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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Ed ha vinto perché le baronie di sinistra italiane, invece di contrapporre alla riforma Gelmini una riforma migliore, che cambiasse l'università nella direzione di cui il paese ha bisogno e che potesse, proprio per quello, raccogliere attorno a se il consenso delle forze sociali interessate, hanno contrapposto solo la difesa dell'esistente.

Non "le baronie di sinistra" Michele. Una consistente maggioranza dei docenti, di destra e di sinistra, con alla testa i ricercatori, i più penalizzati dalla riforma. 

La maggioranza dei docenti non ha alcun interesse ad una riforma che andrebbe ad intaccare i suoi privilegi. La sinistra (intesa come PD) all'inizio ha tiepidamente approvato la riforma e si è poi accodata alla protesta in funzione anti.governativa, ed anche per non scoprirsi a sinistra vs Di  Pietro e Vendola

 

Vero, non solo quelli di "sinistra". Ma questi ultimi son quelli che, con tutta evidenza, più si son scomodati a creare, gestire e manipolare il can-can mediatico. O tutti i giornali e siti web che ho letto mentivano?

 

Finchè la legge è stata considerata una faccenda interna all'università la sinistra parlamentare (=PD) è stata più o meno d'accordo. Quando i ricercatori hanno iniziato a protestare (per motivi corporativi) una parte della sinistra, parlamentare e non, ha colto l'occasione per montare una protesta di piazza in funzione anti-governativa eccitando gli studenti con slogan demagogici sulla morte dell'università pubblica e della ricerca. Ovviamente, Repubblica e gli altri media di sinistra hanno cavalcato la tigre esclusivamente per mettere in difficoltà il governo, mentre, altrettanto ovviamente, i media di destra hanno difeso la legge a spada tratta. In ambedue i casi, senza capire nulla dell'argomento. A questo punto è divenuto essenziale il FLI, che avrebbe potuto bloccare la legge alla Camera. L'astuto Valditara (FLI) ha pensato di comprarsi il consenso dei ricercatori non stanziando nuovi fondi per concorsi da associato (praticamente riservati a loro), ma costringendo le università a destinare  parte dei loro fondi  (il 2-3% dal 2012) a questi concorsi. I ricercatori hanno continuato a protestare, gli altri docenti ad opporsi meno platealmente ma alla fine il FLI alla Camera ha votato per la legge.