio al 3+2 ha implicato una revisione dei corsi ed un ripensamento degli insegnamenti. Questo mancato ripensamento in molti altri corsi di laurea e' IMHO alla base del non eccessivo successo (fallimento?) del 3+2.

Curioso come questa osservazione per TO sembri esser in contraddizione con i risultati del lavoro citato.

Se fosse rimasta invariata (o fosse diminuita) la % di studenti che finisce in 4/5 anni (4 e 5 nel vecchio vs 5 nel nuovo sistema), io non direi proprio che sia stato un successone.
Chiamare chi finisce in 5 anni "un anno fuori corso" nel sistema pre-riforma ed "in corso" dopo la riforma mi pare faccia poca differenza, bisognerebbe testare le competenze di questi laureati. E' vero che il datore di lavoro potrebbe considerare il laureato in corso "piu' bravo", ma l'effetto sara' temporaneo non appena lo stesso si accorgera' che la frazione di chi finisce in corso e' aumentata (piu' bravo e' sempre in relazione a qualcun altro). Senza tenere conto del fatto che se la riforma avesse spalmato il carico di 4 anni su 5, rendendo gli esami piu' facili, "spezzando i programmi d'esame" (leggi "proliferazione degli esami") o in altro modo, un'altra conseguenza e' che prima c'era gente che riusciva a laurearsi in 4 anni e ora non c'e' piu'.
Anche questo non mi sembra un successo, visto che questi individui pure avendone le capacita' sono costretti a restare nel sistema un anno in piu'. Possiamo ridurre la disoccupazione chiamando i disoccupati occupati, ridurre i laureati fuori corso aumentando le durate legali delle lauree a 10 anni, e aumentare il numero di laureati vendendo  lauree per corrispondenza, sbandierando poi i successi su Education at a glance!
P.S. gli studi citati non considerano il periodo post-riforma proprio per non confondere l'effetto della policy di  "proliferazione di corsi e sedi" con quello della ristrutturazione della durata dei corsi di laurea ("3+2"). Per un'analisi degli effetti della riforma del "3+2" vedere qui (pubblicato su Labour Economics) o qui.

Probabilmente non ho espresso e sottolineato bene quello il punto saliente: il ripensamento (parziale) dei corsi.

Questo si e' anche aggiunto al poterli "spalmare" su 5 anni con qualche aggiunta.

Inoltre la percentuale di persone affette dal problema di potersi laureare in 4 che e' costretta a fermarsi 5 e' veramente minima se non zero (in ogni caso possono usare piu' tempo per la tesi) e non era presente nella prima versione del 3+2 che permetteva di portare dei crediti dal 3 al +2 mentre e' presente ora in cui il +2 e' totalmente diviso dal 3.

Igor, secondo me il vantaggio per fisica che dici tu e' quello del passaggio da 4 a 5 anni. In realta' chi era gia' a 5 anni di laurea nella Facolta' di scienze ha subito un peggioramento della qualita' dei laureati. Presumo che se fisica passasse ora dal 3+2 ai 5 anni "vecchi" troverebbe un ulteriore beneficio (a patto di rivedere l'offerta formativa)..