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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Non mi sembra che si sia detto né implicato che le persone si debbano o possano trattare come merci. Almeno io non lo penso affatto. Però qui si parla di studenti universitari, e nel mio commento ho accennato ai ricercatori. Mi pare assodato che in ambito universitario (studenti, ricercatori, professori) le esperienze in altri atenei, gruppi di ricerca, ed in particolare all'estero, sono estremamente utili e anzi direi imprescindibili per crescere professionalmente e svolgere bene il proprio lavoro. E non solo nel mondo "globalizzato" di adesso, ma da sempre. Noi abbiamo un'accademia particolarmente ingessata e "locale", in cui scambi e ricambi di personale sarebbero oltremodo salutari. Purtroppo però non abbiamo una mentalità anglosassone o nordeuropea, paesi in cui si tende in generale ad affidare gli incarichi alle persone più adatte a svolgerli (senza tante norme e codicilli), e dove è prassi comune spostarsi per studiare e lavorare (ma dove se uno preferisce stare vicino casa ed è in gamba nel suo lavoro una collocazione adeguata è probabile che la trovi comunque).

Per questo penso che un meccanismo simile a quello adottato in Spagna (favorire la carriera di chi è stato in buone Università/centri di ricerca/enti/aziende estere) potrebbe essere utile anche da noi.

Poi io penso che ampliare i propri orizzonti sia utile in generale, anche al di là dell'Università. Certo non sarebbe male se poi, per chi vuole, l'Italia offrisse anche la possibilità di tornare.