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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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In ogni caso il dibattito mi  sembra irrilevante - 70 o 90 cosa cambia? Con 250 o 350 sedi? In USA ci sono 2500 istituzioni universitarie per 300 milioni  di abitanti (=8 per milione) In Italia ce ne dovrebbero essere 500.

Concordo: non bisognerebbe contare le sedi, ma piuttosto vedere quali hanno senso di esistere e quali no.

Inoltre le sedi "staccate" italiane penso siano molto lontane dagli standard Californiani di cui parla Michele. Per esempio Pisa partecipo' con Genova alla creazione del polo di La Spezia (che sul wiki ora appare parte di Genova). Il polo che veniva gestito con personale docente delle due universita' e supporto logistico locale (penso amministrazione locale e camera di commercio). Ad occhio e croce i costi (ma anche i servizi) di questa sede sono piuttosto modesti.

Per la cronaca: io ci lavorai l'anno in cui apri'. Da quello che ho visto questa iniziativa (al di la' dei disagi legati ad una struttura creata ex-novo) non aveva molto senso (da La Spezia a Pisa c'e' un'ora di treno). Ma era fortemente voluta dal mondo politico ed imprenditoriale locale, e a Pisa e Genova faceva comodo ...

Per concludere: non so se le universita' (e le sedi) siano tante o poche. Ma non capisco come un Ministro convinto che sian troppe possa pensare di equiparare le universita' telematiche a quelle tradizionali (aumentandone ulteriormente il numero).

 

Il problema è la differenziazione e la possibilità di numero chiuso per tutte le facoltà

Quali sono, attualmente, i vincoli all'applicazione del numero chiuso?