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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Premetto ringraziando per la replica densa di dati e collegamenti.

Non sono questi i numeri con cui si deve confrontare l'univerista' italiana con quella estera [...]  Il confronto corretto che si deve fare e' sul numero di pubblicazioni / citazioni per milione di  abitanti.

Credo di dover dissentire nel merito e nel metodo. Il numero di pubblicazioni/citazioni per milione di  abitanti misura un risultato ma non tiene conto delle risorse che sono state impiegate per ottenerlo. Appare più corretto svolgere un'analisi ingresso-uscita, ovvero misurare i risultati (articoli oppure, ancora meglio, citazioni) a fronte delle risorse investite. Di seguito riporto i risultati di 4 analisi simili tra loro.

Se dissenti sull'utilita' di considerare indicatori come "pubblicazioni per milione di abitanti" allora dovresti dissentire ancora di piu' sull'utilita' di considerare indicatori come "pubblicazioni di uno Stato", che oltre ad essere distorti dall'ammontare di risorse iniettate, sono anche distorti, e molto di piu', dal diverso numero di abitanti degli Stati considerati.

In realta' ogni indicatore onestamente interpretato rivela qualcosa.  Pubblicazioni/Stato misura [numero di abitanti] * [PIL pro-capite PPP] * [frazione di PIL in ricerca] * [efficienza del comparto universita-ricerca] , mentre "pubblicazioni per milione di abitanti" misura lo stesso prodotto senza il numero degli abitanti, e quindi e' un indicatore - a mio parere - piu' onesto e utile del primo, per caratterizzare la posizione dell'Italia nel mondo. Non vedo alcun merito, tantomeno scientifico, nell'avere un grande numero di abitanti in Italia. Va bene comunque obiettare che se l'Italia fa male su "pubblicazioni per milione di abitanti" va comunque investigato se questo dipende da scarsa efficienza dei ricercatori o da poche risorse comparativamente investite nel settore.

Appare più corretto svolgere un'analisi ingresso-uscita, ovvero misurare i risultati (articoli oppure, ancora meglio, citazioni) a fronte delle risorse investite. Di seguito riporto i risultati di 4 analisi simili tra loro.

Sono d'accordo, se l'obiettivo e' misurare l'efficienza del comparto universita'-ricerca.  Se invece si vuole confrontare l'Italia come societa', come Paese, allora il parametro piu' corretto e' pubblicazioni o citazioni per milione di abitanti.

A. Rizzuto & Rochow.
Carlo Rizzuto, Università di Genova, e Regina Rochow, "Quale è il rendimento della spesa di ricerca nelle Università (e nella ricerca pubblica):qualche evidenza dai dati statistici", Conferenza CRUI 12/6/03, www.miur.it/UserFiles/3249.pdf

Grazie per il riferimento, che non conoscevo.  Un link piu' diretto e' http://www.philos.unifi.it/upload/sub/Home/133_crui.pdf.

Per essere ancora più corretti, gli autori ripetono il calcolo usando come come denominatore solo i ricercatori pubblici e universitari. In tal caso l'Italia è in posizione 10 con efficienza 14.8, poco sotto la Germania (15.1) e davanti a Francia, Finlandia, Spagna, Giappone, Grecia e Portogallo (Fig. 6.b). Rizzuto e Rochow usano la metafora dei Km per litro di un automobile: la macchina della ricerca italiana macina un numero di chilometri (pubblicazioni) commisurato ai litri di benzina (ricercatori) messi nel motore.

OK questo e' un confronto corretto come premesse, che misura bene la posizione dell'Italia rispetto ai Paesi piu' confrontabili con noi (Stati dell'Europa continentale).  Riporto la classifica:

  Fig. 6b. Highly Cited Papers / 1000 Academic Researchers
USA 50.2
Netherlands 29
UK 25.8
Sweden 23.2
Denmark 22
Ireland 19.8
Belgium 18.6
Austria 16.4
EU 15.7
Germany 15.1
Italy 14.8
France 12.8
Finland 12.8
Spain 5.3
Japan 4.8
Greece 2.9
Portugal 1.7

Io aggiungerei che scaricare la colpa sul motore e lesinare ulteriormente la benzina non porta lontano.
Da notare che le nazioni più efficienti di noi sono nell'ordine: USA, NL, UK, Svezia, Danimarca, Irlanda, Belgio, Austria, Germania. A parte USA, UK e Germania, le altre hanno sistemi della ricerca di dimensioni più piccole del nostro. Per un sistema di grandi dimensioni è più difficile essere più efficiente di sistemi più piccoli e agili.

Non sono d'accordo con questa considerazione.  L'Italia supera Spagna, Portogallo, Finlandia e Grecia che sono piu' piccoli, e gli USA non risentono per nulla delle loro dimensioni.  Invece, la classifica riportata misura secondo me, oltre all'efficienza del comparto accademia-ricerca, le condizioni di alfabetizzazione dei diversi Paesi, e la loro vicinanza alla lingua inglese e allo Stato leader per dimensioni e potenza, gli USA. I Paesi con alfabetizzazione storicamente precoce sono nelle posizioni alte, i Paesi con alfabetizzazione di massa tardiva, tra cui l'Italia, sono nella parte bassa della classifica.  Detto questo, e' vero che il comparto accademico italiano, nel settore scientifico, non sfigura, date le risorse assegnate e lo stato di avanzamento della societa' italiana in generale. Francamente, date le mie conoscenze aneddotiche dell'universita' italiana e degli altri Paesi (USA, Germania, Francia, Svizzera), temevo molto peggio.

