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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Mi sembra che buona parte delle discussioni su come assegnare le borse di studio abbia come causa la definizione di migliore.

Ed in effetti non vi e' nessuna definizione naturale di migliore quando si considerano almeno due parametri, solo quando c'e' un solo parametro vi e' una definizione naturale.

Tanto per non rimaner nel vago consideriamo uno studente con 9 esami con tutti 30 ed un altro con 10 esami con tutti 28. Qual'e' il migliore? Se si considera la media il primo se si considera il "lavoro" fatto come somma dei voti il secondo.

Questo porta al fatto che non vi sia un'unica classifica ma tante possibili classifiche che devono esser integrate e che  daranno al massimo un intervallo di classificazione ad un certo livello di confidenza, ossia sei fra il 4o e 7o posto al 90% (questo ammettendo di sapere come fare il sampling delle funzioni che si usano per fare la composizione dei dati). Un po' come e' stato fatto dal Research Doctorate Programs http://sites.nationalacademies.org/pga/resdoc/pga_051962

Nel caso degli studenti i parametri usabili possono esser veramente tanti a seconda del modello che si vuole utilizzare.

Sicuramente media e numero di esami. Pero' la distribuzione varia da corso di laurea a corso di laurea quindi si dovrebbe tener conto di queste distribuzioni che pero' non tengono conto del fatto che gli studenti non sono omogenei (ossia per esempio gli studenti di matematica  sono piu' capaci e motivati di quelli di scienze politiche).

Detto cio' la performance a parita' d'impegno  e di capacita' dipende anche dalle condizioni ambientali, tipo ho la camera da solo oppure la divido col fratello e quindi devo studiare in biblioteca (se trovo posto) e quindi anche dalle condizione economiche. Questo pero' non tiene per esempio conto che potrebbe esser che la distribuzione delle capacita' sia diversa nelle diverse fasce sociali.

Tutto cio' porta a domandarsi se sarebbe meglio separare chiaramente merito da azioni positive nei confronti delle persone economicamente svantaggiate.