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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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L'altro è che nel bacchettare FG sul numero di atenei, GdeN intende sostenere che in Italia non vi è stata proliferazione di sedi universitarie, una per ogni paesetto, cittadina, città, borgo, cosca che la richiedesse per ragioni "elettorali". Perché quello era l'argomento di Giavazzi.

 

Nello specifico, Francesco Giavazzi (FG) ha scritto che:

In Italia abbiamo 100 università, una per provincia. Sono troppe? Dipende. Se parliamo di università che offrono solo corsi di triennio, 100 sono probabilmente poche, non troppe. In Italia il numero di studenti che prosegue gli studi oltre la scuola secondaria è più basso che altrove: ci vorrebbero più studenti iscritti ai corsi triennali. Il problema è che tutte e 100 le nostre università offrono, oltre ai corsi di triennio, corsi di biennio e di dottorato.

http://archiviostorico.corriere.it/2010/novembre/06/Interventi_Repliche_co_9_101106090.shtml

 

Anche se lo ha fatto altrove, in questo contesto FG non sta argomentando sulla proliferazione, ma piuttosto sull'inutilità di avere 100 atenei che ospitano, oltre che le lauree triennali, anche lauree specialistiche e corsi di dottorato. Addirittura, FG  scrive che, se ci limitassimo ai corsi di triennio, 100 università "sono probabilmente poche".

Da parte mia, avendo consultato il sito  dell'Ufficio di Statistica del MIUR, ho osservato che questo numero 100 è sbagliato  (http://statistica.miur.it/scripts/Infoatenei/prima.asp). Non conta che io sia favorevole o contrario alle tesi di FG: a prescindere dalla condivisione o meno delle tesi di un opinionista, la diffusione di dati inesatti influenza in modo scorretto l'opinione pubblica.

Cordialmente

GDN