B. King.
D.W. King “The scientific impact of nations: what countries get for their research spending”. Nature, vol. 403, 15 jul. 2004, pp. 311-316, http://www.nature.com/uidfinder/10.1038/430311a

King mostra che in termini di efficienza (articoli per ricercatore oppure citazioni per ricercatore) l'Italia viene dopo UK e Canada ma prima di USA, Francia, Germania e Giappone (Fig. 5). Rispetto allo studio di Rizzuto, nel calcolo dell'efficienza si considerano tutti i ricercatori (non solo quelli pubblici e universitari) e credo che questo spieghi le differenze ed in particolare la diversa posizione in classifica degli USA.

Questo studio e' stato ricalibrato da R.Perotti seguento criteri simili a Rizzuto-Rochow sopra, e, come cito nel mio intervento nFA:La_produttivit%C3%A0_scientifica_dell%27Italia, le conclusioni di R.Perotti sono piu' critiche rispetto al tuo riassunto:

R. Perotti e altri continuano il loro studio rapportando quindi le pubblicazioni ai soli ricercatori accademici, e concludono (il riassunto è mio):

  • per numero di citazioni diviso numero di ricercatori accademici l'Italia supera Portogallo, Spagna, Francia e Germania ma è inferiore tutti gli altri paesi considerati (nord-europei e anglosassoni).
  • come impact factor medio (numero citazioni diviso numero articoli) degli articoli prodotti, l'Italia precede solo Spagna e Portogallo tra i 10 paesi presi in considerazione.
  • i due risultati precedenti risentono della ripartizione dei lavori pubblicati nelle diverse discipline, che hanno un numero di citazioni diverso. Rapportando le citazioni disciplina per disciplina alla media di disciplina, si può ottenere un impact factor standardizzato degli articoli pubblicati dai ricercatori accademici italiani, e questo risulta ancora una volta terz'ultimo tra i paesi considerati e superiore solo a Spagna e Portogallo. Si noti che anche King arriva ad una conclusione simile, accomunando però l'Italia anche alla Francia.

Sostanzialmente, i ricercatori italiani producono un numero elevato di articoli, di qualità media però non elevata. Tuttavia moltiplicando i due numeri, il numero di citazioni totali per ricercatore supera Francia e Germania, e questo non è un risultato disprezzabile.

Questo confronto mostra che l'Italia e' superata dai Paesi nord-europei, di pochissimo dalla Francia, e supera a sua volta Spagna e Portogallo, per qualita' di produzione scientifica.  Questa e' la mia elaborazione, dove uso come input la frazione di PIL spesa dallo Stato in ricerca:

 

top1% popol. ricerca prod
Italia 1630 60 0.55 49.4
Germania 3932 80 0.77 63.8
Francia 2591 60 0.83 52.0
Spagna 785 40 0.47 41.8

top1% = numero di articoli di scienze e ingegneria nel 1997-2001 per paese
popol. = popolazione in milioni (approssimata)
ricerca = spesa statale per ricerca in % del PIL
prod = numero di articoli molto citati rapportato alla spesa pubblica relativa al PIL nazionale

Questa tabella mostra che la produttività della spesa pubblica italiana in ricerca è inferiore alla Germania e (di poco) alla Francia, ma supera (1997-2001, non so ora) la Spagna. Personalmente ritengo questi dati più indicativi della realtà.

Aggiungo anche la mia modesta elaborazione sui brevetti, sempre da quell'intervento:

Aggiungo a tutti i dati precedenti alcuni dati che ho raccolto nel 2006 sulla spesa in ricerca e sulla produttività tecnologica dei paesi avanzati, si riferiscono probabilmente ad anni tra il 2001 e il 2004.

 

paese laureati* sp.statale** sp.priv.** brev.hi-tech*** brev.***
USA 10.2 0.86 1.90 48.4 154.5
Giappone 13.0 0.80 2.32 40.4 166.7
Germania 8.1 0.77 1.73 45.5 301.0
Spagna 12.2 0.47 0.56 3.5 25.5
Francia 20.2 0.83 1.36 31.8 147.2
UK 19.5 0.61 1.26 32.0 128.7
Italia 6.1 0.55 0.55 7.1 74.7
UE15 12.5 0.69 1.30 30.9 158.5

* laureati in materie scientifiche in perc. della pop. da 20 a 29 anni
** spesa in ricerca in percentuale del PIL
*** domande all'EPO per milione di abitanti

Qui l'Italia e' superata nettamente anche dalla Francia, che ha un settore privato molto piu' attivo.

Riprendo a commentare quanto hai scritto:

Loet Leydesdorff & Caroline Wagner, Research Funding and Research Output: A Bibliometric Contribution to the US Federal Research Roadmap,Science and Development Bulletin, Issue No.50 – April 2009, http://www.sciencedev.net/Docs/uss.PDF

Come variabile di input, viene usato l'HERD (Higher Education expenditure in R&D). Viene mostrato (Table 1) che per l'Italia il costo per pubblicazione è relativamente basso (fonti: ISI: Web-of-Science e  OCSE). Infatti, ci sono 14 nazioni che hanno un costo per pubblicazione maggiore di quello italiano (tra cui Giappone, Canada, USA, Francia, Svezia, Germania, Australia):

Siccome pero' gli italiani tendono a pubblicare molto, ma con relativamente basso impatto, meno lavori molto citati, meno citazioni, sarebbe opportuno usare al numeratore altri indicatori, e credo ritorneremmo nelle vicinanze dei dati di Rizzuto-Rochow e di King rielaborato da Perotti.  Insomma risultati non esaltanti, ma nemmeno disastrosi, e in linea o meglio con la collocazione dell'Italia nel mondo.

Ora mi devo fermare, cerco di fare una seconda replica sul resto nel prossimo futuro.