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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Valutare un ricercatore sulla base del numero medio di citazioni lo indurrebbe a pubblicare solo quando ritenesse di fare meglio che in passato: non mi sembra il migliore incentivo possibile. Se invece il ricercatore può scegliere quali pubblicazioni mettere in gioco, allora lo si sta valutando sulla base del numero di citazioni ricevute dal suo articolo migliore: mi sembra più utile ad assegnare un posto nella storia che ad attribuire uno stipendio. All'altro estremo c'è il semplice conteggio delle pubblicazioni (che tiene conto solo della quantità e ignora completamente la qualità). In medio stat virtus? Con tutti i limiti, si intende, che l'uso delle citazioni per misurare l'importanza di un articolo porta con sé.