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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Riguardo alla seconda osservazione. 

Queste sono le solite considerazioni aziendalistiche ed anche non confermate da dati. In primo luogo l'aspetto della qualita' dell'universita' non viene minimamente considerato. 

Io conosco la realta' delle sedi distaccate dell'universita' di Bologna in Romagna. Queste hanno avuto il merito di effettivamente decongestionare l'univ. di Bologna. Ricordo che in passato le lezioni di ingegneria dei primi anni venivano svolte in teatri e cinema e tuttavia questo non bastava, diversi studenti seguivano le lezioni in piedi. Il rapporto con gli studenti era nullo. Chi ha studiato in Romagna, ha avuto esperienza di rapporti docente studente al livello di un campus di oxford o simili. Per esempio,  io e diversi miei colleghi abbiamo sottomesso scritto  il primo  articolo non dopo il dottorato ma subito dopo la laurea. 

La seconda affermazione  (non vedo dati a riguardo) mi sembra un po' generalista. Una buona fetta degli studenti che frequentano le sedi distaccate dell'univ. di Bologna provengono da fuori regione. La scelta potrebbe essere motivata da costi inferiori per gli alloggi o da differenti ritmi di vita. 

Se il ministero imponesse, indistintamente, la chiusura di tutte le sedi distaccate si avrebbe un grosso danno per alcune univ. italiane.

Il decongestionamento della I facolta' di Ingeggneria e- avvenuto non all-apertura delle sedi in Romagna, ma all-apertura della sede del Lazzaretto/Terracini ed il trasferimento di alcuni ocorsi di laurea nella nuova sede. Sulle facolta- della Romagna, ho esperienza di quella di Ravenna, che e- finanziata dalla "Fondazione Flaminia" e che ha un successo abbastanza buono 150-160 iscritti ogni anno alla sola Ingegneria Edile-Architettura.Questo corso di laurea e' abbastanza impostato a formare professionisti in grado di inserirsi rapidamente sul mercato del lavoro (contrariamente ad altre facolta', in cui i docenti non si curano minimamente del fatto che poi gli studenti devono andare  rivendere quello che hanno imparato) e ci sono studenti da tutta Italia, anche se la maggioranza sono della regione. Coi costi limitati per la sede centrale grazie ai finanziamenti e il grosso numero di iscritti, credo che la si possa definire un succcesso. Dipende direttamente dalla facolta' di Bologna, per cui non e- che i professori siano molto presenti a Ravenna e gli studenti se ne lamentano. Diverso e- il discorso della II facolta- di Ingegneria di Forli' Cesena, in cui i docenti e i ricercatori sono stabili in Romagna e il credo che ci sia un clima meno "Pomposo" che a Bologna. Credo che, vista la riforma Gelmini, le due facolta' di Ingegneria , la prima e la seconda, verranno accorpate con conseguenze che al momento nonsono in grado di prevedere, pero', per quanto riguarda Ingeneria Edile Architettura di Ravenna, mi sembra che si possa dire che e' stata una iniziativa che ha avuto ottimi risultati.