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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Di tagli non parlo io, parla l'articolo fin dalla prima riga.

Inoltre, che la riforma in se sia compatibile anche con livelli di spesa quadrupli, non impedisce che l'obiettivo per cui è stata disegnata sia di tagliare i costi.

Che c'azzecca il PD, poi, col mio discorso, proprio non saprei...

Ma, francamente, tutta questa mi pare una polemica alquanto sterile.

 

Di tagli non parlo io, parla l'articolo fin dalla prima riga

Correttamente il post parla di riforma E tagli, come due cose diverse. La riforma riguarda i meccanismi di  governance, l'organizzazione e le procedure di reclutamento, mentre le risorse sono determinate dalle leggi di bilancio

non impedisce che l'obiettivo per cui è stata disegnata sia di tagliare i costi

Mi può spiegare in dettaglio in che senso? Quali articoli?  La sua frase in ogni caso non si riferisce ad articoli specifici, ma all'intero impianto della legge.

Vogliamo scommettere che non te lo spiega?

Non so perché, ma questa impressione m'è venuta leggendo la sequenza di commenti dell'ingegnere che si gode l'art. 18 ...

Non so perché, ma questa impressione m'è venuta leggendo la sequenza di commenti dell'ingegnere che si gode l'art. 18 ...

Eh no, non puoi cavartela in questo modo: non puoi lanciare il sasso e poi nascondere la mano. :)

Seriamente: mi spiace di dare una impressione di vacuità? Inconsistenza? Ignoranza? Non so, fai tu...

Ti assicuro che, per quanto mi è possibile, qui (e altrove) leggo e cerco di capire e non fare polemica o domande inutili.

Prologo: Possiamo passare ad usare il tu?

Correttamente il post parla di riforma E tagli, come due cose diverse. La riforma riguarda i meccanismi di  governance, l'organizzazione e le procedure di reclutamento, mentre le risorse sono determinate dalle leggi di bilancio

Certo, ma non negherai che tra le due cose c'è una certa interrelazione: il livello e l'andamento delle spese in termini quantitativi (ma anche qualitativi) in una struttura dipende ANCHE da governance, organizzazione, reclutamento; quindi, un efficace taglio dei primi spesso coinvolge una modifica dei secondi. O sbaglio?

non impedisce che l'obiettivo per cui è stata disegnata sia di tagliare i costi

Mi può spiegare in dettaglio in che senso? Quali articoli?  La sua frase in ogni caso non si riferisce ad articoli specifici, ma all'intero impianto della legge.

Con "Non impedisce" volevo dire che "non è incompatibile con".

Per il resto, lo ammetto, sono stato un poco affrettato e tranchant. Diciamo che ho colpevolmente applicato il metodo analogico a partire dalle altre proposte di riforme degli ultimi anni, visto che sulle "reali" motivazioni di MSG possiamo ovviamente solo speculare.

Però guarda che non sono il primo nei commenti all'articolo a supporre che la riforma sia, almeno in parte, eterodiretta dal Min.Economia e pertanto indirizzata a risparmiare (p.e. Zanella e Carminat quando parlano dei prestiti d'onore, in basso)

 

Credo che sia vero il contrario. La legge Gelmini opera scelte (soppressione del ruolo dei ricercatori) che comportano necessariamente maggiori spese per la promozione di migliaia e migliaia di attuali ricercatori a professore associato. Abbiamo quindi uno scollamento tra le politiche di contenimento della spesa e le "riforme" che (come quasi sempre negli ultimi 40 anni) riguardano il personale docente e sono ispirate da suggerimenti di personale docente. Naturalmente il ministro dell'economia si riserva di far mancare i fondi. Ma questo comporterà un congelamento delle spese diverse da quelle legate alla promozione di 15-20.000 ricercatori a professore associato, specialmente un congelamento delle spese per reclutare chi non essendo ancora nel sistema non ha voce in capitolo. Ma in effetti non ho letto la legge nella sua attuale versione (ho letto il DDL come presentato al Senato). Mi riservo di intervenire in modo più preciso su questi punti dopo aver letto la legge.

La legge Gelmini opera scelte (soppressione del ruolo dei ricercatori) che comportano necessariamente maggiori spese per la promozione di migliaia e migliaia di attuali ricercatori a professore associato.

 Questa frase corrisponde bene alle regole implicite dell'università italiana, ma non è tecnicamente corretta. Il ruolo dei ricercatori confermati fu messo ad esaurimento dalla legge Moratti del 2005, ma una serie di leggi  del governo  di centro-sinistra istituì ulteriori posti. La legge Gelmini stanzia  all'Articolo 29 comma 8

"13 milioni di euro per l’anno 2011, 93 milioni di euro per l’anno 2012 e 173
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2013, per la chiamata di professori di seconda
fascia, secondo le procedure di cui  agli articoli 18 e 24, comma 6, della presente
legge".

