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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Caro Michele,

non so se la pagina di Wikipedia che tu citi sia curata dall'ufficio stampa dell'ateneo dove insegno (per la cronaca, ne dubito), ma anche se cosi` fosse, non e` aggiornata. Mi risulta infatti che l'attuale rettore ha fatto chiudere le varie sedi periferiche (Torrevecchia Teatina non e` una sede staccata, ma la sede logistica dell'universita` telematica).

Quello che cercavo di dire e` che siccome Wikipedia non e` attendibile sul numero delle sedi staccate, allora non e` attendibile nemmeno sul numero degli atenei italiani. So bene che questa inferenza non e` un teorema, perche' a priori forse noi viviamo in un mondo in cui Wikipedia fornisce dati giusti sul numero degli atenei e dati sbagliati sul numero delle sedi. Pero` non e` un teorema nemmeno l'affermazione di chi usa i dati di Wikipedia come se fossero dati certi.

In altre parole: non entro nel merito di quale sia il numero degli atenei, ma pongo una questione di attendibilita` della fonte Wikipedia. Nella parte finale del tuo messaggio tu citi nuovamene Wikipedia sulla proliferazione del numero delle sedi, ma come dicevo questa fonte non e` attendibile.

Sia Giovanni Federico che Carlo Carminati osservano che dieci in piu` o in meno non sono dirimenti, che i problemi sono altri. Anche tu sostieni la stessa cosa. Forse anch'io sono pronto a sostenere la stessa cosa, in linea di principio. Ma cosi` facendo noi cambiamo discorso e ci dimentichiamo del suo inizio. L'inizio del discorso e` che GdN sostiene che le opinioni di FG, amplificate da un quotidiano che ha una certa influenza sull'opinione pubblica, sono basate su dati imprecisi. Che le opinioni di FG abbiano una certa influenza sull'opinione pubblica e` indubbio. Io non sono un frequentatore di salotti, ma se mi capita di parlare di universita`, con amici o conoscenti esterni a questo mondo, vedo che le opinioni di FG sono prese come verita` scolpite nella roccia (troppi corsi di laurea, troppi professori, ecc.). Penso che a questo punto sia bene inchiodare ciascuno sulle proprie responsabilita` nel dare i numeri che ha dato.

A quanto pare, GdN ha preso i suoi dati sul numero degli atenei dal Ministero, che in genere, su queste cose, e` attendibile.

In breve: seguo con interesse questo dibattito, senza aver fatto ricerche sui dati ecc: mi limito per ora a prendere nota dei vari interventi, e ho voluto solo porre una questione di principio sulla attendibilita` dei dati riportati da Wikipedia, suggerendo che, siccome questa fonte non e` attendibile sul numero delle sedi, dovremmo essere cauti nel prendere come certi i dati che fornisce sul numero degli atenei, a maggior ragione se poi usiamo questi dati per dire che GdN non sarebbe stato piu` preciso di FG.

Sono con te quando scrivi che vuoi verificare tutti i dati forniti da GdN. Anche a me interessa andare a fondo, anche se non posso dedicarci altro tempo, oltre a quello che impiego per leggere questo sito, e pochi altri.

Per la cronaca: io non sostengo che la nostra universita` sia la migliore possibile, che sia senza difetti, e cose simili [ci tengo a precisarlo perche' ho notato che alcuni usano questo tipo di insinuazione, in perfetto stile ``ma allora sei un nemico della perestrojka!'', dove il ruolo della ``perestrojka'' e` svolto dalla riforma in oggetto]; pero` sono scettico di fronte a chi sostiene di avere la bacchetta magica, accompagnata dall'uso di certe formule (magiche, appunto, come ``valutazione obiettiva''); e a chi osserva che dobbiamo accettare questa ``valutazione obiettiva'' perche' e` scritta nella riforma, rispondo che le parole non si trasformano magicamente in realta'; ad esempio: nel D.M. 509 si introduceva il concetto di ``credito formativo universitario'': io non ho mai creduto che a questo concetto corrispondesse alcunche' di realmente significativo; e infatti vediamo ora che con il D.M. 270 questi ``crediti'' sono in sostanza spariti, perche' l'organizzazione dei corsi si e` assestata decidendo che devono essere o corsi da 6 cfu oppure corsi da 9 cfu, cioe` in altre parole corsi brevi o corsi lunghi. Il credito formativo universitario non esiste, nella realta`. E` una finzione, che si appiattisce in una questione di orario (che ha poco a che fare con la definizione originale di credito formativo universitario). Temo che la ``valutazione obiettiva'' fara` la stessa fine, perche' non esiste.