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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Potrei continuare anche sul design meccanico ed automotive, ma mi fermo: il punto è solo questo, c'è un modo per far uscire gli studenti dall'università con un minimo di conoscenze pratiche, oltre che quelle teoriche ? E parliamo di Ingegneria, non di filosofia o sociologia.

Perchè al di là della buona volonta dei professori ( e ce ne è tanta, concordo) le mie esperienze con il mondo universitario della tecnica mi lasciano sempre sorpreso del fatto che c'è un solco fra la pratica e la teoria.

la vita è breve e non si può fare tutto. ci si deve accontentare, per così dire di una buona teoria (non vi è niente di più pratico, secondo la nota battuta), raggiunta secondo una progressione logica di studi, non certo col 3+2. e sono più importanti, secondo me, i tempi ragionevoli, altrimenti si finisce come con gli esami da funzionario cinese...poi ci si butta nel mondo del lavoro e si vedrà.

le conoscenze pratiche sono utilissime ma vanno lasciate all'iniziativa o vocazione individuale: lavoro estivo, molto meglio se fatto ben prima dell'università, visita al parente inventore, hobby tecnologico/manuale. un surrogato, per i meno vocati, può essere proprio lo studio sulla carta  di macchinari obsoleti, irti di camme e articolazioni spazzate via dai cnc...proprio la loro obsolescenza deve far riflettere: la pratica approfondita dell'epoca, è tramontata con loro. la teoria invece ha fatto passi avanti cumulativi.