Questi fondi non possono essere usati per assumere i nuovi ricercatori a tempo determinato, che hanno  contratti di sei anni. Quindi i primi di loro potrebbero aver bisogno di un posto dal 2018. Non so se i  fondi  corrispondano a 15-20000 posti di associato - forse sono meno.

Ovviamente, si potrebbe discutere a lungo se i ricercatori confermati (dipendenti pubblici a tempo indeterminato) abbiano qualche forma di diritto ad avere banditi posti di  associato in compensazione della loro  messa ad esaurimento. E se questa sia l'utilizzazione ottimale di 173 milioni l'anno in una situazione di  scarsezza di fondi. Tanto per dare un'idea, è il doppio del finanziamenti  annuali per  fondi di ricerca (PRIN).

La legge Gelmini opera scelte (soppressione del ruolo dei ricercatori) che comportano necessariamente maggiori spese per la promozione di migliaia e migliaia di attuali ricercatori a professore associato.

Una delle critiche piu' frequenti (e penso sia anche la ragione di fondo delle proteste dei ricercatori) che sento fare alla riforma e- la messa in esaurimento die ricercatori e l'impossibilita' per questi di poter passare al ruolo di associato. Ora tu mi dici che in realta- i ricercatori (o almeno una parte di questi) potra' fare carriera e che sono previsti dei fondi per fargliela fare.

O le critiche che sento fare sono campate in aria, oppure non ho capito io cosa vuoi dire. Mi puoi spiegare meglio come funziona?

 

Bisogna distinguere fra i) legge Gelmini nella versione originaria e ii) legge Gelmini approvata. In ambedue le versioni, si ribadisce la messa ad esaurimento dei ricercatori confermati (già presente nella legge Moratti del 2005). La figura viene sostituita da quella del ricercatore a tempo determinato (TD). In entrambe le versioni, alla fine dei sei anni di prova, il ricercatore TD ha "diritto" all'assunzione in ruolo come associato se supera la prova di abilitazione scientifica nazionale, e, ovviamente e se le università hanno i fondi necessari. Tale versione è stata criticata per due motivi diversi

a) le università avrebbero potuto bandire posti di TD senza avere i fondi alla fine - e quindi invece di un tenure track all'americana si tratterebbe di un precariato all'italiana (è questa l'obiezione di Ginelli).

b) I ricercatori confermati avrebbero potuto diventare associati solo attraverso un idoneità nazionale più concorso  locale (il meccanismo di promozione "standard"). Il meccanismo inoltre era rallentato da alcuni limiti alla possibilità di assumere interni. Inoltre i ricercatori confermati (TI) temevano che tutti i fondi disponibili venissero usati per finanziare posti di associato per ex-ricercatore a TD.

Nella versione ii) il problema a) è rimasto. E' questa l'essenza della critica di Ginelli all'affermazione di Giavazzi. SI tratta di un problema reale, e potenzialmente grave. D'altra parte, nulla vieta ad università virtuose di stanziare i fondi che si liberano dai pensionamenti. Pisa qualche anno fa lo fece, con ottimi risultati. In ogni caso, come giustamente Zanella ha ricordato, il problema potrebbe essere affrontato e risolto nei decreti attuativi. E' sicuramente una battaglia da fare, se si volesse migliorare l'applicazione della legge.

Il  problema ii) è stato invece affrontato ed in parte "risolto", nel tentativo di ridurre la protesta dei ricercatori, col contributo decisivo del senatore Valditara (FLI), relatore della legge. In primo  luogo, è stato introdotto la possibilità della chiamata diretta, senza concorso locale, per ricercatori (ed associati) già in ruolo nell'università. In tal modo si è impedito, in pratica, alle facoltà di rifiutare la promozione di ricercatori TI per qualche motivo sgraditi che passassero l'abilitazione nazionale. Inoltre, e soprattutto, sono stati stanziati fondi specifici (come dicevo, fino a 173 milioni nel 2012) per promozioni ad associato da farsi nei prossimi tre anni. Questi ultimi fondi sono in sostanza "riservati" agli attuali ricercatori in quanto  i ricercatori a TD non avranno il tempo di presentarsi al giudizio di idoneità

Non sto a ripetere perchè a mio avviso la versione ii) da questo punto di vista è peggiore della versione i). Infatti si muove nella logica tradizionale (dal 1973) di preoccuparsi della carriera degli insiders piuttosto che delle esigenze dell'università.

