Titolo

Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

3 commenti (espandi tutti)

Auspicando toni meno risentiti

I toni saranno meno risentiti quando dimostrerai di saper leggere ciò che ti viene scritto.

Confondere ripetutamente dati e interpretazione degli stessi non fa altro che confermare che l'università italiana è in uno stato pietoso.

Tralascio ogni commento su un ricercatore che scambia per vittimismo l'ipotesi che le imprese italiane risultino (nelle statistiche) meno innovative di quanto in realtà il mercato lasci supporre (dato che esportano parecchio) a causa di meccanismi fiscali che incentivano la contabilizzazione delle spese in R&D nell'anno.

Da voci che ho sentito, ho la sensazione che se aspetterai i dati che verranno pubblicati fra 2-3 anni, scoprirai che nel 2009 e 2010 c'è stata un impennata degli investimenti in R&D delle imprese italiane.

Le vendite crollano. Si riducono le spese, ma non è facile, soprattutto se sei grande. Gli azionisti vogliono vedere dividendi, che puoi distribuire se, almeno a bilancio, mostri un utile. Niente di meglio che ossessionare gli ingegneri a specificare ogni minuto speso per apportare qualche innovazione. Se fai bene il giochetto, puoi mettere in ammortamento diciamo triennale, gran parte dei costi del personale tecnico (se non fanno qualcosa di nuovo, cosa ci stanno a fare?). Et voilà l'utile.

Ovviamente per distribuire dividendi ti serve del contante, ma se sei grosso le banche sono sempre disponibili a dartelo, soprattutto in cambio di partecipazioni azionarie in un'azienda che risulterà aver investito moltissimo in R&D durante un periodo di crisi.

Mi immagino i tuoi colleghi del CNR a spiegare come lungimiranza questo banale trucchetto contabile.

Se adesso l'hai capito, prova a capovolgerlo e capisci cosa volevo dire. Il vittimismo non c'entra nulla. Il nostro tribunale è il mercato, non l'assemblea nazionale dei ricercatori universitari. Se non produco roba interessante e competitiva, io perdo tutto. E tu?

Credo sia superfluo perdere altro tempo. Può darsi che la mia prosa sia poco chiara, ma ritenevo fosse adeguata all'interlocutore.

Forse non ho capito

Capitalizzare le spese di R&D dovrebbe dare vantaggi solo i primi anni : a regime , a meno di crescita vertiginosa di tali spese , tanto capitalizzi e tanto metrti a bilancio di depreciations.

( nel caso di ammortamento triennale che tu citi se spendi 100 ogni anno il primo anno crei un extra utile di 100 , il secondo di 67 , 100 - 33 di ammortamento , il terzo di 33 ed il quarto ciò che capitalizzi è uguale a ciò che paghi in ammortamento )

E alla fine , nei primi anni , hai pagato più tasse sugli utili 

Mi pare un'operazione solo molto costosa , o sbaglio?

 

 

 

In caso di vendite costanti o in normale crescita è esattamente come dici. E infatti non lo fa nessuno.

E infatti i nostri prodi ricercatori si convincono che le PMI, ma in generale le industrie italiane investano meno in ricerca e che i sistemi fiscali non li riguardino, mentre tu capisci immediatamente che capitalizzare le spese di R&D in Italia è un costo aggiuntivo.

L'unico caso in cui ha senso (che sia venuto in mente a me...) capitalizzare le ore di lavoro degli ingegneri che migliorano i processi o i prodotti o che studiano nuovi prodotti (cioè il 90% di ciò che fa un progettista...) è il seguente:

1) la crisi ti ha abbattuto le vendite;

2) hai delle ragioni (investitori che ti farebbero crollare il titolo in borsa, banche che ti bloccherebbero i fidi, fornitori che ti chiederebbero pagamenti anticipati...) per non voler pubblicare un bilancio in perdita, a costo di rimetterci soldi veri nell'immediato;

3) hai delle riserve di qualche tipo che ti consentono di pagare comunque dividendi "in perdita";

4) speri che nel giro di 1-2 anni le cose ti andranno meglio.

Ah, in realtà ci sarebbe un altro caso, molto diffuso fuori dalle PMI italiane: quando hai dei fondi governativi o degli sgravi fiscali per incentivare la ricerca e sviluppo.

In quei casi devi mostrare di aver fatto l'investimento per ottenere la sovvenzione o il credito d'imposta e quindi capitalizzi anche se non dovrebbe convenirti in situazioni normali.

Qualcuno vede altre ragioni per certificare che i tuoi tecnici si dedicano a R&D piuttosto che a cose che puoi contabilizzare nell'anno come qualsiasi altra attività e quindi non meritino lo sforzo burocratico aggiuntivo di essere distinte dal resto?