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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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La legge Gelmini opera scelte (soppressione del ruolo dei ricercatori) che comportano necessariamente maggiori spese per la promozione di migliaia e migliaia di attuali ricercatori a professore associato.

 Questa frase corrisponde bene alle regole implicite dell'università italiana, ma non è tecnicamente corretta. Il ruolo dei ricercatori confermati fu messo ad esaurimento dalla legge Moratti del 2005, ma una serie di leggi  del governo  di centro-sinistra istituì ulteriori posti. La legge Gelmini stanzia  all'Articolo 29 comma 8

"13 milioni di euro per l’anno 2011, 93 milioni di euro per l’anno 2012 e 173
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2013, per la chiamata di professori di seconda
fascia, secondo le procedure di cui  agli articoli 18 e 24, comma 6, della presente
legge".

Questi fondi non possono essere usati per assumere i nuovi ricercatori a tempo determinato, che hanno  contratti di sei anni. Quindi i primi di loro potrebbero aver bisogno di un posto dal 2018. Non so se i  fondi  corrispondano a 15-20000 posti di associato - forse sono meno.

Ovviamente, si potrebbe discutere a lungo se i ricercatori confermati (dipendenti pubblici a tempo indeterminato) abbiano qualche forma di diritto ad avere banditi posti di  associato in compensazione della loro  messa ad esaurimento. E se questa sia l'utilizzazione ottimale di 173 milioni l'anno in una situazione di  scarsezza di fondi. Tanto per dare un'idea, è il doppio del finanziamenti  annuali per  fondi di ricerca (PRIN).