 

 

Non ho ancora letto la legge e conosco solo il DDL originario prima quindi degli interventi che hanno (forse) reso più certa la promozione dei ricercatori che conseguiranno la idoneità ad associato. Sulla base quindi di norme forse più restrittive, osservo prima di tutto che l'abilitazione a professore associato è a numero aperto e che le commissioni non hanno alcun incentivo ad essere severe nella selezione. Gli incentivi, infatti, vanno nella direzione opposta: chiunque si rende conto che il numero degli abilitati è un fattore importante per determinare quali settori prenderanno "i posti". Si dirà :se ci sono pochi geoemtri abilitati tutti i posti andranno agli analisti,  o ai fisici matematici, e così via se ci sono pochi economisti economisti abilitati i posti saranno presi dagli aziendalisti, o dai giuristi, ecc. ecc. Varrà come incentivo il patriottismo disciplnare. Inoltre la grande maggioranza degli attuali ricercatori, quasi tutti entrati per concorso, ha raggiunto e superato il livello di competenza che si richiede, in ambito internazionale per l'ingresso nella prima posizione permanente nell'università. L'abilitazione non cosituirà quindi un ostacolo alla promozione di 15.000 ricercatori almeno (su 25.000) che hanno conquistato il livello della "ordinaria mediocrità internazionale" con lavori scientifici pubblicati nelle ormai numerosissime "riviste di livello internazionale". Resta l'ostacolo dei concorsi o delle chiamate (che reputo equivalenti, sul piano sostanziale). Ricordiamo a questo punto che i ricercatori abilitati ad associato fanno già parte del corpo docente, votano per rettore e direttore del dipartimento, e "last but not least" già svolgono le funzioni di professore associato, come titolari di corsi di insegnamento, non essendo peraltro obbligati a svolgere queste funzioni. La loro capacità di pressione sugli organi accademici non è confrontabile con la capacità di pressione di un miserabile "post-doc" che aspirerebbe al posto di ricercatore a tempo determinato. Tra l'altro la promozione di un ricercatore confermato ad associato costa molto meno della assunzione di un ricercatore a tempo determinato (per il quale la legge prevede un congruo aumento di stipendio rispetto all'attuale stipendio di un ricercatore confermato). Dire che la legge non costa perché non prevede la promozione automatica dei ricercatori abilitati è una assoluta iprocrisia. La legge prevede sostanzialmente un obbligo per le università di asumere i propri ricercatori abilitati. Saranno naturalmente ignorate tutte le deboli disposizioni contro lo "imbreeding", e si perderà l'occasione di una migliore distribuzione del personale e delle risorse. In particolare (dulcis in fundo) ci sarà un'ulteriore costosa espansione delle facoltà di medicina che hanno (anche come conseguenza delle pregresse storie clientelari di tecnici laureati e "precari della legge sulla disoccupazione giovanile") un numero maggiore di ricercatori, tutti bravissimi, tutti con altissimo "impact factor". 

Ci si chiede perché in queste condizioni molti ricercatori si sono opposti al DDL. Non lo so. Alcuni di essi certamente andavano contro i propri interessi, ritenendo comuque il complesso delle disposizioni della legge negativo. Altri erano motivati politicamente.

Io mi riservo di leggere la legge. Non ne ho una buona impressione (mi baso sul DDL). Ma non riesco a capire molti aspetti della protesta. Mi sembra una legge che sistema, costosamente, il personale, rischia di aumentare il localismo nelle assunzioni, e per il resto è piena di chiacchiere senza mordente. Ammetto che qua e là ci sono buone intenzioni che potrebbero dar luogo a miglioramenti con i decreti attuativi. Ma la maggioranza delle buone intenzioni proclamate non ha alcuna possibilità di essere tradotta in fatti. Dire nella premessa di una legge che la legge è cntro il vizio ed a favore della virtù non ha conseguenze di rilievo nella applicazione delle disposizioni.

Per il resto, lo ammetto, sono stato un poco affrettato e tranchant. Diciamo che ho colpevolmente applicato il metodo analogico a partire dalle altre proposte di riforme degli ultimi anni, visto che sulle "reali" motivazioni di MSG possiamo ovviamente solo speculare.

Tu sei ingegnere - quindi  applichiamo un metodo "scientifico". non analogico e neppure manzoniano (disse Aristotele.. disse Zanella o Carminat). Leggiamo la legge, e tentiamo di capire quali sono gli effetti. Purtroppo la legge è lunga, complicata e scritta coi piedi e bisogna conoscere bene l'università e la storia della sua legislazione per comprendere le sfumature. Last but not least, mancano i decreti attuativi. Ma, ripeto, non lasciarti influenzare dalla propaganda interessata

PS il PD c'entra. Aveva fatto una proposta abbastanza simile alla Gelmini (versione 1.0), e si era impegnato a fare una riforma bipartisan. Poi si è sfilato quando i ricercatori hanno iniziato a protestare ed hanno trascinato gli studenti

 

Concordo al 100%, soprattutto sul metodo. E citavo Tizio e Caio solo per dire che non sono il primo ad esprimere dubbi di tal sorta, non per fare riferimento ad una auctoritas per rafforzare le mie opinioni.

P.S: No, non sono influenzato dalla propaganda interessata. O forse ne sono influenzato tanto bene che non me ne rendo neppure conto. Però dai miei preesistenti giudizi su certe persone (e certe categorie) si, lo confesso, ne sono influenzato...